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milena d é un Lettore Attento

Nickname: milena d
Registrato dal: 28 luglio 2007
Età: 46-55
Residenza: Savona
Genere: Maschio
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milena d ha scritto il 01 dicembre 2011 alle ore 12:44
Curioso... curioso davvero. Se leggo bene, si sta cercando (con buon senso) un rimedio per recuperare quell'edificio di cui sono stati fermati i lavori per una questione di vicinanza con un altro (a parte le critiche su chi abbia autorizzato e perche' non se ne sono accorti prima). Buon senso, dicevo, visto che di questi tempi di vacche magre pensare a nuovi progetti da zero e' veramente difficile. E la UIL che fa? Subito si oppone! Avranno le loro ragioni, ma...considerato che su quell'area ci sono immensi appetiti edilizi, per privato residenziale, e che la contigua villa Zanelli figura purtroppo tra gli immobili messi in vendita, vengono cattivi pensieri.
milena d ha scritto il 07 settembre 2011 alle ore 13:25
Non potrei essere piu' d'accordo con Granero. L'espressione "extracomunitario" e' di per se' sminuente, pregiudiziale, carica di sottintesi. Se sentiro' definire cosi' un australiano o uno svizzero, allora cambiero' idea.
milena d ha scritto il 07 settembre 2011 alle ore 13:01
Condivido lo spirito della protesta contro un'iniziativa francamente piu' provocatoria che sportiva, ma... ... a quando la stessa fermezza poltica e sindacale, le stesse manifestazioni di civile dissenso, per cause ben piu' meritorie e pressanti per la cittadinanza? Per esempio contro i tanti, speculatori, autorita' varie, aziende inquinanti, che chiedono, pretendono e ottengono anche piu' delle pretese, devastando il territorio e l'ambiente senza dare nulla in cambio, ne' come contropartite, ne' per fermare l'emorragia occupazionale? Le questioni di principio sono importanti e fondamentali, ma quelle legate al territorio sono vitali, E non e' che spesso le prime siano usate come specchietti per le allodole, anche nei confronti del proprio elettorato, per eludere le seconde?
milena d ha scritto il 27 aprile 2011 alle ore 13:26
Non c'e' alcun partito, ma un MoVimento spontaneo di cittadini. Ci si attacca a frasi fatte e calunnie (anche stantie) su un personaggio comunque coraggioso, che ha scelto la strada piu' difficile, che non e' leader di niente e che a differenza di altri si arricchisce, buon per lui, solo con il suo lavoro, e si vuole istigare all'antipatia personale. Tutto perche' non si vuole entrare nel merito delle proposte concrete di cittadini prestati alla politica. Non vi piace Grillo? Padronissimi di ignorare lui e il MoVimento a lui ispirato. Non vi obbliga ad assistere a spettacoli o a comprare gadget. Purtroppo in Italia ci sono invece ancora troppi personaggi, ritenuti insopportabili da molti, che pero' ci tocca sopportare a tutti i costi e foraggiare, volenti o nolenti, attraverso una politica piegata ai loro interessi. Questa e' la differenza fondamentale.
milena d ha scritto il 16 aprile 2011 alle ore 20:45
P:S: per informazione, le cinque stelle rappresentano: Acqua, Ambiente, Trasporti, Sviluppo, Energia.
milena d ha scritto il 16 aprile 2011 alle ore 20:43
Caro IronMan, noi del MoVimento 5 Stelle non siamo stati persi per strada da nessuno, meno che mai dalla sinistra, e ancor meno dal PD! Non pretendete di averci gia' catalogato. Non siamo ne' destra ne' sinistra, siamo idee e progetti e persone. E speriamo di riuscire a dimostrarlo, convincendo i cittadini al di la' delle ideologie. Magari anche qualcuno che, disilluso dalla politica in generale, pensava gia' di non votare.
milena d ha scritto il 13 aprile 2011 alle ore 09:31
Caro sig. Iosif, forse le sfugge che ci sono gia' delle "auto" a carbone in moto a pieno regime, dei ferrivecchi che sputano fumo nocivo da anni e anni. Perche' non cominciare a misurare seriamente questi, cosa non fatta finora, prima di avviarne altre giurando che sono nuovissime ed emettono profumo di violetta?
