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Mauro Brunetti é un Attivo e partecipativo
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Mauro Brunetti ha scritto il 24 maggio 2012 alle ore 21:24
Oggi pomeriggio insieme ad altri residenti abbiamo fermato una pattuglia della polizia municipale per informarli che in poco più di dieci minuti abbiamo assistito a numerosi accessi in contromano in via NS dell'Olmo mentre nella (ex) ZTL di via Untoria regna ormai l'anarchia più totale. Gli agenti ci hanno risposto che sino a quando non riceveranno disposizione di sostare un'ora a guardia dell'accesso non potrannno fare nulla. Chiaramente non potevamo sapere che sanzionare chi nutre le anatre del Letimbro avesse la precedenza sulla sicurezza dei cittadini. Di fronte a queste grandi scelte dei vertici non si può che chinare la testa con deferenza. A proposito c'è un BMW X5 color bronzo spesso in sosta in mezzo alla strada in via Untoria, qualcuno sa a chi appartiene ??????
Mauro Brunetti ha scritto il 24 aprile 2012 alle ore 14:15
Non posso che essere d'accordo con il sindaco. La giunta regionale sta tagliando in maniera indiscriminata servizi essenziali. Non si rende conto il sig. assessore Montaldo che così facendo mette in crisi un'economia creando gravi rischi per una popolazione residente e non, quest'ultima rappresentante la vera ricchezza e risorsa di un entroterra che può contare solo sulle sue risorse turistiche. Si vergogni Burlando e tutta la sua giunta per il trattamento da serie B riservato all'entroterra di Savona (e di Genova visto che credo che la maggior parte dei villeggianti provenga dal capoluogo).
Mauro Brunetti ha scritto il 04 aprile 2012 alle ore 16:35
Caro Pfencer concordo pienamente con lei. Il mio sospetto è che sia una soluzione all'italiana. Visto che il comune non riusciva a gestire la ZTL (per mancanza di uomini o quant'altro) ha pensato bene di eliminarla del tutto. Tipico, come per l'inquinamento se si sfora basta alzare i limiti di legge no ?
Eppure ZTL che funzionano ce ne sono,via Pia, via Quarda, Corso Italia. Perchè Via Untoria no? Forse la vicinanza delle scuole (buona parte del traffico più spericolato era costituito da motorini dei liceali che all'ora di uscita sfrecciavano in ogni direzione), forse altri motivi che mi sfuggono. Resta comunque la pericolosità del tutto. A volte mi capita di transitare in via Untoria (con regolare pass per disabili per prelevare mio suocero) e vi assicuro che la cosa mi spaventa sempre un po': è un far west....
Mauro Brunetti ha scritto il 04 aprile 2012 alle ore 09:51
Informo gli interessati che ho creato il gruppo facebook RIVOGLIAMO LA ZTL IN VIA UNTORIA
Iscrivetevi e portate i vostri contributi
Mauro Brunetti ha scritto il 03 aprile 2012 alle ore 17:42
Francamente l'operazione dell'amministrazione comunale mi sembra assolutamente priva di qualunque senso. Anzi direi di più mi sembra l'ennesima pensata di qualche genio che non ha proprio idea di quello che sta facendo. L'apertura del tratto da Via Lavagna dove a stento transita una macchina è un vero attentato all'incolumità pubblica, senza che ciò porti alcun beneficio alla circolazione.
D'accordissimo poi sulla necessità di pedonalizzare i centri storici e ancora più d'accordo sulla necessità di allargare le ZTL. Come residente in corso Mazzini ed abituale pedone di via Untoria sono disponibile a dare una mano per una petizione o quant'altro si voglia fare per sensibilizzare il sindaco (che peraltro abita in zona.....). In ultima analisi vorrei far presente che via Untoria sta rinascendo con il fiorire di molte iniziative, una delle quali "fotografi in strada" ha portato per due anni all'esposizione di numerosi fotografi proprio lungo via Untoria e Via Caboto. Un'apertura al traffico delle strade renderebbe impossibile il ripetersi di iniziative come questa....
