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tmax500 é un Lettore Attento
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tmax500 ha scritto il 14 giugno 2011 alle ore 22:24
L'appartenenza e l'impegno profuso nel calcio pietrese da parte di Flavio Geddo ,fatto di generosità e tanto impegno è stato, per chi ha potuto condivivere tanti di quei momenti di grande passione, sia quando era esultanza che delusione , motivo di orgoglio. Non una semplice attività da dirigente ma molto molto di più. Sono tante le persone che hanno avuto nel mondo del calcio pietrese una partecipazione veramente disinteressata e piena,che meritano la nostra gratitudine, Flavio è una di quelle. Averlo conosciuto e aver potuto condividere con lui di quei momenti è stata occasione fortunata. Rivolgo i più sinceri complimenti a chi ha realizzato il libro , ma soprattutto rivolgo un grande ringraziamento a tutti quanti hanno , nei tanti anni del sodalizio sportivo , dedicato tanto del loro tempo, parte delle loro risorse, il loro entusiasmo e la loro forza affinchè le passioni dei giovani e meno giovani potessero concretizzarsi sul campo di calcio , potendo offrire non solo spettacolo, ma momenti di condivisione di gioia e di emozione .
tmax500 ha scritto il 31 dicembre 2010 alle ore 15:01
Ermanno poteva morire per ciascuno di noi. Indifferentemente per ciascuno di noi. Era nella Sua scelta di vita quella idea di essere al servizio di ciascuno che ne avesse avuto bisogno e che ne avesse richiesto l’aiuto. Un po’ come l’angelo custode che molte volte, quando scampiamo per qualcosa che abbiamo avvertito gravemente, invochiamo ringraziandolo. Loro, i Vigili del Fuoco , sono un po’ come i nostri angeli custodi in terra, che molte volte, forse troppe, chiamiamo a correggere i nostri errori, la nostra leggerezza. In molti casi è l’imprevedibile a tirarli in gioco , ma quasi sempre sono la nostra superficialità e disattenzione. Del resto loro non hanno mai distinto ciò conveniente da ciò che non lo è , loro intervengono, e quando la vita di qualcuno è in pericolo, intervengono con quella passione, coraggio e audacia che hanno dentro. Non ricercano gratificazioni o platee , pongono anni e anni di servizio dell’anonimato di un ruolo ricoperto con onore professionalità e modestia. Le loro mogli, i figli , condividono i sacrifici di queste vite in costante equilibrio e, quanto la Società intera , come oggi, aimè, in un triste giorno si stringe intorno a loro , debbono andarne fieri e orgogliosi. Con l’ offerta della propria vita il Vigile del Fuoco Ermanno dimostra ancora una volta come l’amore per gli altri e l’alto senso del dovere prevalgano, in questi uomini e donne, al di là di ogni possibile dubbio. Grazie di quanto avete fatto.
tmax500 ha scritto il 24 dicembre 2010 alle ore 09:13
per Iron Man. Mi spiace che una constatazione , rilevabile in ogni qualdove, abbia alterato il Suo stato d'animo in questi giorni prenatalizi , tale da scatenare una reazione (ad personam) che non comprendo. Comunque ciascuno è libero di comportarsi come crede. Tengo però a precisare , per doverosa verità, che mai e dico mai vi è stata una pur lontana ipotesi di candidatura del sottoscritto del tipo indicato (provinciali o regionali) quindi debbo arguire che vi sia in questo commento da parte di Iron Man o un pò di confusione o addirittura un cambio di persona. Sarei quindi interessato a conoscere questi aspetti , anche a grandi linee, che mai ho conosciuto prima d'ora. Ne consegue, che , accertato quanto sopra il resto dell'intervento sia conseguentemente errato. In attesa di queste Sue precisazioni , se vorrà , naturalmente, contraccambio gli auguri. Ivano Rozzi
tmax500 ha scritto il 28 settembre 2010 alle ore 15:11
Mi congratulo con i tiratori per il risultato ottenuto e , soprattutto, con quanti , con grande spirito di sacrificio riescono a conservare anche nel nostro territorio i piccoli campi di tiro a volo, nonostante tutte le difficoltà che ciò comporta. Grazie.
tmax500 ha scritto il 23 giugno 2010 alle ore 21:18
I casi sono due , o la Gasco ha preso un fiasco , o al Quaini gli han nascosto i casini. In tutti e due i casi sarà meglio cominciare ad interessarsi nuovamente del S.Corona. Domani accerteremo e faremo sapere. Saluti
tmax500 ha scritto il 15 giugno 2010 alle ore 16:21
Sentir parlare di baronie quando alle Provinciali scorse il risultato del Centro Destra a Pietra Ligure è stato quello dei Comuni privi di baronie, fa un certo effetto.
