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Il Golosastro é un Lettore Attento

Nickname: Il Golosastro
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Il Golosastro ha scritto il 17 agosto 2010 alle ore 12:28
Purtroppo il mare mosso non permette in questi giorni di sparare i fuochi in sicurezza (la piattaforma è galleggiante, proprio per motivi di pubblica sicurezza come da disposizioni). Lo spettacolo è rinviato a martedì 24 agosto, sarà anche l'occasione per poter visitare la storica Fiera di S. Bartolomeo (stand - enogastronomia e prodotti artigianali). Spettacolo atteso, ma doppio quindi.
Il Golosastro ha scritto il 22 marzo 2010 alle ore 11:43
Gent.ssimo Pupi, la ringrazio prima di tutto per il suo intervento che ci offre la possibilità di ragionare su un tema tanto importante quanto gli OGM. Il male peggiore non è il parlarne, ognuno portando avanti i suoi pensieri e i suoi dati, anche scientifici, ma il sottacere la questione. Detto ciò, le giro il rapporto della FAO sulla fame nel mondo, quindi, senza entrare eccessivamente nel merito dei 10 punti (ammetto..non è ho le competenze)..mi faccio e le faccio una domanda: realizziamo gli OGM con il fondamentale fine di arginare la fame nel mondo o no? Ovvero, perchè c'è stata questa esplosione di colture di mais e soia OGM nel mondo? Per fini industriali quali il biodiesel e l'allevamento intensivo di bestiame per i paesi sviluppati o per aiutare le popolazioni più bisognose? Se è la prima la risposta corretta allora dobbiamo costringerci a farci un esame di coscienza tutti noi, se pensiamo che sia la secodna la risposta giusta..allora ci sbagliamo: A dieci anni dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione, la Fao ha ammesso il fallimento del programma destinato a dimezzare il numero di persone che soffrono la fame entro il 2015. Secondo il Rapporto Annuale sullo Stato di Insicurezza Alimentare, ci sono infatti nel mondo ancora 854 milioni di persone sottoalimentate al punto che nel periodo 2001-2003 "rispetto al 1990-92 il numero di persone denutrite nei paesi in via di sviluppo è calato di solo 3 milioni, un numero entro i margini dell'errore statistico". "A dieci anni di distanza, ci confrontiamo con una triste verità, non c'é nessun progresso verso quell'obiettivo", ha dichiarato Jaques Diouf, direttore generale della Fao aggiungendo che il calo da 823 a 820 milioni di persone localizzati nei Paesi in via di sviluppo "é da attribuire ad un errore statistico". I progressi più importanti si sono registrati in America Latina che è passata da un tasso di sottalimentazione del 13% ad uno del 10%, nonostante il caso del Venezuela che ha registrato un aumento del tasso dall'11% al 18%. E se anche in Cina c'è stato un calo dal 16% al 12%, la situazione secondo la Fao è ancora troppo preoccupante in Africa centrale dove si rileva un aumento della percentuale di sottoalimentazione passata dal 36% al 56%; nello specifico sono peggiorate le condizioni della Repubblica democratica del Congo (dal 31% al 72%), dell'Eritrea (dal 68% al 73%) e del Burundi (dal 48% al 67%). Per cercare di tenere fede all'impegno preso durante il vertice di dieci anni, avverte la Fao, si dovrebbe ridurre il numero dei sottonutriti di 31 milioni l'anno da oggi fino al 2015 ma allo stato attuale l'aumento della fame nel mondo è in costante crescita, con circa 4 milioni di nuovi denutriti l'anno. Inoltre, sottolinea il rapporto della Fao, sarebbe necessario incrementare lo svilupo rurale nei Paesi nei quali la situazione è peggiore. Tra le altre misure per arginare il fenomeno delle denutrizione, la Fao cita: indirizzare i programmi e gli investimenti verso le "zone più critiche" per povertà e sottonutrizione, rafforzare la microproduttività, creare condizioni idonee per gli investimenti privati, permettere al commercio mondiale di proteggere le fasce più deboli della catena e infine incrementare il livello degli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (APS) per arrivare a raggiungere lo 0,7% del Pil. Secondo Diouf, infatti "il mondo di oggi è più ricco di quello di 10 anni fa e le risorse alimentari sono più abbondanti ma manca la volontà politica di mobilitare queste risorse in favore degli affamati". Ecco la chiave di tutto, l'ultima frase; allora, io, non voglio essere preso in giro da una mistificazione dolosa, lucrosa e immorale della realtà. Poi stiamo pure a pettinare le bambole sul mais naturale attaccato da malattie cancerogene, ma ahimè, ho timore che stiamo dissertando sulla punta di un iceberg mentre è della base del sistema e delle finalità che dovremmo ragionare.
