Reputazione:
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Bradypus d'origine inconnue é un Novellino
Nickname: Bradypus d'origine inconnue
Registrato dal: 25 novembre 2008
Età: 37-45
Residenza: Albenga
Genere: Maschio
Registrato dal: 25 novembre 2008
Età: 37-45
Residenza: Albenga
Genere: Maschio
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 01 aprile 2009 alle ore 20:40
Auguri! Bel lavoro, davvero...
(detto seriamente anche nel "giorno dei pesci d'aprile"...)
Saluti bradipi
effe
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 04 gennaio 2009 alle ore 19:55
Credo che l'oscurità nasca dall'ambiguo "saldo naturale"... negativo (nelle statistiche demografiche chiamano così la differenza tra i decessi e le nascite). In Liguria e a Savona continuano ad esserci ogni anno più morti che nascite; in compenso esiste una mobilità, con nuovi residenti provenienti dalle altre province liguri, dalle altre regioni italiane e dai paesi stranieri. Da qui il saldo positivo segnalato dall'articolo, sia per il primo semestre gennaio-giugno 2008 rispetto al periodo gennaio-giugno 2007 sia nel confronto tra il periodo giugno 2007-giugno 2008 rispetto ai 12 mesi precedenti.
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 01 gennaio 2009 alle ore 19:31
Errai, signora Pieri; assai gran tempo, e di gran lunga errai.
A capodanno alfin per entro il fumo / De' sigari onorato, al romorio / De' crepitanti pasticcini, al grido / Militar, di gelati e di bevande / Ordinator, fra le percosse tazze / E i branditi cucchiai, viva rifulse / Agli occhi miei la giornaliera luce / Delle gazzette pur sempre veraci. / Né men conobbi ancor gli studi e l'opre / Stupende, e il senno, e le virtudi, e l'alto / Saver di Ciangherotti. Così vedendo, / E meditando sovra i larghi fogli / Profondamente, del mio grave, antico / Errore, e di me stesso, ebbi vergogna.
Gent.ma Antonella Pieri, eccoLe qui la mia pubblica accorata palinodia, seppure in un pigro e spudorato plagio leopardiano, visto che Lei invoca nientemeno che la somma incontrovertibile autorità dei locali giornali quotidiani.
Del resto, per quanto linguisticamente pittoresco Le possa essere apparso il primo commento del bradipo-lettore alla notizia e alla sua virulenta fonte, il senso del testo è evidente e chiaro a chiunque voglia intenderlo, anche se espresso in immaginosa satira lieve. Che le "denunce" del signor Ciangherotti siano talvolta un mezzo (spesso deformato e deformante) e non un limpido fine in sé, vuole essere una semplice opinione - poco originale, peraltro, ad Albenga - e delitto di lesa maestà quindi non v'è.
Cosa vuole che Le dica delle banali ovvietà espresse di volta in volta sulla necessaria tutela delle cosiddette fasce sociali più deboli? Vediamo di non giocare ai finti ingenui: è ovvio che qualsiasi discorso serio non possa che partire da un elementare dato di realtà, cioè che tutti i Comuni, quale che sia il colore politico dell'amministrazione, devono fare i conti con le limitate risorse di cui dispongono. Ciò vale per Albenga come per Loano, che non sono né l'una città né l'altra cittadina il paese di bengodi.
Non a caso a rinforzare la trama della società civile da sempre concorrono meritoriamente le molte associazioni di volontariato di ispirazione laica e religiosa, che tuttavia non si perdono in parole altisonanti e in puerili proclami, ma agiscono con "fatti" e proposte concrete, e forse per questo raramente ascendono all'onor delle cronache. Come ognuno sa, il Cesavo documenta da anni una realtà molto attiva per il nostro territorio, Albenga compresa; se il Suo sguardo preferisce non andare oltre l'esistenza del Cav-i, pazienza, non me ne faccio un gran cruccio.
Partendo da tutto ciò, si può certo discutere se ad Albenga ci si trovi di fronte a una buona o cattiva amministrazione per quanto riguarda i servizi sociali. Ciò nondimeno, volgari e basse reiterate insinuazioni di "disumanità" o di "poca sensibilità", secondo l'eco delle Sue parole, non mi sembrano - permetta la rude sincerità - in sé degne di considerazione. Vacuità per vacuità, trovo intellettualmente più stimolante sondare le origini implicite di tali dicerie.
