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Dolore cronico: un vademecum per conoscerlo ed affrontarlo

Il dolore cronico, descritto come “dolore che persiste oltre il fisiologico tempo di guarigione tissutale e/o per almeno 3-6 mesi” (Merskey, 1994), viene considerato come uno dei maggiori problemi di salute a livello globale con una prevalenza del 17-27% della popolazione mondiale (Leadley et al, 2012).  

L’intervento sanitario è ancora fortemente influenzato da un modello causativo, che va a concentrarsi sulle cause e sugli effetti andando a ricercare l’origine del dolore tra i tessuti e gli apparati: questo modello non riesce a risolvere tutti quegli imprevedibili aspetti dell’esperienza di dolore. È fondamentalmente sbagliato pensare che ogni risultato, ogni immagine o l’esito di ogni test debba essere sempre provocativo dei sintomi, infatti, ciò che si riscontra in una immagine diagnostica potrebbe esistere da molto tempo prima che i sintomi si siano manifestati. Questa linea di pensiero del “find it and fix it” (“trovare e correggere) viene sempre più rafforzata fino a creare una grande dipendenza del paziente nei confronti del modello biomedico che può ritardare il trattamento più appropriato.

fisios fisioterapia

Se in alcuni casi può essere chiaro fin dalla prima visita un quadro di dolore cronico, altre volte può succedere che un paziente trattato da più o meno tempo con terapie di vario genere (farmacologiche, infiltrative o riabilitative) possa mostrare una modifica o un aggravamento dei sintomi tali da far sospettare un viraggio del suo dolore verso la cronicizzazione. In questo caso il medico deve sospendere il percorso terapeutico in atto per valutare un percorso specifico.  Recentemente è stato affiancato al dolore cronico il concetto di sensibilizzazione centrale (Central Sensitization), definita come una ipersensibilità a vari stimoli nocivi (per esempio pressione e calore) e non nocivi (per esempio il tatto)”.

“La “Sindrome da Sensibilizzazione Centrale” è un termine che stabilisce la correlazione tra questi sintomi e un meccanismo patofisiologico che consiste in una iperalgesia (eccessiva sensibilità a stimoli normalmente dolorosi), in un’allodinia (stimoli normalmente non dolorosi che diventano tali) ed una espansione del campo percettivo (che spiega verosimilmente il dolore più ampio), ma scarica prolungata elettrofisiologia (che può spiegare la natura cronica del dolore) e uno spiacevole dolore successivo allo stimolo (per esempio bruciore e parestesia) che dura più a lungo del normale osservato nei gruppi di controllo dopo lo stimolo doloroso” spiegano i professionisti di Fisios. 

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E continunano: “Alcune patologie che si sono rivelate utili allo studio della sensibilizzazione centrale sono la fibromialgia, l’osteoartrite, il dolore muscoloscheletrico con ipersensibilità generalizzata, la cefalea, il dolorse temporomandibolare, il mal di denti, il dolore neuropatico, il dolore viscerale e quello post-chirurgico. La comorbidità di queste sindromi che si presenta in assenza di un evento acuto, un’infiammazione o una lesione neuronale, le simili caratteristiche cliniche e la risposta agli analgesici che agiscono a livello centrale possono riflettere l’aspetto comune della sensibilizzazione centrale nella loro patofisiologia”.

Nel paziente con dolore persistente e cronico l’obiettivo è il recupero della qualità di vita in un contesto di cronicità della malattia-dolore: i clinici spesso devono confrontarsi e prendere in carico pazienti fortemente arrabbiati, demotivati per la cronicità del disturbo ed a cui risulta impedito quel processo di lutto “normale” della propria immagine di sé ed in cui spesso è sottolineata una triade di emozioni negative come rabbia, tristezza, paura.

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“Lo stesso termine “cronico” potrebbe essere inappropriato per i pazienti che trattiamo” commenta la Dott.ssa Cavallaro, psicologa e direttore generale di Fisios, “Esso infatti riporta etimologicamente a chronos e definisce malattie che si prolungano lentamente per un tempo indeterminato (per distinguerle dalle acute, con svolgimento rapido) ed è utilizzato propriamente (dal punto di vista etimologico) per un dolore che persiste oltre i 6 mesi.

FISIOS per la presa in carico del dolore cronico da sensibilizzazione centrale ha a disposizione un team multidisciplinare che coinvolge diversi professionisti della salute, il Medico di Medicina Generale, il fisioterapista-osteopata, lo Psicologo-psicoterapeuta e il Medico Specialista (Ortopedico, Reumatologo, Fisiatra, Neurochirurgo, Neurologo)”.

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