Mauro Brunetti ha scritto il 29 marzo 2012 alle ore 19:50
Vincolati un corno: l'arsenale è stato in gran parte distrutto e ciò che resta è ben poco. Ricordo anche che a nulla sono valse le proteste da parte di privati e associazioni per cercare di salvare un monumento importantissimo per Savona che ha lasciato il posto con il placet di tutte le autorità (compresa la sovraintendenza) ad un ben più redditizio parcheggio interrato che la giunta con involontaria ironia e pessimo gusto ha battezzato Park dell'Arsenale...
Mauro Brunetti ha scritto il 18 febbraio 2012 alle ore 19:39
Una tragedia. Contro il sonnambulismo purtoppo la battaglia è persa e c'è solo da sperare di non incappare in incidenti come questo Un appunto a chi ha scritto l'articolo. L'italiano non è un'opinione specialmente per un giornalista o chi si definisce tale.
Mauro Brunetti ha scritto il 27 dicembre 2011 alle ore 14:21
caro Folgore mi creda qualcosa sta cambiando e ci sono tante persone di buon senso che la vedono come me. Come in tutti i passaggi la strada è lunga e difficile ma ci stiamo lavorando. Purtroppo scontiamo un'eredità pesante che ci fa vedere come il fumo negli occhi ma ce la possiamo fare.
Mauro Brunetti ha scritto il 27 dicembre 2011 alle ore 11:25
Penso che il grazie lo dobbiamo dire noi tutti a Marco e a tutti quelli che quotidianamente lottano per la salvaguardia dell'ambiente con sembre meno fondi e passione sempre intatta. Se uno fa il forestale non è certo per lo stipendio....
Mauro Brunetti ha scritto il 27 dicembre 2011 alle ore 09:02
Cerchiamo di fare un po' di ordine e di capirci.
Io sono un ambientalista, di più, sono uno degli odiati VERDI che secondo le leggende urbane insieme agli altrettanto pazzi del WWF lanciano le vipere dagli elicotteri.
Credo, però, (scusate se mi lodo) di essere una persona intelligente; credo che chi la pensa diversamente da me sia altrettanto intelligente e abbia il sacrosanto diritto di potere esprimere la propria opinione. Si chiama democrazia e già Voltaire era pronto a morire per questo diritto...
Credo che ci siano cacciatori educati e onesti,che non lasciano in giro le cartucce sparate, che non foraggiano i cinghiali per poi andarli ad ammazzare. mio padre era uno di quelli. Non vado a caccia semplicemente perchè amo gli animali e non considero uno sport ammazzarli a sangue freddo. Preferisco fare delle belle fotografie e lasciare godere anche gli altri dello spettacolo della natura, vorrei però poter praticare questa attività senza rischiare di essere impiombato da qualche altro "amico della natura" munito di strumenti ben più letali di una reflex. Amo il softair e il tiro con l'arco.
Per tutti questi motivi rifiuto qualunque etichetta e qualunque ipocrisia. Gli ambientalisti NON vogliono che il bosco sia sporco. Gli ambientalisti credono in una gestione CORRETTA del bosco, che preveda il riapetto delle leggi (se sono sbagliate si possono cambiare, sono pronto a dare il mio modesto contributo) credono nell'importanza della pulizia dei fiumi. Se andate a cercare un altro mio post (anzi due visto che l'ho mandato quasi uguale in due diverse occasioni vedrete come ho già espresso in tempi non sospetti queste mie idee). Non credo però che oggi la politica sia quella corretta. Una corretta gestione di tutte le emergenze (da quella idrogeologica alle frane) dovrebbe passare attraverso la PREVENZIONE che sarebbe la più grande opera mai realizzata. Pensate a quanti posti di lavoro potrebbe dare. Dagli ingegneri per la progettazione, ai geologi, alle maestranze, ai naturalisti per gli studi. L'abbandono delle campagne è il vero danno. Se non ci sono più persone che sorvegliano il bosco (tutti i giorni, non saltuariamente come posso fare io o un cacciatore che si reca nel bosco solo qualche volta), che riparano i muretti , che puliscono i fiumi, portando via ciò che tagliano, non lasciandolo alla foce come ad Albisola perchè rimuovere il leno costava troppo), allora la battaglia è persa.