Con prolissa e polemica cordialità: buon 2009
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 30 dicembre 2008 alle ore 17:25
Parabole e papere: de te fabula narratur... Ammetto candidamente di non avere del tutto chiara l'origine sublime - se non subliminale sublunare subnormale, verrebbe quasi in poetica modernista lingua da glossare, rigoroso latino etimo alla mano, beninteso - del profondo, viscerale e rancoroso accanimento del giovin signore Ciangherotti Eraldo nei confronti del forse troppo mite assessore ingauno ai servizi sociali Salata Alfonso. Ma tant'è che, di vampa in vampa, da tale oscuro impeto d'ira senza tregua trascinato, tra specilli, portaimpronte, apribocca e archetti, eccolo sollevare di giorno in giorno sempre più sovente tra le torri e i leoni spazientito il capo, per salire con passo imperante e fiero sul troneggiante pulpito dorato.
Vuota -ahimè - la platea, quando assenti si fanno da acuti vaganti megafoni, fogli volanti e vivaci locandine picte i nomi insigni di politici, vescovi e prelati; e la voce fioca talvolta si dissolve, così, arida e bolsa in un falsetto. Vox populi vox dei: ma inappagato di gloria gloriola e fama, l'alto sempre a parole e nobile animo del fido cavaliere senza ancor né trono né altare né consigliare turrito plebeo scranno, timido e stizzito ripone le sue sonore vocali insegne per muovere - mutata scena - cupo e inquieto i pensierosi passi nel suo studiolo. Un lampo. Così s'alza d'incanto gravida e prolifica la sua profetica saettante penna. E giù, con cupida rabbia e bile incensurata, a violare la bianca trama vergine del foglio nel vergare in serie infinita comunicati superbi, fosche novelle, inesauste invettive e tonanti crude facezie tali e tante da riempire virtuali gazzette e quotidiani giornali in brevi zeppe... Che farci? Anche questa è Albenga, in fondo: parvula e magna quant'altre italiche città di riviera.
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 22 dicembre 2008 alle ore 19:43
Contabilità di pesi e misure?
Quel poco di sonorità di voce che ha la Liguria è appunto dovuta al suo peso economico che non è del tutto marginale su scala nazionale in rapporto all'estensione di popolazione e territorio; insomma, credo che regioni come il Molise o la Basilicata abbiano parecchi più problemi della Liguria a portare di fronte allo Stato e al Parlamento i problemi specifici del loro territorio (e ne hanno di certo più di noi).
Sui residenti intermittenti: sì, entro certi limiti e se ci trovassimo in una situazione di risorse non-limitate, d'accordo con Lui la Plume (penultimo commento); tuttavia, siccome si deve fare i conti con un budget che per Comuni ed Enti locali è quello che è, mi sembra naturale che prioritarie siano le esigenze dei residenti stabili che devono poter fruire dei servizi durante tutto l'arco dell'anno.
Detto un po' brutalmente: è legittimo che chi ha "forti interessi", seppure non residente stabile, possa dire la sua, ma ancor più valgono le esigenze di quei residenti i cui unici "forti interessi", molto più volatili e talvolta non considerati a sufficienza, sono quelli di vedersi garantiti quotidianamente sul territorio tutti quei servizi che gli consentano una esistenza almeno dignitosa. Non mi avventurerei, insomma, su un piano inclinato che rischia di accelerare la caduta in direzione di un discorso a carattere censitario e/o semplicemente patrimoniale...
Inoltre, il sig. Bruno Pirastu mi sembra che ponga obiezioni non da poco: il proliferare delle seconde case con interi palazzi i cui appartamenti rimangono per la maggior parte vuoti 10/11 mesi l'anno, comportano talvolta problemi persino a livello condominiale per i residenti. Il pagamento dell'Ici è una contropartita sufficiente etc. nell'economia del tutto? È lecito dubitare...
"Buttare" le province (sic)? Addirittura... :); e poi che ciò fatto sarebbe davvero possibile recuperare "quel poco di indispensabile" (sic; mah!) "facilmente" mi sembra affermazione alquanto ottimista, detta in Italia in questo particolare momento storico. Personalmente, rimango contrario al pari di qualche ora fa.