Il problema semmai e un'altro , vedendo il ridicolo risultato raggiunto nelle Comunali 2009 e il flop successivo conclusosi con lo scarno risultato del candidato locale portato alle Regionali 2010 , se bisognerà smantellare, almeno si saprà da dove cominciare.
tmax500 ha scritto il 14 giugno 2010 alle ore 21:42
Probabilmente si sta arrivando troppo velocemente ad un punto dove il ritorno sarà probabilmente e veramente sofferto. Solo negli ultimi 10 anni , questo è il periodo di riferimento in cui tutto pare essere cambiato nella società: schiere di imprenditori edili hanno decuplicato i loro averi per il solo fatto di aver fatto lavorare disperati e basisti a 5 euro l'ora e forse meno. Inbianchini, muratori, carpentieri in forma di ditta unipersonale hanno preso appalti da centinaia di migliaia di euro, stravolgendo tutta la teoria sul lavoro artigianale e sul valore di esso. Con il miraggio-ricatto del lavoro e della permanenza hanno creato la rete , il caporalato ha fatto il resto. Altri hanno procacciato loro il lavoro per lucrare sulla differenza . I primi ( allora disperati) poveri erano e poveri sono rimasti , i secondi si sono vestiti di nuovo, hanno creato le condizioni perchè si razziassero gli appartamenti , i primi con dignità cercano disperatamente l'inserimento e la protezione, i secondi guardano con aria di sfida chiunque abbia il coraggio di non abbassare gli occhi. Che cosa hanno da perdere? Perchè non dovrebbero fare ciò? Hanno schiere di poveracci che lavorano per loro , terrorizzati dalla paura di perdere il lavoro e forse qualcosa d'altro. Noi, centinaia e forse anche migliaia di ipocriti che si continua a dire che il cattivo è in ogni dove e in ogni società , senza rendersi conto che quella parte di società non ha riferimenti certi. E' allora come è possibile rimanere fermi su teorie ormai sconfitte dai fatti ( come del resto fa Ilaria) quando qualcuno ti piscia in testa dal balcone, certo : si può sempre dire che piove!!
tmax500 ha scritto il 12 giugno 2010 alle ore 14:10
Ma davvero credete a cio che dite? o forse , sotto sotto , nell'intimo più profondo, condividete l'esigenza, ma per ragioni estetiche, non vi è possibile esternarle. Non è un peccato ricredersi, semmai è un grande gesto di intelligenza, ma soprattutto, nella questione , di umanità. Altrimenti si deve dare una concreta alternativa .
tmax500 ha scritto il 12 giugno 2010 alle ore 13:47
Mi scusi signor Massa, ma Lei è uno e trino,
come fa a concordare con uno e con l'altro se le cose sono diametralmente opposte.
Ci illumini !! non di immenso per favore , ma di coerenza.. Grazie
tmax500 ha scritto il 11 giugno 2010 alle ore 15:46
beh, ale68, allora si potrebbe iniziare da una grande fiaccolata su entrambi i margini dell'aurelia, d'altronde sempre di solidarietà si tratterebbe.
tmax500 ha scritto il 11 giugno 2010 alle ore 15:40
a tata : forse per risolverlo davvero ci vorrebbero eserciti di donne che la dessero gratis e "spontaneamente" sino al punto da stufare !! D' altronde se si vogliono mettere le regole del mercato è risaputo che quando aumenta l'offerta il prezzo cala e molte volte non è più interessante produrre, vendere. Ma a proposito , non c'era una volta la sinistra - almeno una parte - che sosteneva che liberalizzare (ad esempio le droghe) si combatteva il vizio. Boh ! vacci a capire.
tmax500 ha scritto il 11 giugno 2010 alle ore 15:15
Ho gia scritto sulla questione nell'altro articolo. Probabilmente vi è un pò di confusione sulla questione " essere un cristiano" . Questa confusione trova il suo più alto significato quando si vuole addomesticare al lessico politico e farne una ragione per definire il modo di comunicare sperando di avere consenso. Tante sono le ragioni per fare battaglie contro le derive che attanagliano gli attuali tempi ma quando sono soltanto ideologiche e vuote di contenuto pratico sfociano nel retorico e anche nell' inutilità. Chiunque si ispiri ai valori cristiani , che sono quelli su cui , in larga misura, si fonda la nostra società occidentale , non deve prescindere da porre la razionalità e la realità quale condizione per il proprio modo di affrontare le questioni, altrimenti si corre il serio rischio di banalizzare e per questo confondere ciò che ci perviene e a cui credere , con ciò che vediamo direttamente e a cui, per demagogia o principio, non vogliamo credere. Ivano Rozzi qui presidente anaci liguria.
tmax500 ha scritto il 10 giugno 2010 alle ore 23:11
Condomini a luci rosse iun tema scottante che comunque si rimanda e non si affronta.
La recente assoluzione a Genova della giovane prostituta rumena, non espulsa dal territorio italiano in quanto esercitante una “professione “ non in contrasto con l’ordine pubblico ecc.. , oltre all’ultima proposta del Ministro Giuliano Amato che vorrebbe istituire i cosidetti tavoli comunali per la concertazione , mi stimolano a riproporre una possibile soluzione alla questione delle “ Case a Luci Rosse” o meglio dei “Condomini a Luci Rosse”.
Come già previsto a seguito della Bossi-Fini , l’Associazione che rappresento diede indicazioni di fare inserire nei regolamenti condominiali , principalmente in quelli cosidetti – contrattuali o convenzionali- la clausola che vieta di adibire gli appartamenti e, in genere i locali abitabili, a casa di appuntamenti ad uso prostituzione, oltre al divieto di reclamizzare tale “attività” con il posizionamento di targhe , insegne ecc… nei portoni e sulle facciate. Questo in primo luogo per una difesa dei valori immobiliari da una possibile deriva di cattivi usi degli appartamenti .
