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sergio.uras é un Novellino

Nickname: sergio.uras
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sergio.uras ha scritto il 24 settembre 2011 alle ore 23:05
@albertobronti: si parla di un impianto di produzione delle pale eoliche. Quella che tu definisci "stronzata planetaria" riguarda i siti di installazione. La stessa differenza che c'è tra Fiat Mirafiori (produzione auto) e le autostrade (installazione).
sergio.uras ha scritto il 12 settembre 2011 alle ore 22:26
Io non ho votato l'attuale maggioranza, e, nelle ultime due tornate elettorali, nemmeno la maggioranza uscente, ma queste sono considerazioni personali. La lista civica che ho votato, e nella quale mi sono anche candidato, nel 2004 e quella che ho votato nel 2009 hanno più volte sollevato la questione dell'autosilo e della palestra in Consiglio Comunale. Nesuno ha mai chiamato il Gabibbo, che infatti non è mai venuto, ma non abbiamo chiamato nemmeno Brumotti: essendo Finalese deve aver scovato da solo questo sconcio. L'attività del comitato di cui faccio parte è sempre stata alla luce del sole, infatti firmo con nome e cognome i miei interventi. Tu invece "Iron Man", sei costretto a nasconderti dietro a un Nickname, altrimenti tutti capirebbero che sei uno degli artefici di questa schifezza.
sergio.uras ha scritto il 21 settembre 2010 alle ore 12:08
@folgore: 1) L'amministrazione attuale (di destra) aveva scritto nero su bianco tutte le clausole ed aveva condizionato l'agibilità dell'autosilo al raggiungimento di un "avanzato stato di realizzazione" della palestra. 2) La stessa amministrazione (che annovera o ha annoverato tra i suoi assessori parenti e soci del costruttore e dei proprietari della Finalparking) ha cambiato le condizioni in corso d'opera, riducendo gli oneri di urbanizzazione e quindi accettando che la palestra non fosse completata e accollandosi i maggiori costi per il completamento (senza peraltro averli messi a bilancio). 3) E' vero che anche la precedente amministrazione (di quasi sinistra) si era dichiarata favorevole alla realizzazione dell'autosilos, e tra l'altro anche sui suoi banchi sedevano assessori e consiglieri con interessi diretti in quest'opera. E anche vero che, forse per motivi elettorali, aveva congelato l'opera che è stata poi autorizzata e convenzionata dall'attuale amministrazione. 4) Chi ha manifestato ieri non fa parte di questa maggioranza nè ha fatto parte di quella precedente: chi è l'ipocrita? 5) I box pertinenziali devono appunto essere pertinenziali, cioè realizzati nelle vicinanze delle abitazioni che ne usufruiranno; non è il caso di quelli dell'autosilo Finalparking. 6) Come vedi io mi firmo con nome e cognome, non mi vergogno delle mie opinioni, nè ho niente da nascondere. Tu come mai ti nascondi dietro un Nickname?
sergio.uras ha scritto il 20 settembre 2010 alle ore 13:10
Chi ricorda quel luogo come una discarica, ha senz'altro una pessima memoria. Chi oggi ha li un box privato ha tutte le ragioni di essere soddisfatto, ma è sicuramente l'unico, insieme ai costruttori, ad averne avuto un vantaggio. La zona dove oggi sorge lo scheletro della palestra è effettivamente diventato una discarica ed un roveto (probabilmente abitato da topi), ma fino a 5 anni fa era un orto molto ben tenuto. Il resto era un boschetto: allego i link a due video, dove si può osservare il prima e il dopo. http://www.youtube.com/watch?v=uzKQKmUCYSE http://www.youtube.com/watch?v=zW5-rci8EFI La cronistoria dei due video si arresta prima della realizzazione dello scheletro della palestra, ma stiamo continuando a raccogliere materiale fotografico: i video aggiornati saranno pubblicati una volta terminata l'opera.