Il Golosastro ha scritto il 11 gennaio 2010 alle ore 12:15
..che dire..non mancate!! Questo libro rappresenta un pò le nostre radici enogastronomiche e poi..come dire di no al pandolce e granita di Sem??
Il Golosastro ha scritto il 22 dicembre 2009 alle ore 19:10
Che dire....sempre più esterefatto di come soldi pubblici vengano utilizzati non per promuovere le tipicità e le tradizioni dei nostri luoghi (e intendo di tutta Italia), ma per fare errata informazione e pressapochismo che aprono le porte a "infiltrazioni" di prodotti non certo tipici e non certo d'eccellenza..come te caro Bruno sono entrato nel sito Italia.it. Come giustamente affermato dal Presidente Vaccarezza..noi non esistiamo..(forse in Francia accetterebbero la nostra richiesta di asilo politico di una Provincia??)...e ora arriviamo agli errori che sono riusciti a fare in così poche righe: nel basilico manca il Grana padano, il pecorino è quello sardo e nel pesto ci sono quindi ben 4 DOP (e visto che la dop è un valore mi pare giusto non citarla..che se no i turisti si accorgono che da anni mangiano parmesan pensando che sia o parmigiano o grana padano). Poi..la pollera nera..chi ne ha una bottiglia la pago a peso d'oro..poi perchè pigato di Salea di Albenga???????????perchè salea??? avranno fatto copia incolla dal sito forse della nota manifestazione... Poi la bestialità dello stomaco ripieno...(parte usata si, ma per altri piatti soprattutto nelle alture levantine)...con un ripieno imbarazzante (due dei tanti ingredienti, forse perchè quello è il ripieno delle cime industriali che si vendono nei supermercati????). Poi la torta pasqualina....ma che erbe!!!! bietole di base e poi si alcune erbette come gusto..ma diamine sennò ogni torta di verdure diventa paqualina (ed ecco che torniamo all'alto valore EDUCATIVO e DIDATTICO di questo meraviglioso sito... Poi...focaccia di pane??????????????? ma che cosa stiamo dicendo? non solo è sbagliatissimo..ma peraltro è pure errato concettualmente..il pane non è mica un impasto ma è già un preparato..poi i cubeli..forse volevano dire gubeletti..insomma...ridicolo!!! irrispettoso...sbagliato...e poi continuiamo così che intanto da domani la torta paqualina la potremo comprare in un mac donald's...
