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pietrosavona é un Lettore Attento
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pietrosavona ha scritto il 08 luglio 2011 alle ore 17:01
E già da qualche giorno che non vedo notizie sulla stampa, la situazione si è risolta?
pietrosavona ha scritto il 01 luglio 2011 alle ore 09:19
E' inammissibile che la voce di studenti lavoratori non venga ascoltata! Sommergete di mail di protesta il provveditorato, il ministero, il sindaco di Savona, il presidente della provincia, il presidente della regione. Fate sentire la vostra voce!!
Pietro
pietrosavona ha scritto il 15 giugno 2011 alle ore 12:46
Ma quanti sono gli allievi per classe? Dall'affollamento del parcheggio che vedo andando in palestra non mi sembra che ci siano poche persone. Non sarà che il provveditorato faccia i tagli solo al serale perché “gridano di meno”.
Nella scuola di mio figlio ci sono diverse classi con meno di dieci allievi e questo penso che sarà “lavoro per la Procura”.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 09 maggio 2011 alle ore 17:00
Ma lo avete visto l'ascensore? Era già arrugginito prima dell'inaugurazione, con gli apparati elettrici pieni di condensa già al momento del collaudo! Un ascensore di quel tipo in un ambiente simile non potrà mai funzionare correttamente.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 06 aprile 2011 alle ore 16:27
Ci risiamo i tagli vogliono colpire le realtà che funzionano invece che concentrarsi sui rami secchi; oramai la strategia è chiara: far in modo che la scuola pubblica non funzioni.
Le amministrazioni locali difendono esasperatamente le piccole scuole di frazione, come se fossimo ancora al tempo della corriera a cavalli, mentre non prendono posizione su una realtà di eccellenza a livello regionale com'è il polo serale di Savona.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 26 febbraio 2011 alle ore 12:54
Signor sindaco Berruti è a conoscenza del fatto che la Commissione Provinciale per il Pubblico Spettacolo ha negato l'agibilità ai locali?
Sarà un utopia sperare in un controllo da parte della Questura e dei VVF?
Pietro
pietrosavona ha scritto il 15 febbraio 2011 alle ore 11:13
Gli amministratori locali devono smetterla di piangersi addosso! Devono passare all'azione!
I sindaci devono, pur rimanendo nella necessaria linea di rigore finanziario imposto dalla situazione, ROMPERE il patto di stabilità, quando questo comporta delle conseguenze inaccettabili per le comunità locali.
I prefetti faranno le dovute relazioni, ed il governo scioglierà le amministrazioni ree di aver pensato ai bisogni dei loro cittadini.
A questo punto tutti i cittadini sapranno che il consiglio comunale di “Pinco Pallo” è stato sciolto perché il sindaco ha provveduto ai bisogni dei suoi cittadini, e alle successive elezioni certamente sapranno ricompensare le forze politiche lo avranno sostenuto!
Ritornando a Quiliano: Prof. Ferrando cosa aspetta per fare una tale azione di forza? E' anche lei parte della schiera di quelli che hanno il terrore di perdere la seggiola e faranno di tutto per non perdere il posto?
Pietro
pietrosavona ha scritto il 15 gennaio 2011 alle ore 16:19
Se i nostri amministratori ritrovassero la loro dignità i fondi per intervenire si troverebbero, in quanto per il ripristino della SP51 e per la viabilità alternativa sono solo i soldi che mancano.
Chiedo al Presidente Vaccarezza di rompere il patto di stabilità e accendere un mutuo con la cassa depositi e prestiti per avere la disponibilità immediata del denaro necessario, dopo di che il governo sarà costretto erogare i soldi per evitare il “fallimento” dell'ente provincia di Savona.
A questo punto il consiglio provinciale sarebbe sciolta per aver rotto il patto di stabilità ma i consiglieri provinciali si potrebbero presentare alle elezioni successive a testa alta spiegando agli elettori la ragione del loro opera e sono certo che ne uscirebbero notevolmente rafforzati!
Il problema è che i nostri politici, di destra e di sinistra, sono “incollati” alle loro sedie e la loro unica preoccupazione è non perdere "a carega”!!! (sedia in dialetto ligure)
Pietro
pietrosavona ha scritto il 25 novembre 2010 alle ore 11:21
Grazie per le precisazioni avevo capito male; realtà come quella descritta rappresentano l'eccellenza della scuola Pubblica.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 24 novembre 2010 alle ore 15:48
......Inizieranno a gennaio? Ma le lezioni non sono iniziate a settembre?..........
Pietro
pietrosavona ha scritto il 16 settembre 2010 alle ore 15:26
Se è vero quanto riportato nell'articolo ci mi chiedo: ma il preside sino ad oggi non se ne era mai accorto? La scuola ha un servizio di prevenzione e protezione?
Pietro
pietrosavona ha scritto il 16 settembre 2010 alle ore 15:19
Sarò accusato di essere antipatriota ma mi chiedo QUANTO CI COSTA LA PATTUGLIA ACROBATICA?
