Reputazione:
13
Forse é un Lettore Attento
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Registrato dal: 03 luglio 2009
Età: 26-36
Residenza: Fuori Provincia
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Forse ha scritto il 19 luglio 2011 alle ore 16:43
Senatore, io non ho più fiducia nelle parole sue e dei suoi colleghi.
Mi dispiace essere arrivati a questi punti, ma non riesco più a credere alle vostre deboli parole.
Non siete d'esempio per i cittadini. Non siete il punto di riferimento per il futuro di questo Paese.
La vostra responsabilità, innanzitutto morale, è enorme. Ma non ve ne rendete nemmeno conto.
Di notte. Di notte avete emendato quella manovra per proteggere la vostra posizione. Di notte. E la mattina dopo avete ricominciato a parlare di sacrifici.
Le chiedo scusa Senatore, ma io proprio non ce la faccio a credere alle sue parole e a quelle dei suoi colleghi.
Mi dispiace.
Forse ha scritto il 28 ottobre 2010 alle ore 16:28
L'assessore si è dimenticato di dire anche quanti imprenditori edili o agricoli assumono in nero gli immigrati.
Questo è un altro elemento che aumenta la criminalità.
Oltre all'evasione fiscale.
Forse ha scritto il 24 ottobre 2010 alle ore 15:42
Quello dell'immigrazione è un problema, è evidente. In più parti d'Italia, non solo a Savona, crea insofferenza ed esasperazione che inevitabilmente portano a conseguenze da "giustizia fai da te" che portano l'opinione pubblica a dividersi in due fazioni, quella dei giustizialisti e quella dei garantisti.
Il fatto che la maggior parte dei crimini "da strada" (furti, scippi, stupri, vandalismi), calcolati in termini percentuali e non in termini assoluti, sia compiuta da stranieri non integrati è evidente, e io ci credo.
Non credo invece che tali crimini siano conseguenza della nazionalità. Penso piuttosto siano conseguenze della "classe sociale" (termine molto Otto-Novecentesco, mi rendo conto) di appartenenza.
I delinquenti delle classi sociali "basse" compiono reati "bassi" - quelli citati sopra - mentre i delinquenti delle classi sociali "alte" compiono reati "alti" - falsi in bilancio, evasioni fiscali milionarie, gestione di traffici di sostanze stupefacenti su larga scala, assunzione di manovalanza in nero, eccetera - Per pura coincidenza (chiamiamola così) le classi sociali basse sono composte prevalentemente da immigrati e così ne consegue che la maggior parte dei reati "da strada" siano commessi da immigrati.
Non si può escludere, però, che sia una questione politica, poichè tutto ciò che accade nella società è giocoforza causa ed effetto della politica. Colpa di Berlusconi? Fesserie. Secondo me non è giusto dare la colpa al Primo Ministro di quello che accade. E' una valvola di sfogo da forum, così come è valvola di sfogo quella di dare la colpa ai rumeni, agli albnesi o agli zingari in quanto tali.
Il problema, purtroppo, coinvolge tutti. Ricercare un colpevole e dargli un volto (Il PDL? I Rumeni?) è solo un espediente, non è la soluzione.
Il problema è molto più ampio.
Forse ha scritto il 24 ottobre 2010 alle ore 15:28
Camminate pro-Scajola... Manifestazioni anti-Berlusconi... La persona davanti all'idea. Questo è feudalesimo...
PS - per Redazione.
IVG non dovrebbe essere solo provincia di Savona? (domanda non provocatoria, premetto)
Forse ha scritto il 17 agosto 2010 alle ore 12:38
A me il PDL non piace, per varie ragioni che non sto qui a elencare.
Certo è che se continuate a dare dei "peones" a chi vota quel partito, non fate altro che fomentare l'odio.
Un pò come quando dall'altra parte, si sentono definiti "i sinistri" in tono decisamente offensivo.
Insomma, e se invece di battere e controbattere su avvenimenti e su questioni marginali (sui quali alla fine nessuno avrà mai ragione), si decidesse di parlare di politica?
Forse ha scritto il 16 agosto 2010 alle ore 12:51
Dott. Melgrati, le suggerisco di assumere un buon ghostwriter.
E se ce l'ha già, le suggerisco di licenziarlo e cambiarlo.
Non sono ironico, parlo sul serio.