Ciononostante, l’attività all’interno dei condomini, specialmente quelli in zone di forte passaggio per le Città e più defilate e periferiche in quelle dei paesi, continua. Anche se, tra accertamenti di polizia , denunce e verbali , l' azione di deterrenza si coglie, ma il fenomeno, in quanto strutturale e fisiologico, rimane.
Da un punto di vista condominiale, l’esercizio di tale attività , nelle parti comuni di un caseggiato, non è da considerarsi molto diversa da quella comportata da un ambulatorio medico, da uno studio legale , da un ufficio di cartomante , da qualsiasi pensione o albergo che insista nel condominio, probabilmente ancor meno fastidiosa di certi coabitazioni, speculativamente volute e formate da innumerevoli soggetti .
Il via-vai è allora presente comunque. In sostanza, la tipologia del fruitore non è dissimile da altri soggetti . Allora sarebbe molto meglio gestirlo e non subirlo.
L’ostacolo più rilevante è quello legato al perbenismo che affiora in noi ogni qualvolta è possibile. Il tentativo di provare a distinguerci come persone moralmente ineccepibili , non sempre riuscito, per fortuna. Ma è anche superabile, alla stessa stregua di quando molto meno moralisti, non si registrano i contratti , non si versano le imposte, non si paga il condominio , si prestano soldi ad usura ecc..ecc… , in pratica quando ne abbiamo un tornaconto o pensiamo di averlo.
Il modo potrebbe allora essere quello di lavorare su alcune condizioni “moralmente accettabili”. Tra queste alcune su cui cominciare a ragionare:
1) Comunicazione all’ autorità di P.S. del Comune della locazione ad usi diversi con indicazione della durata presunta e con dati anagrafici del/la professionista. (D.L. 21 marzo 1978 n°59 convertito con modificazioni, dalla L.18 maggio 1978 n°191)
2) Copia della comunicazione anche all’ Amministrazione condominiale la quale provvede al contestuale recupero degli oneri “ Condominio aperto ” pari al 10% del canone di locazione con il minimo di euro 250 mensili, che il Locatore/Proprietario verserà nelle casse condominiali e che andranno in scomputo delle spese generali o versate in un apposito fondo cassa “ Fondo speciale Condominio ” da impiegare per manutenzione straordinaria e riordino del patrimonio del condominio.
3) Versamento (pena l’invalidità del contratto stesso) di una tassa Comunale per Servizi di Segreteria “una sorta di tassa sulla "morale “ pari (almeno alla percentuale) ICI delle seconde case. Ne consegue che gli immobili adibiti alla casistica qui trattata , dovranno presentare alcuni requisiti minimi , in termini di compatibilità igienico –sanitaria che potranno/dovranno essere definiti dal Comune.
4) E’ chiaro che il punto 3 potrebbe altresì prevedere di istituire un apposito registro su cui annotare gli immobili da destinare a tale attività. riconoscendo o meno l’utilità di crediti d 'imposta sulla base dell’esigenza territoriale. Del tipo ( se io concorro a togliere dalle strade , Tu Comune mi vieni incontro senza tassarmi o agevolandomi per un certo periodo).
La normativa su cui si potrebbe intervenire , prendendone ampi spunti , potrebbe essere quella legata alla " Disciplina degli affittacamere”.
L’attività di affittacamere, pur differenziandosi da quella alberghiera per le sue modeste dimensioni, ne presenta analoga natura, in quanto richiede non solo la cessione del godimento di locale ammobiliato e provvisto delle necessarie somministrazioni ( luce,acqua, ecc...) ma anche la prestazione di servizi personali , quali il riassetto del locale stesso e la fornitura della biancheria da letto e da bagno( con caratteristiche professionali e finalità speculative), pur a prescindere dal conseguimento o meno della prescritta licenza amministrativa.
Penso che questa annosa questione che comunque dovrà trovare una soluzione , in quanto continuare a far finta di niente è si possibile ma basta scorrere gli annunci che troviamo vicini di casa i più inaspettati.
Tra l'altro , l'argomento è risultato essere ne di destra ne di sinistra in quanto le statitiche non hanno mai definito se il cliente o la cliente è di destra o di sinistra. Quindi non scandalizziamoci ad orologeria ma affrontiamo il problema , facendo sedere al tavolo anche quanti con idee diverse possano portare il loro contributo.
ivano rozzi , qui presidente regionale associazione amministratori condominiali ANACI Ivano Rozzi
tmax500 ha scritto il 19 maggio 2010 alle ore 23:33
Le iniziative a favore della difesa dell'acqua "bene pubblico" sono assolutamente benvenute, E' un tema a 360° nell'arco politico/partitico non di una sola parte.
Personalmente, a capo di una lista civica , definito dai quotidiani "sindaco ribelle" , ho difeso questa scelta in tempi di decisione politica/amministrativa. Se sarà necessario , lo farò anche in seguito, consapevole ora , come allora, di non essere solo.
Ivano Rozzi Sindaco di Giustenice
tmax500 ha scritto il 13 maggio 2010 alle ore 12:52
In primo luogo le sincere condoglianze alle famiglie delle vittime affinché possano vivere questo tragico momento senza strumentalizzazioni di sorta su quanto accaduto.