In un periodo in cui lo Stato taglia la spesa pubblica sarebbe opportuno impiegare piloti, mezzi e carburante per servizi utili alla comunità!
Lo stesso discorso si potrebbe fare per le missioni militari all'estero, pensate che se solo una parte degli uomini e dei mezzi impiegati negli scenari internazionali fossero usati per il presidio e la salvaguardia del territorio Nazionale ci sarebbero degli enormi vantaggi per la comunità ed un cospicuo risparmio da parte delle casse dello stato!
Pietro
pietrosavona ha scritto il 08 settembre 2010 alle ore 16:03
Stranamente questa volta mi trovo d'accordo con Boffa in quanto ristrutturando i gruppi esistenti si salvaguarderebbe l'occupazione diretta, si darebbe un carico di lavoro all'indotto (DEMOND, ANSALDO, ecc) maggiore a quanto si avrebbe per la costruzione del gruppo nuovo in quanto "l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili" corrisponderebbe al rifacimento di almeno il 50% degli impianti esistenti.
Ora la palla ripassa alla politica che il dovere di obbligare Tirreno Power a adempiere a quanto previsto Decreto legislativo 59 del 2005, condizione che tra l'altro aumenterebbe il rendimento dell'impianto e quindi il ricavo della stessa azienda.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 24 agosto 2010 alle ore 13:00
Vorrei ricordare che tali attività devono essere provviste della valutazione dell'impatto acustico che deve tenere conto della caratterizzazione della zona, i 55dB corrispondono al limite in una zona residenziale e TUTTO il centro di Alassio è zona residenziale.
In ogni caso ogni locale o ogni manifestazione deve avere il parere favorevole della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli che valuta tra le altre cose anche l'impatto acustico, quindi la soluzione è semplice, è sufficiente che gli organi di controllo, la polizia municipale in primis, il commissariato di Alassio, ecc. con l'ausilio dei tecnici dell'Arpal facciano delle verifiche a SORPRESA per verificare il limiti imposti nell'autorizzazione.
Ricordo che il mancato controllo può ravvisare l'omissione di atti d'ufficio.
Se poi le autorizzazioni non rispettano i limiti imposti dalle leggi, dovrà essere l'autorità giudiziaria ad intervenire.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 23 agosto 2010 alle ore 16:29
Una sola domanda: ma per quale ragione è necessario che si svolgano le partite di calcio al Bacicalupo? Quale giovamento ci trae la popolazione di Savona? In che modo il comune di Savona ha trovato i soldi per installare le recinzioni mentre la costruzione del campo da Hockey di Legino non è neanche iniziata a causa delle limitazioni imposte sulle spese benchè sia già finanziata!!!
Sarò ingenuo ma una risposta da parte degli interessati sarebbe gradita.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 18 agosto 2010 alle ore 15:31
Questi eventi mi lasciano sgomento! La fatalità non c'entra, è la mancanza dell'ordinaria manutenzione che che provoca questi eventi.
Le reti paramassi vanno regolarmente liberate dal materiale che trattengono prima che esso cada spontaneamente com'è successo a Capo Noli; a seconda delle condizioni della parete rocciosa il disgaggio va fatto più volte all'anno.
Questo nella nostra provincia non avviene basta osservare le reti nel tratto di aurelia tra Vado e Finale per trovare numerose "sacche" di materiale pronto a cadere.
Suggerisco ai responsabili dell'amministrazione provinciale di seguire l'esempio della vicina Francia dove i disgaggi delle reti sono programmati con frequenza anche bimestrale nelle pareti particolarmente problematiche.
Pietro
pietrosavona ha scritto il 30 giugno 2010 alle ore 11:31
Non aspettate settembre! Se non vi permettono di finire gli studi fate sentire la vostra voce, fate in modo che il problema venga messo in risalto dai giornali. Questo è il momento di agire, mio figlio che sta sostenendo l'esame di maturità mi riferisce che nella scuola se ne parla già.
Non è possibile che cittadini che hanno impegnato anni della loro vita per seguire i corsi serali vengano trattati in questo modo.
Pietro ex studente dei corsi serali
pietrosavona ha scritto il 18 giugno 2010 alle ore 16:19
... mi lascia un pò sconcertato... il presidente Burlando che riceve i giornalisti in un ristorante di un esponente del centrodestra......
Pietro
pietrosavona ha scritto il 17 giugno 2010 alle ore 16:13
Avevo sentito parlare della riunione dei corsi in unico centro già negli anni novanta quando frequentavo il serale dell'ITIS … ne sono dovuti passare di anni per fare quello che già allora sembrava l'unica soluzione ragionevole...
Pietro
pietrosavona ha scritto il 10 giugno 2010 alle ore 13:20
Ci risiamo!! Io nel mio piccolo farò quanto possibile per aiutarvi diffondendo la notizia ta i miei conoscenti, FACCIAMOLO TUTTI, in modo che si sappia cosa sta succedendo!!
Pietro