Cordialmente
Forse ha scritto il 05 agosto 2010 alle ore 09:59
Se una persona facesse solo il sindaco o solo il senatore, gli impegni istituzionali non si accavallerebbero.
Penso che la legge dell'accumulo delle cariche vada cambiata. E non ne faccio una questione di soldi, ma di logica.
Come si fa a fare bene, contemporaneamente, il sindaco e il senatore (e, eventualmente, anche il proprio lavoro di privato cittadino)?
In questo modo, o si fanno male tutte o una delle due viene trascurata, poichè le energie e le risorse soffrono di molteplice allocazione.
Forse ha scritto il 04 agosto 2010 alle ore 17:48
Se i turisti versassero barili di oro e gioielli sull'Aurelia, ci lamenteremmo perchè intralciano il traffico.
:-)
Concordo con i punti elencati da Folgore. Soprattutto:
- Fornire struttutre turistiche ricettive e innovative, sfruttando ciò che in nostri laureati in "Economia e Gestione dei Servizi Turistici" hanno appreso
- Valorizzare ciò che il savonese offre, anche nell'entroterra, per evitare che i pulman di turisti vadano sempre e solo all'Acquario.
- Iniziare a pensare con un ottica di lungo periodo. Che è la cosa più difficile.
Forse ha scritto il 04 agosto 2010 alle ore 17:36
Ma una via di mezzo tra il buonismo estremo e la violenza esterofoba, esiste?
Forse ha scritto il 02 agosto 2010 alle ore 09:37
Dal crollo della Prima Repubblica ad oggi sono cambiati i nomi di molti partiti e di molte associazioni.
Forza Italia e An che diventano PdL; PCI che diventa PDS poi DS poi si unisce alla Margherita e fa il PD, o che ramifica in RC, PCL e Sinistra e Libertà; DC che diventa CCD e poi UDC; e via dicendo.
Il problema è che le persone, le facce, i leader, restano sempre gli stessi. Da sedici anni a questa parte, cambiano solo i nomi dei gruppi, non i loro esponenti e (conseguentemente) non i loro "indirizzi" politici.
Non dubito che, a livello locale, i militanti e gli affiliati - qualsiasi sia l'associazione - credano fermamente nei valori espressi dai gruppi di appartenenza. Tuttavia lassù, dove vengono prese le decisioni finali, difficilmente vedo voglia di cambiare, di innovare, di migliorare.
Tutto il contrario di quanto avviene nelle grandi democrazie occidentali dove i nomi dei partiti non cambiano mai, ma cambiano i loro leader e i loro esponenti - che conseguentemente riformano, innovano, migliorano.
Ho tanta fiducia in Generazion Italia quanta ne ho nel PdL, nel PD, nella Lega, nell'UDC, eccetera, eccetera, eccetera.
"Ciò che noi chiamiamo con il nome Rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso profumo"
(William Shakespeare)
Anche se, parlando di politica italiana, "profumo" non è proprio il termine adatto
Forse ha scritto il 31 luglio 2010 alle ore 17:42
Posso sbagliarmi, ma io non comprendo il significato dei saldi. Io credo che un commerciante dovrebbe essere libero di fare i prezzi che ritiene più giusti e nei periodi che ritiene più giusti.
Io credo, ma forse sbaglio e chiedo a qualcuno di illuminarmi, che l'imposizione di periodi determinati entro i quali fare sconti, non rappresenti l'optimum di una politica liberale.
Anche perchè, come talvolta succede, si possono verificare episodi in cui i saldi sono "falsati", come già successo e documentato da un lettore di IVG recentemente.
Io credo nel liberalismo e, conseguentemente, nella libera concorrenza. Melgrati, appartenente a un partito che dice di ispirarsi al liberalismo, non trova questa sua proposta (che in quanto tale avvalla l'esistenza di saldi e in parto un certo dirigismo statale) in contrasto con i valori del liberismo economico?
Chiedo pareri a chi è del settore.
Forse ha scritto il 29 luglio 2010 alle ore 09:14
Mi piacerebbe sapere se, per questa opera pubblica, i costi saranno sostenuti dal pubblico e i guadagni andranno al privato - tipo Alitalia.
Mi piacerebbe sapere perchè quando costruisce il centrodestra, a sinistra sono tutti ambientalisti, e quando costruisce il centrosinistra, l'ambiente diventa argomento della destra.