Il Golosastro ha scritto il 01 dicembre 2009 alle ore 14:17
Carissimi "Golosastri", ringraziando, come sempre la Redazione di IVG per l'attenzione ai comunicati Slow Food, vorrei aggiungere solo che il 10 di Dicembre sarà una data importantissima in almeno 150 paesi di tutto il Mondo. Il primo Terra Madre Day vedrà ribaditi 7 punti cardine e valevoli per tutta l'umanità. I festeggiamenti per la Giornata di Terra Madre focalizzeranno l'attenzione sull'importanza di "mangiare locale" e sul diritto di tutte le comunità a rivendicare e assicurarsi: Accesso a un cibo buono, pulito e giusto L'approccio di Slow Food all'agricoltura, alla produzione alimentare e alla gastronomia si basa su un'idea di qualità del cibo definita da tre princìpi correlati fra loro: buono, pulito e giusto. Buono: una dieta quotidiana fresca e saporita che soddisfi i sensi e faccia parte della nostra cultura locale; pulito: prodotto senza danneggiare l'ambiente o la salute dell'uomo; giusto: che garantisca ai produttori condizioni e guadagni equi e ai consumatori prezzi accessibili. Slow Food lavora per difendere il diritto di tutti a un cibo buono, pulito e giusto e sottolinea che piacere e responsabilità devono andare di pari passo. Biodiversità agricola e alimentare Nel secolo passato abbiamo perso oltre l'80% della biodiversità alimentare: un terzo delle specie bovine, ovine e suine autoctone sono oggi estinte o in pericolo di estinzione; 300.000 specie vegetali sono estinte e continuiamo a perderne una ogni sei ore. Slow Food è impegnato nella salvaguardia di cibi, metodi di coltivazione e lavorazioni di qualità, sostenibili e tradizionali, nella difesa della biodiversità delle varietà coltivate e selvatiche, nella salvaguardia delle razze animali autoctone. Produzione alimentare di piccola scala Il sistema iper-produttivo basato sull'agricoltura industriale e sulla globalizzazione ha fallito. Non ha nutrito il pianeta - oggi un miliardo di persone è privo del minimo per sopravvivere -, ha inquinato la terra e l'acqua, ha distrutto l'identità culturale di intere popolazioni e ridotto drasticamente la biodiversità. La produzione alimentare di piccola scala, basata sulle comunità locali, serba saperi capaci di mostrarci la via verso un futuro migliore. L'approccio migliore all'agricoltura e alla pesca, soprattutto nelle regioni più povere del pianeta, rispetta le culture locali e si basa sulla saggezza delle comunità locali. Sovranità alimentare Tutti i popoli devono essere in condizione di preservare la capacità e la libertà di decidere cosa coltivare, come trasformarlo e di cosa nutrirsi quotidianamente. Specialmente nei paesi in via di sviluppo, mantenere le tradizioni e i saperi agricoli è di vitale importanza per la salute delle comunità e delle culture. I piccoli agricoltori stanno perdendo rapidamente la terra destinata alla produzione locale - riconvertita per i prodotti da esportazione e per la produzione di biocarburante - così come il loro bene più prezioso: i semi. Comprando i semi dalle compagnie che brevettano le varietà più produttive, abbandonano le colture tradizionali a vantaggio di quelle che richiedono un uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi, e che sono destinate all'esportazione o alla produzione di foraggio. L'educazione è cruciale per promuovere la sovranità alimentare. Conoscenza delle lingue, delle culture e delle tradizioni Tutti i popoli devono avere la possibilità di salvaguardare la loro lingua, la loro cultura e i loro saperi tradizionali. Abbiamo coniato l'espressione "comunità del cibo" per descrivere una nuova idea di economia locale basata su cibo, agricoltura, tradizione e cultura. Sottolineando l'importanza delle comunità del cibo e del lavoro fondamentale che svolgono, restituiamo dignità culturale ai piccoli produttori e valorizziamo i loro saperi e le loro competenze. In questo modo aiutiamo anche le comunità indigene a tutelare la loro cultura e il loro stile di vita e a far sì che il loro bagaglio di conoscenze sia tramandato alle nuove generazioni. L'educazione è essenziale per garantire la diversità culturale. Produzione alimentare responsabile verso l'ambiente L'agricoltura e la pesca sono strettamente legate all'ambiente. Non possono essere trattate come settori dell'economia, soggetti alle leggi della domanda e dell'offerta. Dobbiamo far sì che la produzione alimentare elimini o riduca l'uso di sostanze chimiche, protegga la fertilità della terra e i nostri ecosistemi idrografici, elimini o riduca gli sprechi, promuova le fonti energetiche sostenibili. Commercio equo e sostenibile La giustizia sociale e il commercio equo si possono realizzare attraverso un sistema produttivo che rispetti i produttori, garantendo loro un giusto guadagno e al tempo stesso prezzi accessibili per i consumatori, rispettando la diversità culturale e le tradizioni. Una filiera alimentare breve è uno degli elementi chiave dell'agricoltura sostenibile. Le reti del cibo locali limitano l'impatto ambientale grazie alla riduzione dei trasporti, valorizzano la produzione locale e contribuiscono a preservare la cultura alimentare di ogni regione. Inoltre, riducendo il numero di passaggi intermedi, è possibile ottenere condizioni economiche eque sia per i produttori sia per i consumatori. Se volete vedere chi farà che cosa e dove..entrate in http://www.slowfood.com/terramadreday/pagine/ita/mappa.lasso Per prenotazioni: 3474682274
Il Golosastro ha scritto il 09 ottobre 2009 alle ore 10:36
Molti dei ristoranti (non tutti a mio modesto parere) hanno ricevuto conferme meritate...ma quando queste blasonate guide investiranno in visite ai ristoranti emergenti? Molti giovani del nostro territorio stanno portando avanti realtà di eccellenza, giusta sperimentazione coniugata alla tradizione. I vari trait d'union fra il nostro territorio e queste guide spingano verso nuove valutazioni, bene valorizzare i capisaldi della nostra ristorazione, ma apriamo queste forme di giusta promozione anche alle nuove realtà ristorative...alcuni cuochi del nostro territorio, mentre faticano a crearsi una loro clientela, ricevono proposte invitanti dai vari grandi per lasciare la nostra regione....dopo la fuga di cervelli non possiamo permetterci anche la fuga dei futuri grandi chef.