Saluti
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 21 dicembre 2008 alle ore 22:30
1) Abolizione Provincie? Mah! AN vuole portare la questione in Regione per fare pressione su Roma e l'on. Scandroglio (FI) ha già depositato in Parlamento una sua proposta di legge: sarebbe possile recuperare circa 16 miliardi di euro, dice, che potrebbero essere spesi dallo Stato più proficuamente. L'Udc incalza, l'Idv ha plaudito alla campagna di Libero, il Pd fa i suoi distinguo e la Lega Nord, come si sa, per le sue note ragioni nicchia...
Personalmente, non sono per nulla convinto; in un'Italia frammentata in 8.000 e più comuni svolgono una loro funzione. Concordo solo in parte con Lui la Plume: bisognerebbe, questo sì, razionalizzare ed eliminare le "ridondanze di competenze", tagliare dov'è possibile, avendo il coraggio politico di eliminare le province veramente superflue e armonizzare. Soprattutto, non vanno moltiplicate. Su questo, almeno, mi pare che ci sia il consenso di tutti, persino dell'unione province italiane e della Lega...
È vero, come sostiene Bertolotto, che ridisegnare i confini amministrativi tenendo conto dell'omogeneità dei territori potrebbe essere una soluzione (un esempio concreto: l'STL - sistema turistico locale - savonese ha seguito i confini della provincia, ma più proficuamente avrebbe potuto seguire la mappa tracciata appunto da Bertolotto...).
Non so se e fino a che punto sia possibile intervenire a breve o medio termine in quella direzione, e quando si va verso i confini con altri Stati, mi pare che le cose si complicherebbero parecchio anche per noi liguri (che si fa se Ventimiglia chiedesse di entrare in orbita francese? Siamo disposti, come italiani, a cedere sovranità?); non condivido però la critica alla Regione e soprattutto l'idea di Vespa che andrebbe abolita tout court come ente. Secondo me, la Regione può fornire da una parte il contrappeso agli eccessi di localismo che spesso esprimono le province (esistono conflittualità tra territori limitrofi, etc; e non è che la varietà territoriale sia di per sé un disvalore...); allo stesso modo la Provincia lima - o dovrebbe farlo - gli eccessi municipalistici etc. E poi, la voce di una provincia è troppo fioca per arrivare sino a Roma (a malapena ci arriva quella di una piccola regione come la Liguria!). E che dire di contenziosi come quello della Liguria con Trenitalia, che interessa i savonesi non meno degli spezzini? etc. etc.
E dunque? Intanto si può e si deve sfruttare sino in fondo la carta della cooperazione interprovinciale e interregionale, fruendo di tutte le agevolazioni finanziarie (e non sono poche) messe a disposizione dai fondi della Comunità Europea. Insomma il discorso diventa lungo e articolato. E dunque, chiudo qui.
Saluti
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 21 dicembre 2008 alle ore 22:19
A rebours, in omaggio al poco aureo clima di politica décadence (scusate l'apparente lunghezza, ma intanto in questo trino-commento ogni punto sta autonomamente a sé, anche se i temi si intrecciano).
3) Concordo, certo, con il barba-canuto Marco Bertolotto: senza partiti - o con partiti deboli e sempre meno rappresentativi delle necessità della società e dei cittadini - la democrazia implode su se stessa.
Riforma dei partiti? Semplificando parecchio: sì, devono risolvere una buona volta tutti quei problemi che si trascinano da decenni (e non certo da ieri), come la democrazia interna, la trasparenza, la vera permeabilità alla società civile, il ricambio generazionale, etc. etc., adottando, insomma, i necessari correttivi affinché i partiti (intendo in generale, come "istituto") non si riducano sempre più a semplici utili strumenti in mano a ristrette oligarchie e correlate clientele che si spartiscono amabilmente tra di loro potere e affari. In Italia si discute da anni se serva o meno una vera e propria legge sui partiti a integrazione e disciplina dello stringato articolo 49 della Costituzione. Quando e quale che sarà l'esito di ciò, intanto è già da tempo chiaro che i partiti devono ritornare ad avere al più presto quella alta funzione di mediazione tra i cittadini e le istituzioni, e soprattutto di attivo filtro selettivo che garantisca l'accesso alle cariche pubbliche di persone oneste, motivate e competenti, e non affabulatori e faccendieri vari. La (lunga) crisi che stanno attraversando le culture politiche (a destra a sinistra e al centro) complicano le cose: questo almeno, credo, vada concesso a tutti coloro - e non sono pochi - che sono politicamente impegnati a risolvere con spirito civico e democratico simile garbuglio.