Oggi si rincorre l'emergenza, manca la prgettualità, manca la capacità di vedere oltre. Secondo me, per la politica, l'emergenza ha due grandi pregi: se non c'è non costa nulla e non intacca le risorse e se c'è permette di lucrare ai soliti furbetti che in caso di urgenza possono fare ottenere appalti agli amichetti con più facilità.Bisogna sradicare questo sistema alle radici. Ribaltarlo e rilanciare quella "green economy" che, secondo molti studi, potrebe dare una boccata di ossigeno all'economia.
Vi porto un esempio: il Direttore del Parco di portofino mi raccontava poco tempo fa, dopo l'alluvione, di quanto abbia investito negli ultimi anni per la pulizia del bosco, per i sentieri, per lottare contro le frane. Metà delle entrate se ne sono andate via così. Il parco di Portofino però è uscito indenne dall'evento disatroso di un mese fa. Credo siano stati soldi spesi bene, in modo intelligente; rinunciare a qualche dépliant per la sicurezza è stata una scelta che ha premiato gli amministratori e ha fatto sì che non si dovesse poi spendere molto di più per ricostruire. E' un esempio che credo sia da seguire.
Detto tutto ciò auguro a tutti quanti un buon 2012 e prego che la natura sappia rimarginare, con l'aiuto dell'uomo (e i sindaci di Vado e Quiliano sono persone rette e capaci che sapranno operare in tal senso) le ferite gravissime di questi giorni.
Mauro Brunetti ha scritto il 25 dicembre 2011 alle ore 09:42
Mi domando perchè neanche il Natale porta consiglio a chi apre la bocca e dà fiato alle trombe delle idiozie dei luoghi comuni. Dare la colpa ai maledetti che appiccano il fuoco, no eh? Troppo difficile mentre prendersela con gli ambientalisti che non fanno pulire boschi e fiumi è lo sport nazionale.
Mauro Brunetti ha scritto il 24 novembre 2011 alle ore 12:25
Di rispettoso da parte delle ferrovie nei confronti degli utenti c'è poco o nulla. Le merci viaggiano in orario perchè per quelle c'è il rischio di pagare penali, i pendolari invece.,,, al massimo si lamentano. Una domanda che mi piacerebbe porre ai dirigenti che magari stanno leggendo quetsa pagina è:
perchè se il mio cellulare collegato al web indica un ritardo effettivo (con tanto di transito all'ultimo posto di rilevamento) poniamo di 28 minuti il tabellone ne segna ostinatamente soltanto 5 ? perchè viene aggiornato solo dopo che è partito un altro treno utile che magari fa più fermate e io ho lasciato andare convinto di fare prima con il mio IC per cui pago un supplemento ?
Mi sono sempre chiesto se è solo stupidità, se è menefreghismo, disprezzo per l'utenza o voglia di fare inca...re la gente. Qualcuno sa rispondere ?
Il Parco del Beigua amplia i confini: i Comuni di Mele, Urbe, Pontinvrea, Albisola pronti ad entrare
Mauro Brunetti ha scritto il 23 novembre 2011 alle ore 14:09
Urbe era nell'originario impianto del parco del Beigua. Plaudo all'amministrazione comunale per questa scelta dettata dal buon senso. Si tratta di una grande possibilità di sviluppo e di rilancio . Finalmente quello che è a tutti gli effetti il cuore del parco potrà non essere più un buco al centro di una cartina....
Sono veramnete contento.
Mauro Brunetti ha scritto il 09 novembre 2011 alle ore 14:14
sono perfettamente d'accordo con Lei caro Folgore, e sono convinto che i tempi siano duri per tutti è proprio per questo che secondo me occorrerebbe stare uniti e non saparare nel mucchio a casaccio. I veri "nemici" se mi passa il termine sono altri non i lavoratori come noi.
Le auguro una buona giornata
Mauro Brunetti ha scritto il 08 novembre 2011 alle ore 19:52
Riporto quanto scritto in altro post.
Pur concordando assolutamente con quanto detto sulla pulizia dei fiumi occorre dire che il disastro di Genova e il problema dei fiumi (o meglio dei torrenti) è dovuto in buona parte ad altre cause, in particolare alla cementificazione che ha due effetti principali:
1- Impermeabilizza il suolo e lo rende incapace di assorbire la pioggia che cade e inevitabilmente va a confluire nei rii.