Il Golosastro ha scritto il 28 settembre 2009 alle ore 19:11
Stavo scrivendo il prossimo articolo...e mi sono fermato..davanti a certe situazioni alcuni pensieri diventano assolutamente secondari. Io conosco Alessio e conosco molto bene alcuni suoi amici che gli sono stati vicini in tutti questi mesi e che hanno sofferto insieme a lui. Ero sempre aggiornato sulla situazione e nei momenti di maggiore crisi, a fronte dei resoconti drammatici, io e mia moglie abbiamo pianto, lacrime per un ragazzo che rischiava di lasciarci. Intorno a lui si è formato un gruppo di amici, medici e parenti in una catena di aiuto che fa onore a tutti loro. Spero che il dirigente dell'assicurazione deputato a decidere del "valore della vita" di Alessio non interrompa questa catena di sensibilità, coraggio e umanità. Deve prevalere il buon senso e, ora parlo da uomo di marketing, anche l'opportunità da parte dell'Assicurazione di mostrare a clienti e non il suo volto umano. In caso contrario la succitata società perderebbe una grande occasione; sono quindi certo che il responsabile che sicuramente ci legge risolverà prontamente e per il meglio questo ultimo calvario di Alessio.
Il Golosastro ha scritto il 09 ottobre 2008 alle ore 19:33
Come sapete, non sono solito intervenire con commenti, se non di risposta a commenti fatti alla mia rubrica. Quindi passerò oltre alla leggerezza con la quale si affrontano problemi legati alle religioni non nostre, segnale comunque di non interesse ad approfondire tematiche che riguardano la cultura in generale, nostra prima che degli altri, e rispondo (ringraziandolo per la sua bontà) a Bruno che spesso mi chiama in causa in argomenti che tanto mi appassionano. E gli rispondo promettendogli non solo un breve commento, bensì un vero e proprio articolo...qualche giorno per portare a termine degli impegni lavorativi e ci faremo una passeggiata fra antichi castelli e evocativi manieri..a scoprire che..ad esempio..la forchetta fu utilizzata per molti secoli solo dai nobili; visto che la nostra religione bollava come peccato di gola la fame dei poveri e i buoni Prìncipi sì bisbocciavano, ma non toccando il cibo ritenuto non impuro..ma corruttore! O scopriremo che centinaia di donne finirono al rogo per una non corretta gestione delle scorte di graminacee. E...più ci penso più si aprono cassetti della memoria..o meglio dire..dispense..scopriremo che l'amaro nasce per mantenere più a lungo i poteri delle erbe officinali. Posso solo anticiparvi che le istituzioni religiose sono state sempre innovatrici e..depositarie delle tecniche di vinificazione..distillazione etc...non a caso...gente spenderebbe centinaia di euro per bersi un...Dom (Don) Perignon! Ah...un pò di pubblicità...Sabato 25 Ottobre gita al Salone del Gusto...per maggiori info..leggete il mio articolo che uscirà a brevissimo. Saluti Golosi
Il Golosastro ha scritto il 29 maggio 2008 alle ore 09:51
Caro Christian, non solo in questa manifestazione il vegetariano potrà trovare un menù rispettoso del suo pensiero, ma saranno gli onnivori come il sottoscritto che, una volta tanto, saranno "costretti" a degustare solo verdure e sarà solo che un piacere dei sensi..E' giusto riscoprire il gusto delle verdure della nostra terra e intendo le verdure che per mangiarle non devi aprire la confezione come se fosse un pacchetto di patatine!!