milena d ha scritto il 29 marzo 2011 alle ore 11:27
Perche' dobbiamo sopportare sempre queste fandonie propagandistiche che periodicamente ritornano? Capisco che, se si volesse dire la pura verita', neppure uno si iscriverebbe piu' alle facolta' scientifiche, che dovrebbero chiudere. Pero' se e' vero che c'e' tutta questa fame di laureati in chimica, come mai, pur pochi che siamo, in provincia siamo tutti a spasso, o costretti a fare gli insegnanti precari a quarant'anni suonati o ad altri lavori piu' o meno dequalificanti che nulla hanno a che vedere coi nostri studi? Come la mettiamo con le dichiarazioni, piu' sincere, di Atzori di qualche tempo fa, secondo cui non e' il caso per i giovani di studiare troppo? Che un perito in materie scientifiche e tecnologiche possa trovare posto in zona ancora relativamente con facilita', magari come operaio precario, e' vero, ma per favore non diciamo che dalle nostre parti servono chimici perche' la realta', i dati di fatto, smentiscono questa affermazione.
milena d ha scritto il 21 dicembre 2010 alle ore 13:43
In relazione a questo pezzo desidero fare alcune precisazioni. - la riunione di domani sera e' un incontro di preparazione e di condivisione fra grupp e non ha ancora carattere formalei. Per questo non era stato trasmesso alcun comunicato stampa ufficiale. - per poter usare pubblicamente il logo del MoVimento 5 Stelle e' necessaria una procedura che al momento abbiamo in corso, ma non e' completata. Questo e' dovuto a un necessario controllo da parte dell'organizzazione sulla serieta' di chi si propone localmente e sull'adesione ai principi fondamentali del MoVimento. Ecco in cosa consiste la questione, non nella mancanza di un simbolo condiviso.
milena d ha scritto il 11 dicembre 2010 alle ore 15:50
Io credo che l'ironia del commento iniziale sia giustificata dal fatto che, cosi' impostata, la norma sa tanto di vessazione ulteriore ai danni di chi gia' paga. Che significa che devo dimostrare di non avere la tv per non pagare? Significa, nella loro ottica, se gia' ci siete passati, raccomandate su raccomandate (quindi spese), e noie su noie, perche' difficilmente vi credono alla prima. Sono sicura che molte persone reduci da analoghe esperienze potrebbero confermarlo. Funziona sempre cosi': lo Stato non e' in grado o non vuole stanare i grandi evasori, si rivale su chi non puo' sfuggirgli. Come i controlli su vecchie tasse che colpiscono chi magari ha solo smarrito una ricevuta. E sono implacabili. Prima, si doveva pagare la tassa su ciascuna casa dotata di tv. Poi, siccome sulle seconde case non la pagava nessuno, si e' passati ad un canone per famiglia. Con risultati grotteschi: se due persone, poniamo, due coinquilini non legati da vincoli familiari condividono un alloggio e hanno una tv, dovrebbero pagare due canoni! Ora non e' ancora chiaro in che direzione andra' la nuova norma. Discorso a parte sarebbe che, in cambio del canone, si potrebbe pretendere una Rai con meno sprechi, meno pubblicita' e attenzione all'auditel, e migliore qualita' dei programmi. (Che non significa affatto necessariamente maggior spesa, basta guardare le mirabilie che riesce a fare Rai 4 con poco o niente).
milena d ha scritto il 18 settembre 2010 alle ore 13:08
Sono d'accordo anch'io: questi articoli, che compaiono di tanto in tanto sulle testate, che improvvisamente ci dicono come ci sia una "fame" disperata, di volta in volta, di tecnici, ingegneri, infermieri, operai ecc., sono ambigui e strumentali, non ci dicono tutto e collidono con la realta' dei fatti. Pero' ottengono il loro scopo, come dimostra il primo dei commenti, essenza del piu' disinformato qualunquismo. I giovani sono richiesti per un certo tipo di lavori perche' li puoi assumere a termine e pagare poco. Persone qualificate, anche per lavori tecnici, sopra una certa eta', con un minimo di curriculum ed esperienza, sono lasciati a spasso. E' un dato di fatto, e come dice il commento precedente, se davvero ci fosse tutta questa richiesta per certi lavori, qualcuno, al posto di un giovane che non si trova, si rassegnerebbero ad assumerlo. Azzardo un'altra domanda: non sara' anche, nell'orientamento alle iscrizioni, che i genitori cerchino disperatamente scuole dove magari i tagli spietati e indiscriminati della "ministra" abbiano colpito un po' meno?