2) Territorio: capisco che da noi il tema paradossalmente appassioni poco, nonostante si ripetano clamorosi segni di scollatura tra parte non trascurabile della cittadinanza e scelte delle amministrazioni elette democraticamente (ancora oggi sulla Stampa ed. SV la Polemica di R. Cuneo-Italia Nostra sul Puc di Savona...) e tuttavia interrogarsi seriamente sui limiti fisiologici della rappresentanza per semplice delega elettiva e la possibile adozione di "istituti" correttivi per "ridare voce al nostro territorio" partendo da un maggiore coinvolgimento diretto dei cittadini stessi nelle scelte e nei controlli a livello di Comune, Provincia e Regione non sarebbe male, senza ridurre il tutto alla solita invocazione del referendum che da solo - nel suo schematismo binario di sì no - poco o nulla può risolvere nella maggior parte dei casi... I primi attori di questa riflessione dovrebbero essere, appunto, (coadiuvati da tecnici ed esperti) partiti, politici e amministratori che evidentemente fanno però fatica a staccare dalle porte e portoni dei loro uffici e sedi il cartello "Non disturbate il manovratore, ne riparliamo alle prossime elezioni". E intanto la fila alle urne si assottiglia...
Saluti
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 19 dicembre 2008 alle ore 15:55
Per Vincenzo Cuomo
Vedo che lei interpreta l'iniziale piccola provocazione giocata un paio di giorni fa sul filo del paradosso, per ludica contestazione di quelle che mi sono parse (e tali seguito a ritenere) delle forzature di parte nella lettura dei dati delle primarie, come "opinione di `relegare' l'ex Presidente a vita Privata", definendo di conseguenza "un tantino illibertario" l'intervento di cotanto bradipo melomane.
Ohibò, che le posso dire? Non mi sembra il caso di aprire un dibattito ermeneutico su quale sia il miglior modo di interpretare tali bradipi svaghi di pensiero, ma credo che nei due successivi scambi di opinione avuti, ciò sia abbastanza chiaro, non contenendo essi allegati in calce né petizioni per provinciali purghe staliniane né surreali proposte di confino.
Per quanto riguarda le primarie: come probabilmente lei sa meglio di me per più lunga esperienza di vita, la "certezza soggettiva" non significa necessariamente "verità oggettiva"; definire incontrovertibile un'opinione, se non ci si mette prima d'accordo su quali possano essere i parametri di giudizio, dal punto di vista del pubblico dibattito non porta da nessuna parte. Senza argomentazioni discutibili (cioè, letteralmente, passibili di essere discusse), mancano i presupposti stessi di un confronto e la cosa muore lì, chiusa nell'infruttifera aridità di opposte formule.
In alcuni suoi precedenti commenti, risalenti a novembre, noto il suo entusiasmo - mi passi benevolmente la battuta - "risorgimentale" per le iniziative dell'ex presidente Bertolotto e sodali. Con solenne quanto semi-serio piglio polemico, mantengo audace le mie obiezioni in parte precedentemente espresse, e continuo - ahimè - a non condividerlo avendo, evidentemente, altre opinioni. Me lo consente, con liberale generosità?
Un saluto
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 19 dicembre 2008 alle ore 15:52
Ciao quovadisdomine, pardon ma ho letto un po' in differita solo oggi.
Grazie per gli apprezzamenti, troppo gentile; ricambio con un invito a continuare a (de-)scrivere, naturalmente, il tuo punto di vista: una voce in meno, se ha qualcosa da dire, è sempre un impoverimento, no?
La Provincia di Savona come laboratorio, "in cui sperimentare nuove formule e nuovi equilibri", dici. Non credo che né questo né la nascita di un nuovo soggetto politico di per sé abbiano virtù sufficiente per scalfire minimamente il problema di fondo, cioè la distanza tra le istituzioni, i cittadini e la rappresentanza politico-amministrativa delle loro esigenze e richieste, problema reale ed evidente anche da noi.
Certo, "ridare voce al nostro territorio": e chi nega sia un ottimo proposito? Ma è uno slogan che si sente ripetere da autorevoli esponenti di un po' tutti i partiti, dall'estrema desta all'estrema sinistra! Sul come in concreto intendono attuare questo buon proposito, mi sarò distratto, ma grandi discorsi non è che ne abbia sentiti molti, però. Così tutto si riduce al "votate le mie buone intenzioni", non credi? Che a farlo sia un partito "tradizionale", una lista civica o quant'altro, per me è irrilevante. Dalla politica, personalmente, mi aspetto qualcosa di più anche a livello locale.