Solo una breve nota per il passaggio che l'Enpa ha fatto su i Sindaci e i vari organi di polizia (Vigili Urbani, Guardia di Finanza e Forestale, Carabinieri e Polizia di Stato). In Italia , nel passato , si è forse sbagliato nel pensare che al di fuori dei ruoli istituzionali si potessero trovare soluzioni ai vari problemi inerenti la vigilanza ecc.., in quanto, si è poi notato , e anche tutt'ora, che l'eccessiva personalizzazione su compiti di estrema delicatezza, rischiava e rischia di creare serie contraddizioni . Questo perchè vi sono settori (anche nella vigilanza ecc..) che richiedono solide basi di professionalità e garanzia stante la loro interconnessione con i profili di responsabilità. Da ciò se ne deduce che la ricerca del miglior punto di equilibrio , perchè di questo si tratta, di un equilibrio sociale , debba trovare le sue basi su una concreta e realistica attività legislativa che poco lasci all' interpretazione. Dopo di chè, sapendo chi deve fare che cosa, anche il cittadino avrà modo di riconoscere il proprio limite ultimo. Distinti Saluti
Ivano Rozzi Sindaco del Comune di Giustenice .
tmax500 ha scritto il 20 novembre 2009 alle ore 16:08
Se la foto dell'animale è quella pubblicata concordo con Remo. Purtroppo la sete di colpire il selvatico acceca il buonsenso e intorpidisce il sangue di chi invece dovrebbe mantenerlo freddo e soprattutto getta un gelido dubbio: dell'animale ne sentiva il grugnito reale e ne valutava la effettiva appartenenza alla specie , tale da convincerlo a premere il grilletto?
tmax500 ha scritto il 20 aprile 2009 alle ore 11:16
Tante cose possono i Comuni fare sulla questione dell'aiuto ai diversamente abili e nei confronti di quanti soffrono. Molte di queste cose possono essere realizzate senza attendere nuove pianificazioni urbanistiche. In primo luogo si dovrebbero rimuovere le indifferenze o il poco interesse tra gli addetti ai lavori nei confronti della legislazione relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche. Iniziare a progettare mettendo al centro dell'attenzione del progettista la persona , ciò non solo in occasione dell'edificazione nuova ma anche nella ristrutturazione. Le disposizioni legislative attuali hanno la specifica finalità di eliminare le barriere architettoniche e di farlo con agevolazioni , tecniche, giuridiche ed economiche negli edifici costruiti ante il 1989 e in quelli successivi , sino ai tempi nostri. La tutela perseguita dalle disposizioni normative è quella dei diritti , dell'integrazione sociale e assistenza alla persona con disabilità , con limitazioni gravi e non solo, essendo rivolta anche agli anziani , in pratica un reale e concreto contrasto alla discriminazione.
Quindi ben vengano le proposte migliorative in questo campo , assolutamente auspicabili nella semplificazione burocratica in cui i Comuni, già da subito, con la norma attuale, possono attivare, a partire dal non chiedere oneri e spese per le pratiche, riducendo al minimo i tempi, facendo sì che molti dei sollievi a cui molte famiglie aspirano siano fruibili in concreto e quando la necessità è presente e impellente. Applicare il principio in deroga agli elefantistici tempi dei rilasci.
Un piccolo ma concreto segnale verso un progresso sociale più vicino alla gente.
Sull'esigenza di una norma più dettagliata e coordinata che consenta anche opere strutturalmente più complesse siamo d'accordo , ma queste non debbono essere attese come lo strumento "indispensabile" alle risposte.
Ivano Rozzi
Presidente ANACI REGIONE LIGURIA
tmax500 ha scritto il 23 marzo 2009 alle ore 10:19
La proposta di attuare degli asili nido condominiali non è nuova. Già nei precedenti governi Berlusconi/Prodi di questo fatto si è parlato. In effetti da sempre è esistito nei condomini e ancor prima nelle corti rurali , un " servizio" di assistenza ai bambini piccoli e meno piccoli , figli di quelle donne che lavorano. Spesso era affidato alle persone più anziane che ne curavano anche l'alimentazione , il gioco e lo studio, ma molte volte anche le giovani, senza lavoro, erano impiegate in questo contesto. Ai tempi attuali vi sono famiglie che si aiutano nel portare a scuola i figli, nell'accoglierli per limitati periodi, nel portarli a fare sport ecc..-
Il formalizzare pertanto una forma di asilo flessibile , prossima alla propria abitazione , senza costringere a lunghi tragitti per il "deposito" dei più piccoli e un' ottima soluzione. Oltretutto molti appartamenti sono dotati di accessori molto adatti , giardini o grandi terrazzi. Chiaramente bisognerà stabilire alcune regole certe in tema di adeguamenti alla sicurezza, ma senza dover troppo snaturare il concetto dell'abitazione classica . Poi una seconda regola dovrà disciplinare il numero massimo dei bambini, infine una breve formazione del soggetto titolare dell'esercizio.