milena d ha scritto il 07 settembre 2010 alle ore 13:40
Domanda banalotta, ma che sorge spontanea a questo punto. Siccome si fa un gran parlare di investimenti sulle rinnovabili, come contraltare. Siccome questo discorso gira da un pezzo, e in molti se ne riempiono la bocca. Siccome il progetto principale di ampliamento a carbone e' evidentemente e ampiamente osteggiato dalle piu' diverse frange della comunita'. Per quale motivo, anziche' insistere e sprecare soldi in propaganda con manifesti e sponsorizzazione con logo, come fossimo selvaggi da abbagliare con perline e specchietti, l'azienda non punta di piu' su questo aspetto, per rafforzare la sua credibilita' e migliorare l'immagine e il rapporto con la collettivita'? Perche' non parte decisamente con questi famosi investimenti, o quanto meno, se proprio li vuole simpaticamente usare come ricatto (non investiamo sulle rinnovabili se non ci lasciate ampliare) , perche' non ci spiega un po' meglio, nei dettagli, cosa ci stiamo perdendo, di innovativo, moderno ed ecologico? Altrimenti i malpensanti sarebbero autorizzati a pensare che si tratti di un bluff, di sparata propagandistica, oppure, al piu', di investimenti gia' previsti in piccole centrali a biomasse, cioe', altra combustione, altra criticita', altro potenziale cdr e cosi' via, insomma, rinnovabili piu' di nome che di fatto.
milena d ha scritto il 27 agosto 2010 alle ore 15:05
A quanto scritto anche nell'articolo, tale supermercato andrebbe a sostituire quello gia' esistente, per cui il fatto non e' tanto grave di per se'. La cosa grave, e che giustifica la domanda del lettore precedente, e' che esistano, siano costruendi o in progetto una miriade di centri commerciali di vario genere, nello spazio di pochi km, in un momento in cui il consumo e' in forte contrazione, la crisi avanza ed e' tutt'altro che superata, le disponibilita' economiche delle persone sono ridotte, eccetera eccetera. Dov'e' la pianificazione, in tutto questo? Si ripropone una versione falsata e ossessiva del comprare, snaturata, si impongono in mille solfe una miriade di scadenti prodotti di importazione, e proprio come accade per il gusto in fatto alimentare, si abituano le persone all'insapore e all'artificiale, a sopperire alla qualita' con la quantita'. Mentre i centri storici e i luoghi del commercio tradizionale inaridiscono, il tessuto sociale stesso ne risente. A dispetto delle solite obiezioni sui commercianti che spesso si sono approfittati di situazioni di privilegio, che non hanno saputo rinnovarsi, che puntano e accusano falsi bersagli, invece di organizzarsi in modo costruttivo, e altri discorsi che si sentono, il punto e' sempre, lo ripeto, cosi' come per l'eccesso di cemento inutile sotto forma di appartamenti box e capannoni buttati li': dov'e' la pianificazione, un minimo, uno straccio di pianificazione, in tutto questo?
milena d ha scritto il 25 giugno 2010 alle ore 23:19
Bella davvero! La frase tra parentesi avrebbe potuto essere tranquillamente ironica, riferita ai trascorsi vadesi che sono costati la vittoria al pd. Ma questi politici ci sono o ci fanno? Green economy le meganavicontainer, l'interramento del mare, la logistica esasperata con conseguente inquinamento e consumo sterile di territorio per i depositi... Fatti i debiti calcoli, in un'ottica ampia e non miope, nel suo insieme l'economia che si muove intorno a una mega piattaforma inquina paradossalmente quanto la centrale, con un'utilita' molto minore per il territorio e minori ricadute occupazionali. Ce ne vuole di faccia tosta a spacciarcela per green economy. E questa sarebbe l'avversaria "nuova". Siamo messi bene.
milena d ha scritto il 15 giugno 2010 alle ore 19:59
Non so se sia disinformazione o ipocrisia, preoccuparsi solo delle PM 10, quando sappiamo che sono le polveri ancora piu' sottili, PM 2,5, le piu' mortifere, che si accumulano nei tessuti. Provare a documentarsi ed essere aggiornati e fare controlli seri anziche' fare della demagogia spicciola no, eh?
milena d ha scritto il 09 giugno 2010 alle ore 14:07
Ma noooo! Davvero stento a crederlo.
milena d ha scritto il 07 giugno 2010 alle ore 12:51
Con i porticcioli succedera' come con le case: dopo aver cementato dappertutto con enormi, inutili e speculativi palazzoni per ricchi, si accorgeranno che mancano case piu' accessibili, e allora giu' altro cemento, nei pochi spazi rimasti! Lo stesso i porti: nelle speculazioni sterili dei mega yacht in parcheggio non c'e' posto per le barchette dei dopolavoristi. Cementiamo qualche altro pezzo.