Mi piacerebbe sapere perchè non si fanno investimenti per la riqualificazione di aree savonesi (sulla costa o nell'interno - dove vivono dei cittadini, votanti e paganti) anzichè per costruire un progetto ex novo.
Mi piacerebbe sapere, a parte le solite frasi retoriche da "Panissa e Champagne", quali vantaggi avrà Savona dalla costruzione di questo ennesimo porticciolo turistico della provincia.
E infine, mi piacerebbe essere preso un pò meno per il...giro.
Insomma, ditemi "Facciamo il porticciolo per il nostro interesse economico". Giuro che se lo dite vi voto da qui al 2047.
Forse ha scritto il 28 luglio 2010 alle ore 17:02
Sociologicamente parlando, stiamo prendendo una brutta piega.
Forse ha scritto il 28 luglio 2010 alle ore 16:57
Senza trattare come una cretina la giornalista, si può semplicemente ribattere all'articolo dicendo che un carabiniere è addestrato a utilizzare le armi nei centri urbani e che, per la prassi, dopo l'alt c'è il colpo intimidatorio.
Se avesse sparato ad altezza uomo o direttamente sull'inseguito (efferato delinquente o meno) sarebbe stato sicuramente peggio.
Certo, uno sparo in centro abitato alle sette di mattina non è quello che tutti noi desideriamo, da qualunque "tiratore" provenga. Sarebbe meglio che questo non accadesse mai.
Sulla dinamica del fatto specifico, comunque, non ero presente e lascerei commentare ai testimoni oculari.
Forse ha scritto il 13 luglio 2010 alle ore 16:47
Mi preparo a prendere una stangata di voti negativi:
Io, che sono un lavoratore dipendente in un settore estrano al commercio al dettaglio, mi sento di dare ragione alle parole di folgore (anche se con meno fervore).
Certamente, per il negoziante della fotografia ci sono gli estremi per ricorrere a vie legali (più che a vie giornalistiche) ma questo non dev'essere una giustificazione a sputare sulla categoria in modo demagogico.
Il fatto, secondo il mio modesto parere, è che ci stiamo facendo la guerra tra categorie con generalizzazioni estremistiche e banali: i privati evadono, i commercianti fanno i furbi, i dipendenti hanno un secondo lavoro in nero, gli impiegati pubblici sono fannulloni, eccetera.
Siccome di fannulloni, ladri ed evasori ce ne sono, e dappertutto, queste generalizzazioni spesso colgono nel segno, creando una guerra che non finirà mai.
Purtroppo però non è sul campo delle categorie che si deve combattere, ma sul campo dell'etica. La disonestà è trasversale e dipende esclusivamente dall'individuo e dal contesto entro cui vive ed entro cui opera.
Quel commerciante deve essere sicuramente sanzionato (senza il voyeristico pubblico ludibrio), ma non la categoria nel suo complesso.
C'è solo un di persona che ci rimette, nel nostro Paese: l'onesto. E il cittadino onesto non appartiene a nessuna categoria specifica.
"Io sono onesto?" questa è la domanda che dobbiamo farci prima di giudicare gli altri.
E se ci capita la possibilità di trarre profitto da una situazione eticamente scorretta, non ci salveranno frasi come "tanto lo fanno tutti" oppure "cosa vuoi che sia".
Lo ripeterò sempre e comunque. La responsabilità è innanzitutto nostra. Innanzitutto mia.
Forse ha scritto il 06 luglio 2010 alle ore 14:36
Gentile fabryd,
comprendo ciò che vuole dire. Tuttavia vorrei aggiungere alcune cose.
Sul primo punto, che sia "due mesi" o "pena sospesa", il concetto del mio discorso non cambia. I giudici operano sulla base delle leggi presenti nel nostro ordinamento.
Sul secondo punto, il discorso è più lungo.
Lei dice: "i processi sono diventati una farsa perchè anzichè fare i giudici e dare al cavillo il peso del cavillo, fanno i ponzio plilato “premiando” gli avvocati [...] che sono più bravi a trovare il cavillo giusto…"
Personalmente (ma potrei sbagliarmi) non credo che i giudici si divertano a fare i ponzio pilato. Le leggi sono quelle decise in Parlamento (cavilli compresi), gli avvocati fanno il lavoro per cui sono pagati (trovare il cavillo giusto) e i giudici emettono sentenze sulla base anche del lavoro degli avvocati.