2 - se realizzata nelle prossimità dei rii (o peggio sopra come nel caso del Ferreggiano) impedisce che gli alvei dei fiumi escano da quello che è la loro normale ampiezza e si espandano naturalmente (la classica storia dell'Egitto reso fertile dal del limo del Nilo.) Certamente se il fiume nella sua corsa resa più impetuosa dalla maggiore quantità d'acqua strappa delle piante che si trovano nell'alveo e va a tappare i ponti (che oggi se ci fate caso hanno arcate molto più basse rispetto ai vecchi, bellissimi ponti dell'antichità) si provoca un effetto diga con conseguente esondazione. Altrettanto vero che talvolta la vegetazione ripariale (specie le canne che si piegano al passaggio dell'acqua) costituiscono un freno alla velocità del fiume nella sua folle corsa in letti che molto spesso sono trasformati in "piste da bob" in cemento dove l'acqua senza potersi espandere lateralmente aumenta velocità e capacità distruttiva. Quindi non sempre è valida l'equazione vegetazione=pericolo. Non è valida soprattutto in quei casi in cui le amministrazioni (sempre per risparmiare) tagliano indiscriminatamente la vegetazione ripariale per poi abbandonarla sul posto, fornendo alla prima piena materiale in abbondanza per costruire tappi e dighe, arricchite da elettrodomestici, copertoni, biciclette, ombrelli, ecc che possiamo vedere in quantità sulle sponde dei torrenti. Mi si conceda infine un'ultima considerazione sul fatto che una pioggia che scarica 500 mm di acqua/mq in poche ore (mezzo metro !) abbia un tempo di ritorno cioè un intervallo tra due eventi di uguale intensità di circa 200 anni. In questi giorni in Liguria tale tempo è sceso ad 1 settimana. Qualcosa sta cambiando anche nel clima, ma questo è un altro discorso... Buona serata
Mauro Brunetti ha scritto il 08 novembre 2011 alle ore 17:17
Per folgore, gli insegnanti iniziano alle 8.00 di mattina ma non possono sgarrare di un minuto, perchè se qualcuno si fa male cavoli loro.... Io vivo a Savona e lavoro a Genova, quindi sono uno della categoria di sfigati che si alzano alle 5,30 per essere puntuali in classe. Ho amici e colleghi che per anni hanno fatto lo stesso verso sperduti paesini del Cuneese.
Prendo il treno IC alle 6,17 perchè così sono sicuro di essere puntuale, arrivo a Genova alle 7 (lo scherzo mi costa 64 € + una ventina di supplemento al mese), prendo un mezzo a Genova (altri 380 € all'anno), lavoro sino alle 13 (o magari alle 14,15 visto che questo è l'orario di chiusura della mia scuola), riprendo un treno e, se sono uscito alle 13 arrivo a casa alle 15. Sono già 9 ore che sono fuori casa, ma facciamo finat ache sul treno dorma.... e poi non tutti sono sfigati come me e magari lavorano sotto casa. Se ho 4 classi per due materie ho una media di circa 200 alunni per i quali devo
a) preparare almeno 2 verifiche a bimestre
b) correggerle. Insegno italiano Mi concederete se sono veloce almeno 20 minuti ad alunno. Totale 133 ore di lavoro. Un po' di meno per storia, facciamo altre 100 ore.
c) preparare le lezioni per renderle interessanti e sempre diverse.
Poi ci sono le pagelline, i consigli di classe, gli scrutini, i collegi docenti e le riunioni varie, che possono essere anche tranquillamente nel mio giorno "libero" infrasettimanale. (Vorrei provare a fare fare una riunione non conteggiata come straordinario ad un bancario, mi scusi la categoria ma è un esempio, al sabato per vedere quanti sputi prendo)
In più un' ora alla settimana incontro (o dovrei incontrare visto che è raro che vengano, i genitori, anche questo fa parte del carico di lavoro che già come vedete non è delle fatidiche 18 ore)
Per arrivare a questo ho dovuto laurearmi (mentre già lavoravo) prendere un'abilitazione (mentre già lavoravo) Il tutto per la folle cifra di circa 1400€ al mese.