Il Golosastro ha scritto il 22 maggio 2008 alle ore 12:39
Noto con piacere il banner di Sagralea, prevista per i primi di settembre. Anche questi sono buoni segnali di una "apertura" e di comunicazione al pubblico; l'anno scorso avevo scritto un articolo proprio su tale manifestazione...spero vivamente che gli organizzatori siano lettori di IVG e comunque auguro loro buon lavoro per i preparativi.
Il Golosastro ha scritto il 09 aprile 2008 alle ore 10:23
Grazie mille Bric...pensa che non mi sono nemmeno accorto che fosse il "mio" compleanno, che è poi il compleanno di tutti quelli che in questo tempo hanno voluto discutere con me di temi legati intimamente alla vita di tutti i giorni, alle nostre tradizioni e al gustoso mondo della cultura enogastronomica.. Allora il 18 offrirò un paio di bottiglie di spumante per festeggiare..un altro motivo buono per partecipare...a cosa? Non vi resta che leggere il prossimo articolo!
Il Golosastro ha scritto il 27 marzo 2008 alle ore 10:48
Domenica pomeriggio di tanti anni fa: io con qualche amico a bere la "spuma" alla Società delle Fornaci, un rumore... più che un rombo..uno sferragliare. Da una moto più che vecchia, consumata, scende un personaggio già strano nei suoi abiti da motociclista. Entra nel bar accolto come il vincitore di un gran premio, fra applausi al limite dello scherno; ma leggo nei sorrisi delle persone un certo qual rispetto o forse solo invidia per una persona che viveva..come voleva vivere. Si ferma davanti a noi e ci chiede se abbiamo anche noi la "motocicletta", alti ancora come il bancone gli rispondiamo che non abbiamo ancora l'età e lui, con un sorriso paterno ci assicura che.... arrivato il giorno, sarà lui a insegnarci a diventare veri centauri. Presa la mia prima moto ho pensato a lui e ogni volta che parcheggiavo in piazza Mameli gli ricordavo questo fatto...ma lui oramai cercava lo spicciolo e palesava il suo dispiacere a parlare dei tempi andati. Allora..egoisticamente..preferisco ricordarlo quando sfrecciava per le vie cittadine anticipato dallo sferragliare della sua moto, da uomo che viveva.....come voleva vivere.
Il Golosastro ha scritto il 14 marzo 2008 alle ore 15:40
Quiliano sta portando avanti un percorso interessante di riscoperta delle sue tipicità. Vero è, e questo è un problema di tutti gli enti pubblici liguri, a fronte di tale impegno, anche economico, non corrisponde una giusta opera di promozione all'interno degli stands. Ieri sono rimasto qualche minuto davanti allo stand di Quiliano (al quale riconosco il merito, forse l'unico Comune, di aver messo su uno stand all'interno dell'Expo). Più che davanti quasi all'interno. Dicevo: sono rimasto qualche minuto (minuti non secondi) a sfogliare le brochure, a guardare le bottiglie di buzetto esposte (rigorosamente fuori frigo, nessuna aperta e senza alcun bicchiere per l'assaggio), a leggere i vari cartelli cercando il più possibile di dimostrarmi interessato, ma senza fare il cosiddetto primo passo per un discorso con i responsabili (quindi comportandomi come fa il 99% dei visitatori standard). Ebbene, nessuno dei soggetti "presidianti" lo stand si è avvicinato: i titolari dell'azienda si sono guardati bene di aggiungere informazioni sui loro prodotti a una persona che da qualche minuto guardava incessantemente le loro bottiglie; le due persone deputate all'altra parte dello stand non mi hanno nemmeno degnato di uno sguardo. Ecco...ecco quello che penso e vado scrivendo ormai da un pò. Ottime le iniziative di comprare spazi espositivi nelle fiere, ma il grosso non l'abbiamo ancora risolto, la capacità di parlare con il pubblico, di promuovere i propri prodotti, di essere organizzati. Fra poco ci sarà il Vinitaly dove ho timore che rivedrò la "situazione ligure" dell'anno scorso. Comprare i contenitori senza essere capaci di metterci dentro il contenuto, purtroppo serve a ben poco se non a sprecare dei soldi. Ho utilizzato questo articolo, ma tutti gli enti pubblici devono capire che se non iniziano a ragionare secondo il mercato al quale vogliono parlare...la torta di riso continuerà a essere finita, perchè l'esempio da me citato (e potrei farne mille altri identici) non solo non è positivo, ma è deletereo per gli ottimi prodotti del nostro territorio.