Tenga presente poi che "l'avvocato" è la categoria professionale più rappresentata in Parlamento (46 al Senato e 88 alla Camera, più del 10% del totale). Non è certo un numero sufficiente a fare il bello e il cattivo tempo, ma di sicuro ha un peso nel determinare la quantità di cavilli interni ad ogni legge.
In ultimo, mi lasci dire, il nostro ordinamento è profondamente garantista, sulla base del concetto "meglio un delinquente libero che un innocente in prigione".
Io, naturalmente, preferisco meno leggi (o meglio, meno cavilli e meno interpretabilità) poichè a detta di molti siamo il Paese con il più alto numero di regole e controregole. Tuttavia, sono certo che chiunque (noi due compresi), se si trovasse in mezzo a un processo, pregherebbe ogni santo per avere "l'avvocato che è più bravo a trovare il cavillo giusto".
Sono anche io sconcertato con l'impunità dilagante nel nostro Paese, a tutti i livelli, ma non ritengo corretto dare la colpa ai soli giudici, così come ritengo profondamente sbagliato dare il via al giustizialismo.
Forse ha scritto il 06 luglio 2010 alle ore 10:24
Ritengo che la criminalità non sia attribuibile all'etnia, alla provenienza geografica o alla nazionalità di una persona, bensì alla propria indole e al contesto sociale in cui vive.
Se una persona ha indole delinquente, delinque secondo i suoi mezzi, le sue possibilità e in base ad un preciso rapporto tra costi e benefici del delinquere.
La microcriminalità è "esercitata" (se così si può dire) negli strati sociali più bassi della popolazione che, di questi tempi, sono costituiti in prevalenza da immigrati.
Altri tipi di criminalità più "alta", come evasione fiscale, controllo del traffico della droga (non semplice spaccio), corruzione e concussione, appartengono invece agli strati sociali più alti che sono in prevalenza costituiti da italiani o comunque da benestanti.
Certamente, entrambi i fenomeni sono da arginare, sebbene solo il primo sia visibile e tocchi direttamente la popolazione. Tuttavia, credo sia un errore considerarli tra loro slegati.
Il pericolo più grande è infatti credere che la causa sia l'origine geografica del criminale. In realtà, la microcriminalità di una parte degli immigrati è una "coincidenza sociale".
Inoltre, il clima abbastanza diffuso di illegalità per così dire "accettata" (mi si passi il termine) a tutti i livelli - condoni, indulti, evasioni, furti, corruzione - non fa che accentuare il rischio di vedere aumentare la microcriminalità, poichè essa trova terreno fertile solo in questo particolare clima.
Forse ha scritto il 06 luglio 2010 alle ore 10:08
A scanso di equivoci, tengo a ripetere che i tribunali applicano le leggi fatte dal Parlamento.
Se, per un episodio simile, sono previsti due mesi di reclusione è perchè coloro che noi abbiamo votato e che siedono in Parlamento hanno deciso così.
Forse ha scritto il 02 luglio 2010 alle ore 10:29
Sicuramente un'ottima idea, direi anche (e soprattutto) simpatica.
Certamente, come dicono in molti, il rischio di voti negativi per diatribe personalistiche è evidente. Lui mi sta antipatico, gli metto il voto "meno". Le notizie su Albenga saranno una guerra di voti!
Ciò detto, non credo che una persona (a meno che non sia infantile, ma questi sono problemi suoi) si faccia deprime dal titolo "Redattore Inutile", nè tantomeno si esalti con "Redattore virtuale". Se la si prende anche come un gioco, non dovrebbero esserci problemi di sorta.
E' ovvio che sia un'idea perfettibile, ma credo che i miglioramenti verranno con il tempo. IVG ha sempre dimostrato una certa praticità con le innovazioni.
Forse ha scritto il 25 giugno 2010 alle ore 10:22
Le statistiche andrebbero analizzate a fondo, esaminate, controllate.
Io non voglio credere, non posso credere che un orefice guadagni meno di un impiegato. Non ci posso credere. Dev'esserci sicuramente qualcosa, qualche calcolo errato.
C'è qualcosa che non quadra sul fatto che un gestore di un centro benessere guadagni 300 euro al mese.
Vi prego, spiegate bene nel dettaglio queste statistiche o come risultato si otterrà un perpetuo odio tra gli autonomi e gli indipendenti.
E' evidente che lo stile di vita di alcuni autonomi non corrisponda alle cifre sopra esposte. Perchè?