Ovviamente il risparmio per le famiglie è significativo , ma ancora di più lo è per il pubblico che , alleggerito di spese , potrà instaurare con validi operatori un sistema territoriale di ausilio alle strutture e alle famiglie. Del resto anche con i Bed&break.. si è aperto ad una novità, che era già attuata oltre 50 anni fa con la locazione delle camere con uso di cucina.
tmax500 ha scritto il 11 febbraio 2009 alle ore 17:29
Intervengo per spiegare meglio la questione trattata dal lettore e che dimostra di conoscere alcuni degli aspetti inerenti il cosidetto "vincolo di solidarietà" tra condomini.
Per credito al condominio deve intendersi una efficace disponibilità del sistema bancario nell'affrontare con la rete dei prodotti (servizi) bancari alla clientela, una maggiore accessibilità al credito breve e medio breve che abbia attinenza al condominio. In quanto, il prodotto è già presente nella gamma delle iniziative rivolte alla clientela, però con costi di accesso e interessi troppo elevati.
Inoltre, è bene sapere che l'accesso al credito "dedicato" è subordinato alla deliberazione assembleare che pertanto lascierebbe inalterate le eventuali derive giudiziarie sulle morosità concrete a carico degli insolventi, qualora queste si presentino. Il risvolto positivo della richiesta verte invece sulla effettiva disponibilità economica del condominio , che per effetto della rateizzazione e dell' innesto di denaro immediato , inteso quello versato alle scadenze stabilite dall' Ente erogante (banca ecc..) , vedrebbe inalterata la propria capacità e regola contrattuale con i fornitori , limitando quindi le iniziative da scongiurare descritte dal lettore , ma soprattutto , fornendo assistenza a quella parte più debole che dovendo difendere nell'immediato la propria cassa (situazione economica) a scapito di opere anche urgenti e di riordino , alcune indifferibili e altre semplicemente di conservazione , esprimerebbe , anche contro volontà , il proprio dissenso quale arma di difesa, in alcuni casi riuscendo ad incidere sul valore (quorum) millesimale necessario alla deliberazione valida facendone venire meno , perlappunto, il quorum utile. - A ciò va aggiunto che proprio le opere di conservazione del bene sono quelle più costose (facciate, consolidamenti, lastrici solari ecc..) e che sono direttamente connesse con le responsabilità delle parti in gioco , soprattutto in termini di rispondenza patrimoniale -. In altre condizioni sarebbe comunque chiamato a pagare per la validità della deliberazione alle scadenze stabilite dall'assemblea, rischiando quindi l'azione del recupero mediante gli atti conseguenti che , ancorchè stabiliti come obbligatorietà dalla Legge, gli amministratori non amano fare , sia per i costi accessori, per la durata e soprattutto per il fatto che il Condominio , creditore chirografario non prenderebbe alla fine praticamente nulla in quanto su tali atti si insinuano i privilegiati che , difficilmente, quando una procedura del tipo si attua , non ne siano già coinvolti per loro crediti.
Quest'ultimo mio passaggio potrebbe risultare una contraddizione , ma così non è in quanto , l'iniziativa di credito di cui si discute mira , come ho detto a forme di breve e medio breve durata, da 8 mesi a 12/18 mesi la forma breve e sino a 60 mesi la medio breve durata.
Esempio pratico :
spesa da sostenere nei 4 mesi e. 8.000,00 pari a 2.000,00 e mensili a rata
diluita in 12 mesi potrebbe avere una rata poco superiore a e.650,00.
diluita in 48 mesi la rata potrebbe scendere sotto e. 200,00.
Altra considerazione è il credito al fornitore elargito sulla base dell'effettiva aggiudicazione dell'opera presso il condominio dedicato, il quale si troverebbe nella condizione di disporre di credito finalizzato e non girabile per questioni diverse, come invece purtroppo accade.
tmax500 ha scritto il 05 dicembre 2008 alle ore 13:05
Caro prettydog53, tanti giri di parole per arrivare alla mia stessa conclusione. A rimediare sarà la proprietà e non il gestore. Saluti.
tmax500 ha scritto il 05 dicembre 2008 alle ore 09:29
COME ORMAI E' REGOLA - SE COLPA C'E QUESTA E' SEMPRE DI UN ALTRO. SCINDERE TRA GESTIONE E COLPA IN VIGILANDO , QUANDO CERTI TEMI ATTENGONO QUESTIONI DI INTERESSE PUBBLICO NON è SEMPRE COSì SCONTATO, PERL'APPUNTO QUANDO POI ALLA SOLUZIONE DOVRà PENSARCI LA PROPRIETA' E NON IL GESTORE.
tmax500 ha scritto il 16 settembre 2008 alle ore 10:22
Questa osservazione si collega alla questione della fruizione del nostro arenile. In effetti i tanti spot promozionali legati all'allungamento della stagione o all' utilizzo del nostro arenile anche nei mesi invernali e primaverili debbono risultare all'interno di una pianificazione più ampia, la quale non può prescindere dalla considerazione di tutto quanto con essa concorra. Va altresì aggiunto l'obbligo ai concessionari di eseguire pulizie ordinarie periodiche su tali tratti , avendone la custodia, ovviamente competeranno ai Comuni le straordinarie legate alle mareggiate ed eventi atmosferici.