milena d ha scritto il 31 maggio 2010 alle ore 12:58
Un colpo al cerchio e uno alla botte. Da una parte si inquina, si cementifica, si rovinano l'acqua e l'aria, irreversibilmente, dall'altra, come contentino, si distribuiscono a mo' di medaglie da operetta qualifiche discutibili e proclami dubbi: Savona citta' vivibile promossa da Legambiente, un profluvio di bandiere blu, e adesso la Rete parchi marini. Come ai tempi di Donat Cattin, che essendo costantemente violati i limiti degli inquinanti nell'acqua potabile, opla', alzo' i limiti stessi, e l'acqua per miracolo ridivenne pura, di nome se non di fatto. Cosi' basta distribuire premi e qualifiche, basta parlare di parco marino e il mare e' subito piu' blu. Quisquilie come la limitrofa incombente piattaforma Maersk o il previsto raddoppio della centrale hanno poca importanza, sono irrilevanti ai fini dell'ambiente. Il Parco c'e', i pesci ringraziano.
milena d ha scritto il 18 maggio 2010 alle ore 10:14
@ Carlo M "un buon affare" ? Ma stiamo diventando matti? Ma si stravolge il valore delle parole e dei fatti, come uno che sull'altro articolo parlava di "cassintegrati furboni"? Per un cinquantenne la cassa non e' un buon affare, e' solo un tentativo disperato a cui aggrapparsi per arrivare alla pensione e non fare la fame!!!! Se poi il cinquantenne ha anche scolarita' e livello lavorativo elevato, le alternative non ci sono proprio, e' palese che non lo vuole nessuno. ma gia', in questa bella Italia che ci hanno costruito intorno avere un titolo di studio e pretendere un lavoro correlato e' argomento di scherno, non certo di merito. Che tristezza
milena d ha scritto il 18 maggio 2010 alle ore 09:31
concordo in pieno con gli interventi di cuiprodest e di unbe. Se questo articolo voleva chiarire il precedente, a seguito dei commenti quasi tutti di protesta, la toppa e' peggiore del buco. Parlare di un paio di casi vaghi non e' informazione corretta, non e' "il coraggio di dirlo", ma rimane pettegolezzo sulla pelle dei lavoratori. Chiarisco una cosa, che forse a qualcuno sfugge: stiamo parlando di lavoratori in cassa, che, cioe', potevano legittimamente coltivare pur sempre speranze di rientro in azienda. Percio' non mi sembra cosi' scandaloso rifiutare altre offerte, se magari erano particolarmente svantaggiose o a termine. A fronte di un paio di casi vaghi, abbiamo nel tempo centinaia e centinaia di persone (me compresa, perche' sia pure uscita da tanti anni sono una ex-ferraniota anch'io) che possono testimoniare la difficolta' di trovare un altro lavoro, le umiliazioni di ritrovarsi in una azienda che si libererebbe volentieri di te, le situazioni che ROVINANO un'esistenza e ledono la dignita' stessa delle persone minandola dalle fondamenta. E' privilegio, questo? Percio' la vostra impostazione "a la mode" di Brunetta non mi sembra affatto corretta, ma tesa a sollevare vergognosi polveroni qualunquisti. Accusiamo i dirigenti, la proprieta', i sindacati, i politici, che han colpe grosse come travi, e poi, ribadisco POI, se mai, indaghiamo sulle pagliuzze dei lavoratori.
milena d ha scritto il 14 maggio 2010 alle ore 11:03
Spero che non mi censuriate questo commento come avete fatto con un altro, innocuo, su Ferrania. Questo articolo e' semplicemente vergognoso. Primo, come giustamente dicono altri commentatori, i nomi delle ditte e le offerte, se no e' facile gettare il sasso, e' chiacchiericcio, come quella storia "in Italia non ci sono abbastanza infermieri, ingegneri, chimici ecc." per dar la colpa ai "fannulloni" e poi gratta gratta vieni a scoprire che i posti non ci sono, sono da fame, o sono le aziende stesse che preferiscono stranieri per "liquidarli" meglio alla bisogna. Lo credo che in questa situazione disperante ci si aggrappa alla cassa. Questa deve essere una di quelle voci ignobili messa in giro dagli stessi che (politici, sindacalisti o dirigenti e imprenditori che siano) non fanno a sufficienza il loro dovere. I lavoratori hanno colpe, l'ho sempre detto e scritto: la colpa di non essersi ribellati in tempo, con scioperi e proteste, quando ancora c'era qualcosa da salvare. Allora era vero che preferivano l'andazzo e il tirare a campare. Ma adesso... adesso proprio e' triste rivalersi su di loro con queste insinuazioni.