Non fatemi diventare demagogico, non fatemi parlare di evasione. Vi prego.
Vi prego.
Forse ha scritto il 16 giugno 2010 alle ore 11:50
Sono sempre più convinto che la politica non voglia (non dico, volutamente, "non sappia". Sia chiaro) risolvere questo problema.
Evidentemente da Montecitorio in giù desiderano questa situazione, la auspicano, alcuni addirittura ne godono, perchè - raggiunto il punto d'esasperazione - la popolazione è meglio controllabile.
Così come lasciare il popolo nell'ignoranza.
Paura e ignoranza sono gli strumenti più forti di chi governa, indipendentemente dalla fazione politica.
Cerchiamo di volere dei politici seri. Siamo responsabili anche noi, di questa situazione.
Tutto il mio cordoglio alle vittime di questo triste evento.
Forse ha scritto il 16 giugno 2010 alle ore 11:35
Quindi Lega e PCI sono uguali?
Forse ha scritto il 09 giugno 2010 alle ore 09:43
Egr. Dott. Vesco,
prendo spunto dal suo intervento, ma il messaggio può essere esteso a tutti gli amministratori e i politici che si occupano dei servizi ai cittadini, qualsivoglia sia il gruppo di appartenenza, qualsiasi sia il livello amministrativo.
Per quanto mi riguarda, da un pò di tempo i vostri annunci non valgono nulla. Nulla. Ormai ogni giorno si sentono promesse alle quali seguono pochi fatti o addirittura nessuno.
Ho fatto il pendolare per anni sulla tratta Savona-Genova ed ho visto solo due cose: peggioramento del servizio e aumento dei costi. Contemporaneamente, annunci di "miglioramenti a breve".
Mi dispiace, sinceramente, e so che la causa non è lei in quanto singolo; probabilmente, le sue dichiarazioni fanno parte del "gioco", ma le ripeto - per quanto mi riguarda - i vostri annunci non valgono più nulla.
Nulla.
Forse ha scritto il 01 giugno 2010 alle ore 21:10
Ci tengo a ricordare che gli avvocati fanno il loro lavoro: difendere i propri clienti sulla base di determinate leggi.
I giudici anch'essi fanno il loro lavoro, ossia applicare queste leggi.
Infine anche i parlamentari fanno il loro lavoro: creare le leggi di cui sopra.
La domanda è, piuttosto, a chi giova questa situazione di insicurezza? Solo ai delinquenti?
Forse ha scritto il 01 giugno 2010 alle ore 17:52
Comprendo i vostri sentimenti, e in parte li condivido perchè vi sono situazioni di fatto insostenibili. La delinquenza è sotto gli occhi di tutti e sarebbe da ignoranti far finta di nulla.
Ciò posto, se è vero che le cose non si risolvono col garantismo, è innegabile che anche il giustizialismo univoco sia una soluzione approssimativa.
L'immigrazione, o meglio la gestione della stessa, è un problema sociale che non si risolve con due manganellate e un barcone. Ha radici molto più profonde che si innestano nel tessuto italiano, il quale ne è in parte responsabile.
Freeholly e Giudice dicono bene: "l’eldorado del crimine e dell’impunità".
Purtroppo questo è un giudizio valido non solo per gli stranieri. Anzi, gli stranieri si "adattano" all'ambiente che trovano. Se una persona possiede in sè la propensione a delinquere, delinque. E lo fa in base al proprio livello sociale.
Un immigrato clandestino (Se delinquente) spaccia e fa risse, un ricco cittadino italiano (se delinquente) evade il fisco per milioni. E, anche se sembra strano, le cose sono fortemente legate.
Vede, Giudice, la sua proposta della macchina (cito: "Tu hai una macchina da … tot…. ma non hai un lavoro. Come la mantieni?? ") trova tutto il mio appoggio e la mia comprensione. Però sarebbe opportuno estenderla anche a chi evade il fisco ("Lei dichiara 15,000 euro ed ha un Porche Cayenne") o a chi assume a nero ("Come fa a coltivare tutti quegli ettari con solo 1 dipendente?").
Non voglio fare il buonista, assolutamente. La delinquenza va stroncata. Ma dev'essere anche prevenuta attraverso la creazione di un ambiente sociale dove l'illegalità è vista come tale, e non come la vittoria dell'arrogante, del prepotente, del furbo. A tutti i livelli.