Guarda: a ottobre si è tenuta a Roma una tre giorni di livello dedicata al tema "Partecipazione e cittadinanza nella crisi della (non)democrazia" e gentilmente mi segnalano che il comune di Modena per il 21/23 gennaio 2009 ha programmato il primo Salone della democrazia partecipativa. Al centro, un ricco calendario di incontri, seminari, workshop che tenta di mettere in relazione varie eterogenee esperienze nate sul territorio per affiancarsi "agli istituti della democrazia rappresentativa", creando le condizioni per una maggiore partecipazione dei cittadini "che consenta alle amministrazioni pubbliche di ripensare la propria attività in termini di efficacia ed efficienza, con particolare riferimento ai propri strumenti di programmazione e controllo". L'ipotesi di fondo è, insomma, che per riannodare davvero un rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni sia necessario creare nuove modalità strutturate "di ascolto, confronto, controllo" allargate che riducano "la distanza che la delega tende a creare". Di tutto ciò, da noi si parla poco, e di delegazioni di amministratori liguri o savonesi non ho notizia. Mi sbaglierò e tuttavia questo è, secondo me, un "laboratorio" en plein air più interessante della semplice alchimia politica delle ricomposizioni di schieramento che si pensa oggi di sperimentare in provincia.
Saluti
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 19 dicembre 2008 alle ore 15:47
Per quovadisdomine, su indicazione che mi hai fatto in altro scambio di commenti.
Dunque, concordo sulla probabile bassa affluenza. Tuttavia non è frequente, mi pare, che soggetti politici nuovi sfondino più di tanto la soglia del 3-5 % al primo colpo nemmeno a livello locale. "Altra Savona/Altra Provincia" ha qualche centinaio di simpatizzanti a Savona, ma mi sembra che fuori dai confini cittadini non abbia al momento sollevato entusiasmi particolari. La lista Bertolotto - per azzardare qualche vaga analogia - potrà puntare a emulare per la provincia il successo che riscosse quella Biasotti per la Regione? Mah! Sono parecchio scettico; in fondo, troppe differenze. Con un centro affollato di partiti (Udc, Rosa Bianca, Udeur, ...), e costituenti varie in corso che non si sa ancora a cosa porteranno e quali effetti avranno a livello locale, come si muoveranno le liste "Altra Savona/Altra Provincia" e quella del dr. Bertolotto (ancora senza nome e ammesso che saranno due entità diverse), difficile dire in questo momento in cui ancora non sono nemmeno chiare le coalizioni maggiori. Dei programmi, poi, per ora se ne sa ancora meno. Allo stato attuale, personalmente vedo uno sbilanciamento delle due ipotetiche liste concorrenti verso il centro destra, ma fra sei mesi, beato chi sa già prevederlo.
Ciao
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 17 dicembre 2008 alle ore 22:29
Per quovadisdomine:
Non sono d'accordo sul fatto che le primarie del Pd a Savona siano state "snobbate"; i dati vanno contestualizzati. A detta di tutti, la provincia non che muova tra la maggior parte dei cittadini grandi passioni politiche ed è considerato uno degli enti locali le cui funzioni sono meno conosciute. In questo senso, non a caso, la stessa amministrazione uscente aveva iniziato a prendere alcune misure per diffonderne la conoscenza sul territorio. Poi c'era un tempo oggettivamente pessimo e letteralmente calamitoso che ha tagliato fuori tutti coloro che erano indecisi se andare a votare o meno; inoltre a campagna elettorale è stata molto limitata... e così via elencando a piacere altri aspetti che andrebbero considerati. A me sembra, insomma, che non essendo primarie di coalizione ma circoscritte al Pd (anche se la presenza del socialista indipendente Pesce ha dato un suo contributo non solo nominale, è evidente...), ed essendo ancora un primo esperimento un po' rudimentale con parecchi limiti (che ha fatto diminuire il loro appeal, a sentir alcuni, e io condivido...), tutto sommato 6000 cittadini per il contesto savonese siano una partecipazione più che significativa. Non è una cosa che si vede tutti i giorni, mi pare. I tuoi paragoni, così come le polemiche forzature (chiamiamole così) di parte fatte sui dati dall'ex presidente Marco Bertolotto, non mi convincono; in fondo, qui parliamo di politica in un momento in cui l'estraneità, la disaffezione e l'insofferenza tout court verso questa sola parola è diffusissima anche sul territorio savonese...