milena d ha scritto il 07 maggio 2010 alle ore 16:45
Diciamoci la verita', fuori da ogni ipocrisia: che l'epilogo prevedibile fosse questo lo si sapeva gia' non da sei, ma da piu' di DIECI anni, almeno. Dai tempi di imation e della cessione a Ferrania Technologies. Lo sapevano i politici, locali e non, lo sapevano i sindacati, lo sapevano i dirigenti, lo sapevano i lavoratori, (lo avevano detto chiaro gli stessi americani in visita!), a meno di credere nelle favole o di volersi a tutti i costi autoconvincere del contrario, rifiutandosi di percepire i segnali e di essere onesti prima di tutto con se stessi. Eppure si e' lasciato che le cose procedessero cosi': una lenta agonia, un lento spolpare l'azienda, da parte dei dirigenti stessi e poi di imprenditori che volevano fare un affare, spremere soldi e non rilanciare seriamente alcunche'. Tutti zitti, ad aspettare la pensione, a sperare di essere gli ultimi, a prendere quel che si poteva, o addirittura timorosi di perdere un aumentino esponendosi. I pochi, dentro e fuori la fabbrica, che si sono sbattuti per svegliare le coscienze e tentare qualcosa quando ancora si poteva, quando ancora aveva senso, estromessi o messi in condizione di non nuocere rispetto a taciti accordi gia' presi e a un iter previsto. Lavoratori usati come ostaggi per proteste organizzate dalla direzione stessa, per strappare qualche concessione e finanziamento. Lento stillicidio, con l'unico sprazzo ragionevole del fotovoltaico. Eppure, ad averne la volonta', la lucidita', il coraggio, ci sarebbe stato tutto il tempo di organizzare qualcosa di meglio, anziche' accompagnare gli eventi al triste epilogo, alla meno peggio.
milena d ha scritto il 07 aprile 2010 alle ore 14:53
Non credo che esista la panacea preventiva antitumorale. Cibi salutari, vari, che non appesantiscano l'organismo, stili di vita sani, niente fumo ne' alcolici, ritmo sonno veglia adeguato... Tutto bene, d'accordo, ma nell'enfasi "dietetica" persino eccessiva che dispensano i luminari da Veronesi in giu', ci si dimentica stranamente di un fattore preponderante, le cui correlazioni negative con la salute in generale e con i tumori in particolare iniziano ora ad essere approfondite. In Italia quasi solo i Medici per l'Ambiente cercano di attirare l'attenzione. SI tratta dell'ambiente in cui viviamo, e del livello di inquinamento. Se respiriamo aria cattiva, beviamo acqua contaminata e mangiamo verdure coltivate in terreni intrisi di inquinanti, ogni precauzione e' inutile e l'incidenza tumorale aumenta. Curiosamente, i nostri luminari ignorano. Magari con la scusa che non si possa influire. E invece si puo', eccome, anzi, si dovrebbe richiedere a gran voce un ambiente migliore. Solo che questo va a intaccare, ahime', interessi economici troppo forti che non si vuole disturbare. E si' che questo sarebbe proprio compito della medicina preventiva.
milena d ha scritto il 20 marzo 2010 alle ore 11:55
Ha detto bene il comico Enrico Bertolino. Noi critichiamo tanto il Medioevo, sinonimo di era di oscurita' e barbarie, ma in quel tempo l'acqua era abbondante e a disposizione di tutti, anche dell'ultimo pezzente. Neppure il piu' folle e crudele dei signori del castello si sarebbe sognato di farla pagare.
milena d ha scritto il 13 marzo 2010 alle ore 11:32
"si rischia di avere tanti edifici vuoti e inutilizzati"... e' la barzelletta del secolo. Perche', adesso, con la speculazione edilizia trionfante e tanto tanto cara ad entrambi gli schieramenti, cos'e' che abbiamo? Strutture o case vuote acquistate da speculatori perche' in attesa di abbattimento per costruirci sopra volumi maggiori. Quartieri fantasma di seconde case abitate, se va bene, un mese all'anno. Palazzi nuovi vuoti o semivuoti perche' in parte invenduti oppure acquistati a puro scopo di investimento. Alloggi sfitti, o case troppo grandi e troppo care quindi messe sul mercato di affitto o vendita a prezzi proibitivi, e quindi vuote. Eccetera. Se vogliamo parlare di vuoto e di inutile, che consuma risorse del territorio, cementifica, richiede servizi, (mentre le vere emergenze abitative rimangono le stesse) c'e' solo l'imbarazzo della scelta, altro che alberghi.