Sudor dice un'altra cosa intelligente: "Vorrei che le nostre forze dell'ordine facessero quello che fanno le forze dell'ordine negli altri paesi civili". Giusto. Come in Svizzera. Sono d'accordo con lei. E aggiungo "Vorrei che i nostri cittadini si comportassero come i cittadini negli altri paesi civili".
Non è un discorso buonista. Io sono fermamente convinto che il rispetto della legge, di OGNI legge, da parte dei cittadini italiani, sia la "conditio sine qua non" per il rispetto della legge, di OGNI legge, da parte dei cittadini stranieri.
Il cittadino è il primo responsabile della situazione in cui egli stesso vive. Credo che i tempi siano cambiati e non sia più sufficiente nè utile aspettare l'intervento di mamma-stato.
C'è bisogno di cittadinanza responsabile.
Spero di venire compreso per come vorrei. Comunque, nel caso sorgessero fraintendimenti, mi spiegherò meglio.
Forse ha scritto il 01 giugno 2010 alle ore 09:29
"Ci vuole un partito che abbia cuore, che smetta di parlare in politichese e di occuparsi di strategie e tattiche potere, ma che sia vicino ai reali problemi delle persone”.
Stando a queste dichiarazioni (sempre le stesse da 15 anni a questa parte) mi chiedo quale sia la differenza sostanziale tra PD e PdL.
Forse ha scritto il 01 giugno 2010 alle ore 09:27
Credo che la gravità del fatto non dipenda dalla nazionalità di chi lo compie. Che importa se sono albanesi, tunisini o italiani? Sono violenti, questo è sufficiente per la notizia.
Forse ha scritto il 27 maggio 2010 alle ore 10:20
Mi pare naturale che il Presidente di una Provincia sia contrario all'abolizione della stessa, almeno fino a quando sarà lui a ricoprire tale carica.
Non è questione di Pd o PdL o altro. Tutti i Presidenti delle Province italiane si sono detti contrari, da Massa-Carrara a Crotone a Isernia. Persino il Presidente della Provincia di Fermo, istituita da pochissimo tempo, ne ha rivendicato l'importanza.
E' ovvio che il macellaio si dichiari contrario al vegetarianesimo.
Certo, come dice BrioLenin, l'abolizione delle Province ha fatto parte del programma elettorale del PdL e quindi ci si aspetta una mossa in tal senso da parte di questo Governo. Per lo meno un ridimensionamento.
Infelice, secondo me, è la dichiarazione "Personalmente non sono mai stato d’accordo con il concetto di cominciare a risparmiare partendo dalla periferia" - a parte che una Provincia non è periferia, ma anche se lo fosse è naturale che vengano potati i rami più esterni anzichè il tronco.
Insomma, siamo tutti d'accordo che ci sono sprechi e che bisogna eliminare gli enti inutili.
Ma quali sono gli enti inutili? Se diamo ascolto a tutti, non lo sarà nessuno. Ad esempio, per un abitante di Massimino (125 abitanti), il Comune di Massimino non è un ente inutile. Guai ad annetterlo a Calizzano o Murialdo.
Forse ha scritto il 18 maggio 2010 alle ore 09:52
Articolo demagogico.
Mi dispiace, IVG, qui hai commesso un errore. In tutte le categorie ci sono mele marce, e non si può generalizzare.
Ci sono dipendenti pubblici fannulloni, imprenditori che evadono il fisco, sindacalisti corrotti, politici spendaccioni e, perchè no, giornalisti che approfittano delle sovvenzioni all'editoria, una delle cose più illiberali che io conosca.
Eppure, queste mele marce non devono influire sul giudizio complessivo, perchè ci sono dipendenti pubblici che ogni giorno vanno a lavorare, imprenditori che rappresentano il tessuto economico del paese, sindacalisti che difendono i diritti dei lavoratori, politici che operano per il bene della comunità e giornalisti che buttano anima e corpo nelle loro inchieste.
Mi spiace IVG, so che il mio singolo parere non conta più di tanto, ma qui mi hai piuttosto deluso.
Comunque, buon lavoro e buon proseguimento.
Forse ha scritto il 12 maggio 2010 alle ore 15:43
Quoto le parole di Bruno Pirastru:
"In pratica se entravano in Giunta … andavano bene le indennità, gli Enti Inutili, etc, etc"