(però, dal tuo commento, vedo che un po' a te in realtà la politica ti interessa...) Saluti
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 17 dicembre 2008 alle ore 22:21
Grazie, davvero, al barba-canuto ex presidente Marco Bertolotto che con disponibile ironia è stato al gioco e con un sorriso ha dissolto il bradipo quesito.
Sul senso delle elezioni, carpendo la formula a lei cara, abbiamo certo dei "punti di contatto", e, al di là del caso specifico del Pd che è solito prendere pesantemente di mira per ragioni varie, politiche e personali, sulle quale non entro nel merito per non troppo divagare, più in generale condivido anche - come molti(ssimi), credo, in tutt'Italia - la critica agli attuali limiti insoluti dei partiti.
Mi persuade meno invece la cura che lei propone, perché personalmente non penso che, fuori dai confini dei Comuni di piccole o medie dimensioni, sia possibile creare un solido "contenitore politico di natura esclusivamente civica e territoriale" e ritengo che, volens nolens, si troverà infine a dover gestire analoghe (se non proprio identiche) molteplici contraddizioni interne - di natura politica, appunto - che i partiti oggi gestiscono (male, per lo più).
La "trasversalità", alla quale lei si è più volte pubblicamente riferito, non risolverà i nodi ma li complicherà; ed il rischio alto è che il suo nuovo "soggetto" (ancora parecchio indefinito, per la verità) finisca solo per aumentare inutilmente la parcellizzazione del quadro politico complessivo della provincia rendendolo ancora più farraginoso di quello che già è, con ricadute negative sulla stessa funzionalità amministrativa dell'ente pubblico. Così, almeno, la penso io; e in questo, evidentemente, siamo in pieno disaccordo.
Ciò premesso, se invece al termine del percorso da lei e dai suoi amici avviato uscirà fuori qualcosa davvero in grado di dare in concreto più "voce al nostro territorio", o anche solo in grado di pungolare a un'attenzione più stringente verso i problemi e, soprattutto, alle loro soluzioni da parte anche dei partiti "tradizionali" (chiamiamoli così per comodità), tanto meglio. Sarò ben lieto di essere smentito a beneficio comune dai fatti e, da buon bradipo-empirista non dogmatico, di mutare opinione.
Un saluto con discorde simpatia, che tuttavia sempre cresce quando anche nelle politiche e aspre contese, usa il fioretto - o al più la sciabola - e non la clava...
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 17 dicembre 2008 alle ore 15:36
Mentre, in vena di facezie, riascoltavo la celeberrima aria di Leoncavallo ("Vesti la giubba e la faccia infarina..." etc. etc.), incautamente - non so perché - mi è venuto in mente di sfogliarmi un po' di cronache pre-elettorali savonesi. Ed ecco, come da fiabesco incanto evocato, che mi appare bonario il consueto barba-canuto volto noto delle nostre care contrade ponentine.
Sarà che è metafora abusata da chi scrive di politica, ma tant'è che leggendo le simpatiche esternazioni dell'ex un po' di tutto (politicamente) sig. Bertolotto - di mito in mito vagando - mi è ritornata in mente la vecchia favola della mosca cocchiera...
Prendo nota del suo ragionamento politicamente un po' bislacco, da campagna elettorale, ma una domanda al cittadino(e)lettore tuttavia resta: se mai il dr. Bertolotto alle prossime elezioni dovesse raggranellare solo una percentuale di voti a 1 cifra, prenderà atto di essere stato bocciato dal 90 e tot % dell'elettorato e di conseguenza, per rimanere "moralmente credibile", rifiuterà coerentemente qualsiasi scranno minimo savonese per ritirarsi mesto mesto a vita privata? Chissà...
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 16 dicembre 2008 alle ore 21:52
Post hoc propter hoc, come dire: ad Albenga anche stasera piove, governo ladro...