DETTO QUESTO NON FACCIO IL MARTIRE
MI PIACE IL MIO LAVORO E RICONOSCO CHE HA I SUOI LATI POSITIVI MA VOGLIO DIFENDERE LA MIA CATEGORIA CUI SI DEVE PORTARE RISPETTO VISTO CHE DA NOI DIPENDE L'ISTRUZIONE DEI VOSTRI FIGLI. I RAGAZZI NON SONO PRATICHE DA ARCHIVIARE, NON SONO PACCHI DA CARICARE SUL CAMION, SONO PERSONE CHE RICHIEDONO ATTENZIONE, CHE SPESSO TI INVESTONO DEI LORO PROBLEMI CHE NON TI LASCI ALLE SPALLE CHIUDENDO LA PORTA DI UN UFFICIO.
PS
Io "a spiaggia" non vado e qualche volta mi piacerebbe fare un viaggetto che non posso permettermi se non in bassa stagione. Ergo non lo faccio
Mauro Brunetti ha scritto il 08 novembre 2011 alle ore 14:24
Perchè le persone che non conoscono le cose di cui parlano non provano a stare zitte.....forse farebbero una migliore figura. Ah gli insegnanti categoria privilegiata.... sono tra i pochi almeno nel pubblico che lavorano anche al sabato, per cui la flessibilità non esiste, che vanno alle riunioni (non pagate) anche nel loro giorno libero, che fanno le maturità nel giorno del santo patrono, che non possono prendere ferie durante l'anno, che non conoscono la bassa stagione, che si portano il lavoro a casa e lo fanno al sabato e alla domenica e che quando sono in ferie posso essere richiamati se qualche balordo che hanno bocciato fa ricorso. Se poi capitano 5 o 6 ore di classi come dico io mi piacerebbe verdere i pensatori e le stelline come ne uscirebbero....Basta con i luoghi comuni per favore.
Mauro Brunetti ha scritto il 06 novembre 2011 alle ore 12:12
Le mie condoglianze alla famiglia. Ci mancherà molto.
Mauro Brunetti ha scritto il 04 novembre 2011 alle ore 22:54
Pur concordando assolutamente con quanto detto sulla pulizia dei fiumi occorre dire che il disastro di Genova è dovuto in buona parte ad altre cause, in particolare alla cementificazione che ha due effetti principali:
1- Impermeabilizza il suolo e lo rende incapace di assorbire la pioggia che cade e inevitabilmente va a confluire nei rii.
2 - se realizzata nelle prossimità dei rii (o peggio sopra come nel caso del Ferreggiano) impedisce che gli alvei dei fiumi escano da quello che è la loro normale ampiezza e si espandano naturalmente (la classica storia dell'Egitto reso fertile dal del limo del Nilo.) Certamente se il fiume nella sua corsa resa più impetuosa dalla maggiore quantità d'acqua strappa delle piante che si trovano nell'alveo e va a tappare i ponti (che oggi se ci fate caso hanno arcate molto più basse rispetto ai vecchi, bellissimi ponti dell'antichità) si provoca un effetto diga con conseguente esondazione. Altrettanto vero che talvolta la vegetazione ripariale (specie le canne che si piegano al passaggio dell'acqua) costituiscono un freno alla velocità del fiume nella sua folle corsa in letti che molto spesso sono trasformati in "piste da bob" in cemento dove l'acqua senza potersi espandere lateralmente aumenta velocità e capacità distruttiva. Quindi non sempre è valida l'equazione vegetazione=pericolo. Non è valida soprattutto in quei casi in cui le amministrazioni (sempre per risparmiare) tagliano indiscriminatamente la vegetazione ripariale per poi abbandonarla sul posto, fornendo alla prima piena materiale in abbondanza per costruire tappi e dighe, arricchite da elettrodomestici, copertoni, biciclette, ombrelli, ecc che possiamo vedere in quantità sulle sponde dei torrenti.
Mi si conceda infine un'ultima considerazione sul fatto che una pioggia che scarica 500 mm di acqua/mq in poche ore (mezzo metro !) abbia un tempo di ritorno cioè un intervallo tra due eventi di uguale intensità di circa 200 anni. In questi giorni in Liguria tale tempo è sceso ad 1 settimana. Qualcosa sta cambiando anche nel clima, ma questo è un altro discorso...
Buona serata
Mauro Brunetti ha scritto il 22 ottobre 2011 alle ore 20:31
Mi trovo assolutamente d'accordo con il Sindaco. Occorre che il servizio venga mantenuto.
