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deleterio é un Lettore Attento

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deleterio ha scritto il 23 aprile 2012 alle ore 10:13
La nave "romanica" di Albenga???? :)
deleterio ha scritto il 27 marzo 2012 alle ore 23:36
piuttosto che pagare vado a parcheggiare a Vadino
deleterio ha scritto il 02 marzo 2012 alle ore 20:28
Provo imbarazzo per quella persona lì, visto che lui imbarazzo non ne prova mai. E quando fa queste uscite provano imbarazzo anche quelli che si dice che lo sostengano...
deleterio ha scritto il 27 febbraio 2012 alle ore 15:23
che novantanove su cento non era neppure una vipera... ben difficile che le vipere vadano a spiaggia... :)
deleterio ha scritto il 10 febbraio 2012 alle ore 14:47
Volevo solo farle notare che probabilmente sta consapevolmente usando quel logo in modo improprio. Il suo comitato, infatti, non risulta tra gli aderenti ufficiali a Libera. Il problema non è l'uso della parola "libera"; il problema è l'uso dello stesso carattere grafico con gli stessi colori. Tutto qui. Questione chiusa, finché qualcun altro non se ne accorge. Buona fortuna.
deleterio ha scritto il 10 febbraio 2012 alle ore 13:37
Buongiorno, vorrei solo chiedere un chiarimento al signor Tenderini. Nella foto di questo articolo si vede chiaramente sulla maglietta e sullo scooter che la denominazione "Ceriale LIBERA" è scritta con i caratteri e i colori del logo dell'associazione "Libera" guidata da don Luigi Ciotti. Vorrei sapere se l'associazione nazionale "Libera" è al corrente di ciò, e quale legame abbia Tenderini con tale associazione per poter usare lo stesso logo e la stessa denominazione. Questo anche perché non mi risulta che i soci di don Ciotti nel resto d'Italia prendano a gavettoni le prostitute.
deleterio ha scritto il 01 febbraio 2012 alle ore 23:15
@iron: premesso che non mi risulta che a proporre un referendum ci si guadagni, anzi... se hai delle notizie in merito rendicele note, a patto che siano fatti verosimili e dimostrabili. Detto questo, per essere concreti, uno dei referendum era estremamente preciso: aboliva la "remunerazione del capitale investito", uno dei valori che vanno a formare la cifra complessiva sulla quale si calcola la tariffa dell'acqua che paghiamo. Se non sbaglio, credo che sia in media una percentuale del 7% sul totale degli investimenti effettuati nell'anno. Abolire questo 7% (o quello che è) significa una "bolletta" dell'acqua più leggera (anche per Iron, a cui piace pagare l'acqua più cara, e anzi la darebbe a gestire ai privati perché sarebbe felice di pagare di più ancora, e se potesse pagarla ad un privato sprecherebbe apposta più acqua, perché dare dei soldi ai privati lo rende politicamente felice). Io, invece, ai miei soldi ci tengo e non voglio pagare questa quota che ho fatto abolire con il mio voto al referendum. Mi risulta che, ad esempio, ad Arezzo almeno un migliaio di famiglie si sono "ribellate" e si stanno autoriducendo la bolletta in base a quello che sarebbe il risultato del referendum. Spero che presto ci siano le prime sentenze dei giudici di pace e - credo - di giudici amministrativi che costringano tutti gli enti gestori a ridarci indietro quanto ci spetta, e che nel corso di quest'anno tutti gli enti gestori si adeguino velocemente. E che caspita.
deleterio ha scritto il 01 febbraio 2012 alle ore 20:47
Solidarizzo e aderisco. Ho votato "sì" ai referendum e mi sento preso in giro per la mancata attuazione del risultato del voto.
deleterio ha scritto il 20 gennaio 2012 alle ore 22:54
Buon lavoro! Per la precisione, credo, però, che il maggiore fondo librario regionale sull'argomento sia ancora la Raccolta Locale della Biblioteca Civica Berio di Genova.