milena d ha scritto il 12 marzo 2010 alle ore 13:42
A essere precisi, sig. Jchnusa, (mi meraviglia non lo sappia), la sig.na, anzi, l'avv. Gasco non arriva "da una lista che appoggiava Burlando", ma dall'Udeur di Mastella, di un figlio del quale peraltro e' fidanzata. Per cui e' traslocata armi e bagagli, con il partito di provenienza, nel centro destra, per i ben noti meriti del capopartito. Pur continuando a mantenere, che io sappia, il seggio in consiglio regionale nel precedente schieramento. Come gli elettori (e non ne faccio un discorso di destra o sinistra, ma di coerenza e dignita') possono apprezzare tutte queste giravolte, resta per me un mistero. E non e' l'unico, ne' si riferisce, diciamo, a un unico verso di migrazione, ne' solo al personaggio in questione. Un conto sono i cambi di partito o schieramento dettati da svolte ideali o motivazioni sincere e documentate. Un conto invece tutti questi cambi casacca in corsa, tutt'altro che infrequenti. Saro' all'antica, ma non capisco.
milena d ha scritto il 04 febbraio 2010 alle ore 13:53
Concordo. Naturalmente bisogna sempre sentire anche l'altra campana, ma per come e' stata presentata questa cosa ha nauseato anche me.
milena d ha scritto il 19 gennaio 2010 alle ore 13:44
Dopo tutto quello che deve aver spesso in orridi manifesti stile anni '50, sarebbe un peccato escluderlo...
milena d ha scritto il 10 novembre 2009 alle ore 09:12
Esimio prof. Sorgenti, stavo per leggere tutto il suo pezzo con la massima buona volonta', ma quando mi e' caduto l'occhio sul fatto che siamo in ritardo rispetto al tetto di emissioni di CO2 permesse, rispetto ad altri paesi, me ne e' passata la voglia. Ce l'ha ordinato il medico, di raggiungere e sforare a ogni costo quel limite, anche se non serve, anche se si porta dietro una marea di altri inquinanti ben peggiori, anche se fa guadagnare molto i soliti pochi, produce una miseria di posti di lavoro rispetto ad altre tendenze di sviluppo sostenibile e rovina irreparabilmente la possibilita' di percorrere strade migliori? Continuando a ragionare cosi', a vedere il tetto di inquinamento come una opportunita' di guadagno, mandiamo in malora tutto quanto. Puo' darsi che sia vero, anzi, sara' senz'altro vero che l'inquinamento va valutato nell'intero ciclo produttivo senza isolarne una parte, ma io sono terra terra, e i il punto e', vede, che in assoluto non riesco piu' a credere a una economia basata sulla crescita come valore fondante, Non ce la possiamo piu' permettere, il mondo non se la puo' piu' permettere, ha mostrato ampiamente i suoi orribili limiti. Prima ce ne rendiamo conto, e meglio e'. L'alternativa non e' il declino, come qualcuno vorrebbe farci credere, ma semplicemente uno stile e una qualita' della vita migliori, un benessere diverso e piu' distribuito.
milena d ha scritto il 10 novembre 2009 alle ore 08:59
Vero, sono troppi anni ormai che va avanti questa triste passerella. Che poi si chiedano garanzie sul "polo logistico" fa amaramente sorridere. Lo sanno tutti che se c'e' qualcosa di orribilmente devastante e inquinante per il territorio, e che produce poca o nulla occupazione, (ma alti profitti, ahime'), e' proprio la logistica. Qui sa troppo di manovra, di partita a scacchi con i lavoratori esibiti a mo' di pedine, e la posta in gioco sono le lucrose aree retroportuali, ora promesse, a quanto pare, a Quiliano. Se proprio si avesse a cuore la sorte di questa povera fabbrica o di cio' che ne resta, si chiederebbero (e si sarebbero chiesti con forza, quando ancora rimaneva in piedi qualcosa del laboratorio) investimenti su ricerca, fotovoltaico e simili. Altro che cassoni.