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Dalla Solarmaker un sistema rivoluzionario per combattere la peronospora del basilico

E' uno strumento che agisce direttamente sul controllo dell’umidità ambientale fermando sul nascere il proliferare della malattia

Ceriale. Un macchinario unico e rivoluzionario che permette di evitare l’insorgere della temuta malattia del basilico coltivato in serra, la Peronospora Belbahrii, in modo efficace, economico e naturale. E’ quello messo a punto e che è stato testato per più di tre mesi con ottimi risultati da Giacomo Roccaforte, titolare della Solarmaker S.r.l. di Ceriale.

Oltre ad occuparsi da oltre 10 anni di energie rinnovabili applicate in agricoltura (cosa che gli ha permesso anche di ottenere numerosi brevetti), Giacomo Roccaforte si è dedicato allo studio della Peronospora del basilico: “Si tratta di una malattia che ogni anno causa ingenti danni all’agricoltura sia in Liguria che nel resto d’Italia facendo perdere dal 50 all’80 per cento della produzione”.

Per tentare di risolverlo, fino ad oggi si sono utilizzati principalmente gli agrofarmaci, ma non sempre raggiungendo i risultati sperati e con un certo impatto ambientale. Roccaforte ha cercato quindi un’alternativa a queste classiche soluzioni: “La causa principale e scatenante della peronospora è ben nota, ed è l’umidità – spiega – In condizioni atmosferiche favorevoli, risulta molto difficile, se non impossibile, contenere il suo rapidissimo sviluppo. Abbiamo quindi pensato di concentrarci ed agire su questo elemento per cercare di bloccarla. Per questo, in collaborazione con una importante azienda italiana, la Fral, abbiamo realizzato un macchinario specifico per l’utilizzo in serra, che agisce direttamente sul controllo dell’umidità ambientale fermando sul nascere il proliferare della malattia“.

Il macchinario, che semplificando può essere paragonato ad un deumidificatore specifico per serre, crea le condizioni per la crescita sana del basilico integrandosi perfettamente con gli altri componenti della serra come eventuale impianto di riscaldamento ed aperture.

L’apparecchio è stato testato da un agricoltore della zona di Ceriale, il quale ha potuto constatare gli evidenti ed incomparabili benefici rispetto alle altre coltivazioni. Mentre in una serra con questa apparecchiatura si è tenuta sotto controllo la malattia e si continua ancora oggi il raccolto, nelle altre si è avuto il suo classico dilagare che ha portato alla perdita della quasi totalità del raccolto.

Oltre ad essere molto efficace, quindi, l’apparecchio realizzato da Solarmaker S.r.l. presenta diversi altri vantaggi: è ecologico in quanto non utilizza prodotti chimici; ha costi contenuti e non comporta “periodi di carenza” (gli agrofarmaci, infatti, impongono il trascorrere di un periodo di attesa, prima del quale non è possibile raccogliere le piante). Inoltre, evita che le malattie si evolvano “abituandosi” ai prodotti chimici che devono quindi essere sempre più potenti o dati in dosi sempre maggiori.

L’apparecchiatura trova impiego sia nel periodo primaverile-estivo-autunnale, che è quello più critico per lo sviluppo della malattia, che nel periodo invernale. In quest’ultimo caso, si aggiunge l’ulteriore beneficio di abbassare drasticamente i costi di produzione, perché permette di evitare di aprire la serra per ridurre l’umidità, con spreco di energia utilizzata per il riscaldamento.

Questo è solo l’ultimo lavoro di Solarmaker nel settore agricolo: “Nel 2005 – ricorda Giacomo Roccaforte – abbiamo sviluppato e brevettato un pannello fotovoltaico per serre, oggi in fase di realizzazione in Giappone, ed un riscaldamento a particolari raggi infrarossi per il risparmio energetico ed il controllo delle malattie. Il tutto è stato sperimentato per anni con ottimi risultati in collaborazione con il ministero delle politiche agricole”.

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