tmax500 ha scritto il 02 luglio 2008 alle ore 19:40
Colgo l'occasione di questa notizia per fare alcune osservazioni non direttamente sull' interessante questione indicata dai due consiglieri regionali ma di carattere più generale , perchè è si giusto dare e leggere i dati numerici e le scale di raffronto , ma se l'articolo vuole dare la notizia che il turismo , in Liguria non va affatto bene, allora è possibile collegare anche semplici riflessioni. E' vero ? Siamo alla lenta (ma neanche tanto lenta ormai ) agonia di un "sistema" turistico mai strutturatosi e mai veramente decollato. Pare non esista nessuna struttura stabile , pubblica o privata, che tratti veramente di turismo e non esistono di conseguenza schemi testati e pianificazioni che lo riguardino veramente. Sembre rimangano soltanto gli sprazzi di luce di chi con buona volontà cerca e inventa soluzioni temporanee.
Questo interesse generalizzato è sicuramente positivo ma richiedeva un deciso potere di coordinamento per evitare che il disordine annullasse l'importanza del settore turistico, sulla cui indispensabilità nessuno dubita più. Le ragioni dell' ormai imminente fallimento economico/funzionale sono molte , troppe per essere contenute in questo breve pensiero, però alcune si possono comunque indicare : individualismo, gelosia, comodità per dirne alcune legate al comportamento e poi conflitto d'interessi , speculazioni, posizioni di rendita , potere contrattuale per dirne altre che segnano la strada gestionale e imprenditoriale di molte categorie. Ora forse è veramente finita , anche l'ultima frutta è stata mangiata e non resta altro. O meno, non dovrebbe restare altro , ma purtroppo, anzichè provare a cambiare, si attenderanno ancora i grandi rilanci dati dalle grandi e nuove realizzazioni immobiliari in itenere, che qualcuno pensa cambieranno il volto dei nostri Paesi integrando complessi e strutture di cui abbiamo (a loro dire) urgente bisogno. Purtroppo ci dimentichiamo su cosa si era formato il nostro turismo e su quanto nei tre decenni di crescita 60/70/80 non si è fatto pensando che non avesse mai a finire. Erano i tempi degli Alberghi pieni, agenzie tutto esaurito, bar , ristoranti e pizzerie al lavoro. Bagni marini dalle due alle 12 file di ombrelloni. Le discoteche e sale da ballo , tante e ovenque. Certo un pò di austerity c'è stata ma bazzecole di fronte ad ora. Poi dagli anni 90 in poi , l'inizio dei problemi. Il mare sporco, le strade , i parcheggi, gli alberghi senza bagno nelle stanze, i bar non più per gli aperitivi e i gelati ma sale per fumatori e giocatori di carte. I ristoranti , non tutti per fortuna, divenuti non il centro dove trovare della cultura del cibo tipico ligure , ma una forzata tappa per la sopravvivenza. Le pizzerie sempre più internazionali. Lo shopping anchesso mondializzato. un' avversione per la musica anche del pianobar. Eppure il tanto denaro guadagnato in quei decenni, un po da tutti , dagli imprenditori alle banche, dai commercianti, dagli operatori in grigio scuro ...avrebbe potuto servire a cambiare di un qualcosa il corso delle cose, magari un depuratore, una piccola rete delle acque bianche, un palazzotto sul mare in meno, un ufficio di informazioni turistiche in più, qualche parcheggio pubblico in più , qualche addetto al turismo in più e qualche addetto alle cazzate in meno. Allora si poteva fare , ora non più. Adesso le soluzioni dovranno passare prima dal conflitto sociale che attende di esplodere con i problemi economico-finanziari che covono sotto la cenere.
tmax500 ha scritto il 26 maggio 2008 alle ore 10:46
E' una buona analisi della situazione attuale che senza dubbio condivido anche negli aspetti più critici ,ma che pone necessarie alcune considerazioni. La prima riguarda la necessità di una vera svolta nella politica italiana che , partendo dalla considerazione della struttura dello stato, non illuda con traguardi che comunque non potranno raggiungersi che con tempo lungo. Si ricordi al riguardo le dichiarazioni di Berlusconi , nel riferimento ai mandati consecutivi dei Premier inglesi. La seconda attiene il rapporto politico a scendere, qui dobbiamo riflettere in quanto sono presenti ancora molte contraddizioni , da una parte si sostiene che la politica debba essere rappresentata creando nuove e competenti classi dirigenti (vedasi le scuole formative della politica) , dall'altra la rappresentanza dell'elettorato, fortemente critico per l'assenza della preferenza al voto politico, ma con il potere in quello amministrativo, tende a premiare più il ruolo ed il merito di chi emerge nella società, moltissime volte fuori dai partiti.