Caspita, però, che stile ubertoso di pensiero! Si renderà conto, l'egregio sig. Alessandro Chirivì, che così dicendo fa passare innanzitutto le forze dell'ordine per dei... "capitoni" (diciamo con pudica assonanza) che trascorrono il loro tempo a girarsi i pollici finché, folgorati da qualche articolo di stampa locale, un bel mattino si ricordano qual è il loro lavoro? Chissà! Ineffabili misteri ingauni.
Ma il succitato Pregiat.mo avv. meg. proc. lup. man. Alessandro Chirivì, non è per caso lo stesso sig. Alessandro Chirivì:
- già militante nel direttivo di Forza Italia ad Albenga (con le alterne fortune affidate alle sue 56 preferenze capitalizzate sul campo alle ultime amministrative 2005);
- nonché "segretario" (non coordinatore che è BRdF) del detto partito ingauno con competenza in materia di "uffici giudiziari, rapporto mondo cattolico, questioni comprensoriali, sport e questioni elettorali" (elettorali: appunto...);
- nonché recente mancato candidato a sindaco di... Laigueglia (!!!);
- nonché, ultimamente, aspirante incisore del proprio nome nelle liste Pdl per le prossime provinciali, quand'anche ancora in cerca di un collegio ospitante, come vociferano taglienti azzurre male lingue senza peli?
E sarà mica questo un modo un po' troppo sporco anche per Albenga, che ci ha spesso - anche di recente - abituato al peggio, di far politicume? La critica, la denuncia e persino lo sfogo e il mugugno dei comuni cittadini che manifestano a un'amministrazione la propria personale o collettiva insofferenza è diritto sacrosanto (e formalmente garantito da statuto anche tra le torri...), ma in politica è invece meglio sfidarsi a viso aperto, senza celarsi strumentalmente dietro associazioni o comitati dai nomi altisonanti quanto, troppo spesso, vuoti di sostanza democratica. O è chiedere troppo a chi si impegna nella vita pubblica?
Mah! Che dire?... Intanto, attendiamo di vedere il resto della lista del "Comitato per la sicurezza cittadina di Albenga", l'atto costitutivo, lo statuto, il metodo democratico di conferimento degli incarichi, la sua neutralità partitica e le sue finalità e sapremo infine se si tratta ancora una volta del solito pattume artefatto e qualunquista o di cosa seria, propositiva e motivata.
"Le vierge, le vivace et le bel aujourd'hui ..."
Bradypus d'origine inconnue
Bradypus d'origine inconnue ha scritto il 25 novembre 2008 alle ore 19:40
Gentile ex presidente Marco Bertolotto: grazie! La sua analisi è davvero esilarante! Grazie, dunque, per aver regalato a un meteopatico ingauno cinque minuti di (in-)sana e un poco lugubre ilarità sul finire di una glaciale giornata.
Certo, magari ripensandoci, tra una - crocianamente - olimpica risata e l'altra, si può anche eticamente discutere il buon gusto di raccontare barzellette tagliate a misura sulla pelle di una trentina di famiglie che rischiano di passarsi un bianco Natale più nero degli altri (e coi tempi che corrono, è tutto dire), tanto per cercare di portarsi avanti col lavoro nel tentativo prossimo venturo di raccattare quattro voti in più ad Albenga. Che farci? Ahimé, si sa, etica e politica non sempre vanno d'accordo. E sia pure. Ma se è questo il tipo di contributo che vuole continuare a dare per un nuovo corso della politica nel savonese, scusi se glielo faccio notare - non so con quanta "originarietà, intelligenza e modernità" ma abbondando in "cordialità e umiltà" -, siamo davvero messi bene...
Dia il buon esempio e sia coerente con le sue stesse parole e ideali dichiarati: fondi questa benedetta lista civica, se la vuole fare e ne ha la forza politica, butti giù nero su bianco un programma decente, lo divulghi e illustri intervenendo pubblicamente sui problemi concreti del territorio nel merito e nel metodo (per risolverli) e aiuti ad alzare il livello medio del dibattito, lasciando perdere vuoti slogan, banalità e strategie da bassa propaganda che non le fanno onore in alcun modo. Avrebbe così già fatto molto per tutti, simpatizzanti e detrattori.
Saluti... cordiali, appunto e, se trova il tempo, spieghi a noi poveri candidi e sprovveduti cittadini qual è tuttora la reale dimensione veneto-friulana del movimento che l'ha voluto come ospite a Sesto al Reghena...
Voilà, c'est tout (peut-être). Bradypus d'origine inconnue