Il Golosastro ha scritto il 01 marzo 2008 alle ore 16:41
Per amore di precisione io sono uno dei responsabili del sito e tutti facciamo capo al co fiduciario della Condotta di Genova Livio Caprile. Colgo l'occasione per anticipare che tante novità avranno luogo sul nostro territorio ad opera dell'Associazione. Iniziate con il tenervi liberi il 30 di Maggio....seguirà un mio articolo...bravi Scarpa, Venerucci e Cavallo...e bravissimi i quasi mille bambini che parteciperanno..per ora posso dire solo questo..a presto
Il Golosastro ha scritto il 13 febbraio 2008 alle ore 17:30
Caro Bruno, ti ringrazio per la tua fiducia nella mia conoscenza storica, ahimè, in questo caso non così ben riposta. Nel complimentarmi con DS per l'esaustivo e interessante sunto storico, posso solo accennare alla leggenda che vuole il matrimonio delle acciughe con il sale fatto da parte dei contrabbandieri per evitare, coprendo di acciughe il sale, di pagare .....salati balzelli ( a quei tempi il sale era soggetto a forti tassazioni). L'utilizzo delle acciughe sotto sale nella cucina piemontese è elemento fondamentale di tante ricette: la bagna caoda, le acciughe al verde, bagna d'infern, etc...ahimè la tessera del sale mi sfugge..quindi Bruno, ti giro la palla per sapere anche io di una "tradizione" che ci accomuna ai nostri cugini piemontesi. Parlando di bagna caoda...vi invito a leggere il mio commento sull'ultimo mio articolo...
Il Golosastro ha scritto il 12 febbraio 2008 alle ore 10:45
Dario come sempre i tuoi complimenti sono un grande piacere, visto il tuo alto lignaggio Onavista!! Beautiful e un posto al sole hanno fatto scuola .... Sul più bello rimando alla prossima puntata; visto che molti hanno giustamente fatto rilevare che alcuni articoli erano un pò troppo lunghi ho deciso di seguire i loro consigli. Colgo l'occasione per comunicare a tutti che domenica 17 febbraio, presso il Ristorante "La Greppia" sopra Albisola Superiore, ci sarà una cena luculliana targata Condotta Slow Food 385: località Vetriera, Gameragna (sulla strada da Albisola Superiore per Sassello, poche centinaia di metri dopo La Pace) In un locale rustico e accogliente, vero e proprio pezzo di storia, assaggeremo i piatti tipici della tradizione di un territorio sospeso fra le montagne e il mare. ANTIPASTI Focaccia di Recco Sufflè di peperoni con bagna ca?da PRIMO Ravioli verdi con crema alle mandorle Polenta con sugo di costine di maiale, salsiccia e fonduta SECONDO Coniglio alla Ligure DOLCE Spumone di meringa Caffè Digestivi Costo della cena: 27 e SOCI SLOW FOOD - 30 e NON SOCI (VINI COMPRESI) Che altro aggiungere? Ci saranno ottimi ....abbinamenti cibo-vino. Per info e prenotazioni fulviosantorelli@ivg.it