Mauro Brunetti ha scritto il 07 ottobre 2011 alle ore 09:07
Sono perfettamente d'accordo con il PDL, il servizio di guardia medica ad Urbe non dovrebbe essere tagliato. Si tratta di una zona disagiata e lontana quasi un'ora dagli ospedali. L'elicottero di notte non vola e quindi un presidio medico anche minimo è necessario. Sia nei mesi invernali quando le strade sono a volte al limite della praticabilità sia d'estate quando la popolazione locale decuplica.
Peccato che i consiglieri del centro destra dimentichino di far notare il danno sia stato fatto dai loro padroni a Roma con i tagli dei trasferimenti delle risorse.
Un noto adagio ligure recitava che soffiare e aspirare contempooarneamente è impossibile....
Mauro Brunetti ha scritto il 07 settembre 2011 alle ore 21:11
Desidero ricordare ai "signori in camicia verde" che Stalingrado è uno dei simboli della resistenza alla dittatura nazista.costituendo la prima grande vittoria contro il III Reich. Una città che ha resistito all'avanzata della barbarie di Hitler a caro e duro prezzo. Se proprio vogliamo parlare di simboli pensiamo all'antichissimo Sole delle Alpi di cui la Lega si è appropriata come emblema della Padania una "nazione" che NON ESISTE.
Lo sport non dovrebbe aver colori di partito nè ideologie
Mauro Brunetti ha scritto il 18 giugno 2011 alle ore 20:02
E' stata una grande festa, complimenti a tutti ma soprattutto a Enrico che è la mente e il CUORE del'iniziativa.
Mauro Brunetti ha scritto il 15 maggio 2011 alle ore 22:32
Nel bene o nel male... purchè se ne parli (anche in giornata di silenzio elettorale)
Mauro Brunetti ha scritto il 13 maggio 2011 alle ore 22:51
Le mie più sentite condoglianze. Non vedevo Daniele da un po' di tempo ma ci mancherà.
Mauro Brunetti ha scritto il 05 maggio 2011 alle ore 20:25
Esatto
Quindi pubblicità INDIRETTA n° 9 e pubblicità DIRETTA n° 4
I nostri manifesti coperti sono TUTTI nella pubblicità DIRETTA n°9
Basta sapere o voler leggere quello che c'è scritto sopra ai tabelloni.
Mauro Brunetti ha scritto il 04 maggio 2011 alle ore 18:54
Già durante la campagna delle provinciali ricordo un duro scontro con altri "attacchini" sempre dell'Italia dei Valori colti sul fatto mentre coprivano i nostri manifesti. A questo punto rinuncio a credere alla buona fede (anche perchè gli ultimi "errori" sono più recenti delle nostre rimostranze con Tuvè) e propendo per l'arroganza. Mi chiedo però quali siano i Valori a cui si fa riferimento nel nome della lista. Non certo quelli dell'educazione e del rispetto delle regole.
Mauro Brunetti ha scritto il 14 aprile 2011 alle ore 15:02
Purtroppo non ero a conoscenza della raccolta e non ho potuto firmare. Dal mio punto di vista, cioè da quello di fruitore dell'oasi (che il comune ha provveduto a distruggere e che si spera visti gli impegni presi con provincia e associazioni ambientaliste a ripristinare quanto prima [si era detto Marzo se non sbaglio ????]) il collegamento è essenziale ed, in tal senso, avevo provveduto a sollecitare l'assessore Costantino che si era appuntato la richiesta....
Le elezioni sono vicine e la voglia di fare una volta tanto bella figura magari farà il miracolo. Resta l'amarezza
Mauro Brunetti ha scritto il 11 aprile 2011 alle ore 20:40
Mi chiedo sempre e non riesco a drmi mai risposta perchè l'accento deve essere messo sul fatto che il colpevole sia romeno. Se fosse stato italiano l'unico commento sarebbe stato quello di Giudice... Un reato è forse diverso se il colore della pelle è un altro ? Non credo. Il reato è reato, è odioso, e va punito. Punto. Ogni altra considerazione è demagogia gratuita.
Mauro Brunetti ha scritto il 16 marzo 2011 alle ore 15:33
Politiche della famiglia o famiglia della politica ?