Terza considerazione attiene il rapporto di unificazione a livello locale. Sulla questione penso sia più realistico ritenere che non bastino modestia e lungimiranza , ma anche determinazione e volontà di confrontarsi , se necessario anche aspramente, su un nuovo modo di affrontare il futuro politico locale che è pieno di contraddizioni e con necessità di recuperare il tempo perduto. Delle diversità in politica se n'è da sempre fatto una ricchezza , ora bisogna comprendere come farla coesistere all'interno di uno stesso contenitore.
tmax500 ha scritto il 19 maggio 2008 alle ore 15:10
L' Italia è una Repubblica fondata sul lavoro."Quello degli altri" . Dove l'unica industria nazionale è la Fiat , anzi no, scusate ! è il Sistema Statale. I due principali settori di impiego della nazione sono : da una parte il privato: diviso tra privato attivo e privato assistito; e dall'altra il pubblico. Quest'ultimo sta inesorabilmente superando il primo, allargandosi , per ragioni di "sviluppo e di progresso" nel privato assistito che a sua volta riduce, con il principio della concorrenza "sleale o favorita", la parte del privato attivo. Quindi pensare all'eliminazione degli Enti inutili ecc... è si buona cosa, che richiederà coraggio ma soprattutto lungimiranza.
tmax500 ha scritto il 26 aprile 2008 alle ore 14:24
La "verità" è che c'è troppo permissivismo, sia da parte di chi utilizza e "usa" questo tipo di lavoro e chi, conoscendo il bisogno, lo cavalca.
Quando la TV dice che un terzo dei crimini è commesso da extracomunitari e comunitari del tipo dei rumeni ci si deve tutti insieme preoccupare e interrogare , inquanto il rapporto fatto sul totale indica che se su 60milioni di cittadini italiani stanno i 2/3 dei crimini e sui 3milioni di extra e comunitari l'altro 1/3 ,provate a trovare il punto d'incontro ideale e, poi fatta la percentuale, ricavate la percentuale della condizione di rischio. Con il sistema attuale, e con la leggerezza con cui si affrontano questi temi è come andare in auto sempre a tavoletta. Prima o poi cozzi e allora sono cazzi.
Speriamo arrivi presto anche una legge che regoli l'acquisto di immobili da parte di questi soggetti , almeno del tipo degli altri Stati europei.
Saluti.
tmax500 ha scritto il 07 aprile 2008 alle ore 10:59
Con l'avvento delle norme in materia di sicurezza del lavoro e di lotta al lavoro nero si sono evidenziati degli aspetti del settore che potrebbero apparire, la normale e scontata evoluzione di un contesto , quello edile , che ha visto, a partire dagli anni del secondo dopoguerra, nella ricostruzione, divenuta poi la cosidetta "gli anni della speculazione edilizia" , il presentarsi del fenomeno dell'immigrazione regionale quale esigenza ad una richiesta emergenziale di case. Ora così non è , perché quanto accade oggi porta con se seri pericoli di irregolarità e probabilmente anche di illegalità dato i tempi diversi e le motivazioni non più sostenibili. Il crescere della diffusa rete di artigiani edili , è stata sul finire degli anni 90 la panacea, ricercata e percorsa per rendere sostenibile una situazione fiscale e contributiva , già allora molto alta , forse anche troppo pesante.
In quegli anni , l' impresa edile classica , sia generica che di costruzioni quindi, si è trasformata in società di capitale , quasi sempre a responsabilità limitata, per rendersi più flessibile e maggiormente agile nei rapporti di impresa e nei confronti del fisco e del mondo dei controlli, cessando i rapporti con gli operari propri . Molte hanno rinunciato a questa trasformazione, per diverse ragioni, cessando di conseguenza di fare impresa.
E' iniziato a crescere il ricorso all'iscrizione all'artigianato quale stratagemma per rimanere alle "pseudo-dipendenze" , consentendo così il proliferare del subappalto e delle "associazione di impresa" tra artigiani , quasi sempre, non formalizzate , le quali hanno consentito grandi realizzazioni con modesti oneri contributivi e con rapporti contrattuali meno impegnativi e di minor importo , dando adito ad una diffusa ripartizione dei costi che , per sua natura ha comportato una minore tassazione e , soprattutto, una maggiore evasione.
Ai giorni nostri, la mancata successione nel settore edile di figure "nostrane" , causa anche la probabile persecuzione sindacale di un tempo che imponeva la regolarizzazione "esasperata" dell'apprendistato a tutti i costi, ha cagionato il fenomeno che oggi nessuno sembra riesca ad arginare, quello della diffusa irregolarità del lavoro edile e la mancanza di sicurezza.
Allo stato di quanto accaduto vediamo quindi crescere il numero dei soggetti operanti in edilizia , regolari come iscrizione iniziale e poi interamente irregolari nella pratica a seguire. All'interno di questo c' è sicuramente la questione legata ai permessi di soggiorno ecc.., ma ce ne sta un'altra e non meno rilevante legata alla presenza di questa mano d'opera , non tradizionale e temporaneamente occasionale.
In primo luogo , le Società costruttrici possono utilizzare la frammentazione contrattuale per diluire a dismisura le responsabilità connesse all'esecuzione , oltre ad un probabile sistema di ribassi che giungono , al probabile esecutore finale dei lavori, a livelli difficilmente sostenibili per essere congrui anche alla luce dei costi a carico.
In secondo luogo, l' aspetto più preoccupante , quello che oggi una moltitudine di piccoli artigiani sono costretti a percorre se vogliono continuare a lavorare nel settore, avvalersi di mano d'opera extra comunitaria che determina ormai maggioranza nell'organico dell'impresa e che di conseguenza, coalizzandosi tra loro , (hanno compreso il meccanismo già utilizzato negli anni 60/70 dalla manodopera meridionale quando dettava con il cottimo la riuscita o meno della speculazione) ne stabilisce tempi e contesti di realizzazione. Non potendosi escludere pertanto , forme di costrizione e di pressione che possono determinare nell'artigiano la continuità o la fine della ditta.