deleterio ha scritto il 31 dicembre 2011 alle ore 14:11
E bravo merlo! Trasformiamo gli IAT in bazar, anzi in suk arabi. Ad esempio, chi decide le marche e le tipologie dei "prodotti tipici" da vendere? Tipo le "acciughe salate liguri" degli autogrill? Con che criterio verranno scelte le ditte fornitrici? A chi paga la stecca più alta? Nello IAT di Imperia che olio si venderà? L'addetto allo IAT deve diventare un pizzicagnolo e dotarsi di registratore di cassa? Magari con lo stesso contratto di adesso (quello degli "esternalizzati" è spesso da vergognarsi). E i "pacchetti"? Ma non bisogna essere agenzia di viaggi per vendere pacchetti? E, di grazia, chi sceglie le agenzie di cui vendere i pacchetti? E le strutture ricettive da inserire nei pacchetti, perché un albergo piuttosto che un altro, con che criterio? E non sarebbe concorrenza sleale per un'agenzia di viaggi o un negozio di prodotti tipici avere a fianco un autogrill camuffato da IAT che però è all'interno di sedi pubbliche (non ha affitti da pagare) e il telefono e la luce glieli paga Pantalone? Non ci sarebbero gli estremi per un ricorso al garante della concorrenza? Infine, dove andrebbe a finire il principio dell'imparzialità dell'informazione data ai turisti? Che almeno a parole è ancora vigente e scritto nei procedimenti amministrativi. "Mi dia due etti di informazioni turistiche", "ho fatto due etti e mezzo, lascio?": il turismo secondo gli Scajola.
deleterio ha scritto il 19 dicembre 2011 alle ore 14:18
Mi sembra una scelta opportuna e condivisibile, penso che sia giusto congratularsi con l'amministrazione di Tovo.
deleterio ha scritto il 03 dicembre 2011 alle ore 23:16
Hai ragione Ciccio, il caro aperitivi è un problema sociale drammatico. Una, cento, mille apericene. El pueblo mojito jamas sera vencido.
deleterio ha scritto il 22 novembre 2011 alle ore 00:30
Quel "tartarugo" lì, a giudicare dalle foto, potrebbe avere la stessa età dell'assessore... Il suo ritrovamento non fornisce nessun elemento su ipotetici "miglioramenti" (?) dell'ambiente nel corso degli ultimi anni, contrariamente a quanto dichiarato.
deleterio ha scritto il 18 novembre 2011 alle ore 00:27
Capperi, se non ce lo diceva la Camera di Commercio non ce n'eravamo accorti... Chissà se il reddito annuo del presidente camerale è salito o sceso.
deleterio ha scritto il 19 ottobre 2011 alle ore 23:20
Ho un vuoto di memoria. "La prima Giunta Burlando che ha scialacquato risorse strategiche" è forse quella che aveva fatto eleggere la Gasco nel listino bloccato di Burlando?
deleterio ha scritto il 17 ottobre 2011 alle ore 16:42
Eh già, cristianissimo Ciangherotti... Manganello, galera e pistola sono le tipiche armi dei cristiani... Hai mai visto in giro manganelli e pistole quando vai a ronzare in Curia? Non credo proprio.
deleterio ha scritto il 07 ottobre 2011 alle ore 12:32
Un paese meraviglioso in una valle meravigliosa...
deleterio ha scritto il 30 settembre 2011 alle ore 22:27
@Fabioxxx: innanzitutto, per quanto possa servire, la mia personale solidarietà e completa adesione alle tue realistiche osservazioni. Sulla minoranza provo a dare due risposte: a) forse la loro tattica è "tanto peggio tanto meglio": peggio va per la città, meglio va per loro. Se è così non sono molto d'accordo. b) visto che anche la passata gestione ha avuto - come è umano che sia - meriti e demeriti, meglio stare zitti e non aprire troppi cassetti, sennò... "tu hai speso...", "ma anche tu...", "tu non hai fatto...", "e tu invece..."; "tu hai nominato...", "e invece tu hai nominato"... La gente tanto dimentica presto, a parte quelli che patiscono sulla propria pelle, no? Domani sui forum ci sarà una bella polemica nuova, presto la società avrà un CDA nuovo, e tanti saluti, chi ha avuto... etc. Altro giro, altro buffet... Se c'è ancora qualcuno che crede che le società pubbliche, miste o al 100%, servano a qualcosa, questa storia mi sembra istruttiva. Io non so tu cosa ne pensi, ma per uscirne non vedrei altra strada che "commissariare" la società con un tecnico esperto non mescolato con la politica di Albenga, istituire il museo come servizio comunale (non ci sono altre strade giuridiche possibili...) e infine sciogliere la società stabilizzando i posti di lavoro (quelli necessari) all'interno del comune. Non so se è giuridicamente possibile, però... Qualcuno ha altre idee?