sergio.uras ha scritto il 12 marzo 2010 alle ore 08:53
La tappa Finalese di "Stop al Cemento" continua oggi pomeriggio in Sala Gallesio, in Via Pertica. Alle 17:30, con l'incontro dibattito: "UN PATTO PER IL TERRITORIO PER ARRESTARE IL CONSUMO DI SUOLO"
sergio.uras ha scritto il 20 ottobre 2009 alle ore 12:40
Confermo che -l'interpretazione autentica- dell'Avv. Ferrari Barusso è in linea con i suoi interventi e repliche nella seduta del consiglio comunale, durante la quale non ha mai detto che la VIA era già stata fatta. Proprio per questo ero stupito che potesse rendere a questa testata una dichiarazione nella quale dava per conclusa (positivamente) una valutazione di tale importanza la cui procedura deve ancora iniziare ed il cui risultato e tutt'altro che certo (altrimenti non se ne comprenderebbe l'utilità). Ovviamente il mio commento è fuori luogo se il virgolettato non si riferiva ad una sua dichiarazione, o comunicato scritto, ma era l'interpretazione del giornalista. Invito quindi gentilmente IVG a porre una maggiore attenzione e di adeguarsi a quello che ritengo un uso giornalistico diffuso, che prevede di mettere tra virgolette solo le dichiarazioni testuali. Mi scuso quindi con l'avv. Ferrari Barusso per l'incomprensione; so che conosce la pratica molto bene, e proprio per questo ero stupito di quanto leggevo e mi sono azzardato a parlare addirittura di falsità (e di questo mi scuso ulteriormente). Sono lieto di leggere che si è trattato di un errore di IVG, e resto anch'io, come altri "oppositori" del progetto in fiduciosa attesa delle valutazioni dell'Ufficio Ambiente della Regione Liguria.
sergio.uras ha scritto il 18 ottobre 2009 alle ore 19:23
Quanto riportato tra virgolette e quindi presumibilmente dichiarato dall'assessore Ferrari Barusso a proposito della Valutazione di Impatto Ambientale è profondamente sbagliato ed oserei dire FALSO. L'assessore dice infatti che "è sufficiente una valutazione di impatto ambientale, cosa che è stata fatta e per noi è più che sufficiente". Ovviamente non è ancora stata fatta nessuna valutazione di impatto ambientale, dato che questa può avere inizio solo dopo l'approvazione del PUO in consiglio comunale, cui questo articolo si riferisce. Poteva anche essere solo un errore (è comunque grave che l'Assessore all'Urbanistica non conosca le procedure Urbanistiche) ma come può poi dichiararsi addirittura soddisfatto del risultato di una VIA che non c'è stata, e che da quanto emerso in Consiglio Comunale difficilmente darà il via libera al progetto così come è stato presentato?
sergio.uras ha scritto il 21 luglio 2009 alle ore 18:48
Gufo> Non è assolutamente vero che le fonti rinnovabili nel mondo sono una virgola su un A4. Tanto per fare un esempio, nel 2007 in Germania, erano già al 14% (guarda qui: http://www.rinnovabili.it/germania-energia-da-rinnovabili-al-14-nel-2007) e nel 2008 sono cresciute ancora di molto tanto che il governo tedesco ha pianificato la definitiva uscita dal nucleare nel 2021. La realtà è che l'energia nucleare ha una sola applicazione profittevole: guarda qui. http://www.youtube.com/watch?v=8-FZ2y0o8h8
sergio.uras ha scritto il 17 aprile 2009 alle ore 09:13
Il Circolo Arene Candide di Legambiente invita i propri iscritti ed i simpatizzanti dell'associazione a partecipare a quest'incontro.
sergio.uras ha scritto il 17 marzo 2009 alle ore 10:19
Le ragioni sociali e di responsabilità che hanno spinto Legambiente ad accettare l'accordo su Piaggio, non si applicano sicuramenet al progetto "Cave Ghigliazza". Nell'area delle cave Ghigliazza, devastata da quasi un secolo di estrazione è pronta una cosiddetta "riqualificazione" consistente in nuovo cemento sul fronte mare con la definitiva penalizzazione di un sito di interesse naturalistico ed archeologico unico. Questo progetto è assolutamente inaccettabile, anche perché, in questo caso, non ci sono motivazioni sociali e occupazionali a sostegno di un sacrificio ambientale: tutti i lavoratori delle Cave sono stati licenziati da tempo, anche grazie ad una inconsueta procedura di liquidazione. Inoltre la zona di "riqualificazione" è immersa nel SIC che lambiva invece l'area Piaggio e la cosiddetta "bonifica" porterà volumetrie residenziali e non là dove ora non c'è un metro cubo edificato, a parte i pochi manufatti dedicati all'attività estrattiva. Non esistono nemmeno motivazioni di urgenza o altre emergenze ed in questo caso l'opzione zero è per il momento la migliore soluzione: anche se occorrerà più tempo Legambiente ritiene che sia meglio attendere e realizzare un progetto di reale bonifica e recupero delle aree, che affrettarsi in un progetto di ulteriore, irreversibile cementificazione.