Questo fatto, rischia di divenire una delle tante criticità permanenti all' interno della società , con una particolarità che non va sottovalutata , quella che è destinata ad aumentare e a soppiantare l' attuale , residuale categoria "nostrana" .
E' quindi presumibile attendersi nel breve e medio periodo alcune conseguenze da questa situazione : una progressiva riduzione della qualità degli interventi, in quanto la formazione è pressoché ormai inesistente.
Una rarefazione delle garanzie previste stante la serie infinita dei soggetti operanti , alcuni assolutamente sconosciuti.
Una maggiore conflittualità tra committente e appaltatore , derivante per l'appunto dal sistema della ripartizione diffusa degli interventi.
Una sempre maggiore indifferenza dei giovani al settore ( oggi è visto non come opportunità di lavoro ma come contesto lavorativo da evitare)
Una seria e preoccupante esigenza di lavoro per l' alto numero di persone impiegate ora nel settore che aumenterà il divario tra lavoro regolare e irregolare con ricadute fiscali e sociali serie.
Questo sistema , perché ormai è tale, così strisciante e così diffuso , la meritoria opera delle forze dell'ordine agisce da contrasto , ma non può da sola raggiungere i livelli di risoluzione che debbono vedere impegnate, le altre forze della società , soprattutto la Politica con una valutazione lungimirante
dell' aspetto delineato, ma anche le Associazioni di Categoria e Sindacali che operano nel contesto , non solo dell'edilizia ma anche della Gestione e rappresentanza della Proprietà, perché alla fine, di chi ne paga gli effetti, sono i cittadini, cioè tutti. Se si continueranno ad emanare Leggi e Norme sempre più vessatorie per il cittadino che certamente non riuscirà a seguire, neanche continuando a sovrapporre costi su costi per parcelle e oneri vari, riempendolo di responsabilità che sono di altri , solo perchè essendo legato dal titolo reale al bene è più semplice espugnare ammende, sanzioni, pignoramenti e quant'altro , non si farà un buon servizio civico. Bisognerebbe partire dalla qualificazione delle Imprese, le quali quando presenti sul mercato debbono anch'esse disporre di valide e concrete forme di garanzia, al fine di compensare , come dovrebbe essere in un corretto rapporto di scambio , la bontà del denaro e dei beni su cui operano e non invece costringere la totalità dei committenti a spaventose, costosissime e inconcludenti peripezie giudiziarie, che comunque lasciano immutate le condizioni dell'impresa "inidonea" che continua a far danni su danni .
Cordiali saluti
tmax500 ha scritto il 14 marzo 2008 alle ore 16:34
Cari Amici mad.max e hi-tec , quasi mai le facili deduzioni in politica hanno successo, la nostra tendenziosità nell' interpretare ciò che si legge impedisce di comprendere appieno il significato reale di ogni azione politica, sia questa piccola e apparentemente insignificante e controcorrente. All' amico mad.max voglio dire che quando non si riesce a sostituire chi prima ricopriva incarichi e oneri , può, anzi deve dedursi, che tanto insignificante e debole non era. A hi-tec ricordo soltanto che basta la semplice operazione numerica per capovolgere totalmente le Sue certezze. Oggi non deve meravigliarsi se l'intera area del centro destra ristabilisce un equilibrio , non di bandiere , ma di valori. Infine lo invito a riguardare con meno acredine, certamente con passione e più serenità alcuni risultati del passato, senza pretesa alcuna che riesca a leggerVi la soluzione. infine non vorrei rompere l'incantesimo che il lettore ha della situazione, ma non mi pare, oltre ad una certamente meritevole e necessaria attività di restailing, iniziata progettualmente nel decennio precedente, vi siano, al momento, i grandi risultati da elogiare , ma anzi alcune serie analisi da effettuare: se avrà tempo e voglia cominciamo da queste :
1) quale fine il Santa Corona ?
2) quale futuro il Cantiere Navale?
3) quale Pietra Città Turismo?
Ecco , abbandonando un pò la retorica vediamo se ha qualche idea . Cordialità.
tmax500 ha scritto il 19 febbraio 2008 alle ore 13:22
Iniziativa molto meritevole e necessaria.
Allo scopo segnalo come l' ANACI che rappresento a livello regionale ha da tempo attivato presso il proprio sito www.anaciliguria.it nella rubrica NOTIZIE " consigli per la tua sicurezza" l' importante trattato sulla materia, redatto dal Comm. Donato Velleca della Questura di Savona.
L'Anaci ha divulgato altresì il trattato (formato Opuscolo) a tutti gli associati affinchè possano fornire l'opera di informazione e conoscenza ai propri amministrati al fine di una conoscenza più puntuale della problematica. Con l'occasione ringrazio nuovamente il Dr. Velleca per l'ottimo lavoro e per l'utilità che questo rende al cittadino e agli operatori. Ringrazio il Comune di Pietra Ligure e il Comandante Corrado per l'iniziativa.
Rozzi Ivano Presidente Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Regione Liguria.

