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Alessandro Berta é un Novellino
Nickname: Alessandro Berta
Registrato dal: 12 maggio 2009
Età: 37-45
Residenza: Savona
Genere: Maschio
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Alessandro Berta ha scritto il 25 novembre 2011 alle ore 13:10
le aziende e i moduli formativi debbono (e sono) essere concordati con le aziende coinvolte che si occupano di due terzi dell'attività formativa tra docenti provenienti dalle aziende e stage; il senso del percorso è esclusivamente quello della sua spendibilità nel mondo del lavoro, se possibile "a chilometri zero"; sui costi di gestione, il presidente e gli organi sono (unico caso in italia già in Statuto voluto proprio dal presidente) a titolo gratuito (e anzi ci mettono del loro), i costi sono rappresentanti esclusivamente dal costo dei docenti, a tariffa di CCNL della scuola e il costo della promozione e amministrazione che, essendo fatta in comune da IIS e Campus, ha un'incidenza minima; laboratori e aule le mettono a disposizione gratuitamente il Campus, l'IIS e le aziende; si tratta, infine, di un titolo di studio "effettivo" e spendibile ovunque in europa (liv 5 EFQ); l'EFQ comunitario sposta la valutazione dell'apprendimento dall'input dell'istruzione alla sua spendibilità nell'industria e capacità di "placement" ossia trovare un impiego. Si tratta di un percorso professionalizzante con competenze trasversali esistente ormai da anni in svizzera (scuole di educazione professionale avanzata), austria, germania (Fachhochschulen) o in Francia (IUT)
Alessandro Berta ha scritto il 20 maggio 2009 alle ore 12:14
Non direi signor Gianetto
Si tratta di un sistema uninominale corretto maggioritario in cui conta non il partito più votato (questo pesa all'interno della coalizione per l'assegnazione dei relativi seggi e in generale ma con le peculiarità che le indicherò di seguito) ma il candidato presidente più votato.
Pertanto, se vaccarezza vince, anche se il PD fosse il più votato, ciò non avrebbe peso sul premio di maggioranza, che andrebbe ALLA COALIZIONE DEL PRESIDENTE e non al partito.
Infatti, la legge prevede che alla COALIZIONE per candidato presidente vincente vadano, se non lo raggiunge già di suo, il 60% dei seggi in consiglio provinciale.
Per cui se Angelo Vaccarezza vincesse comunque i seggi nel numero di almeno 14 (o 15 con il presidente) andrebbero ai 7 per ora (ma ritengo che il TAR non cambierà idea in camera di consiglio) partiti che lo appoggiano. I residui posti andrebbero in ragione di 7 circa al PD, e altri altri partiti (1 abbastanza certo l'UDC e gli altri PRC e IDV ..forse).
All'interno della coalizione vincente verranno assegnati i voti tra le diverse liste sulla base del classico metodo D'Hont e sulla base del divisore scaturito dai voti al presidente. Il fatto è che ci saranno molti voti alle liste, a parte LN e forse C. Uniti e quindi qualche problemino ci sarà comunque sia nei divisori, sia nel governo della provincia.
Così, almeno, mi pare...
Alessandro Berta ha scritto il 13 maggio 2009 alle ore 11:01
...ovviamente, ci sono anche sentenze che ammettono la sospensiva, specie i TAR, più sensibili alla tutela del diritto al voto e alle pressioni del territorio...
per chi volesse prenderne nota per preparare un ricoso serio....
TAR LOMBARDIA - MILANO SEZ. I, sentenza 6-11-2007, n. 1135, TAR PUGLIA - LECCE SEZ. I, ordinanza 10-5-2006, n. 536, TAR SICILIA - CATANIA SEZ. I, ordinanza 28-2-2008, n. 97, TAR TRENTINO ALTO ADIGE - TRENTO - sentenza 10 ottobre 2008, n. 254, CONSIGLIO DI STATO SEZ. V - ordinanza 1 aprile 2008, n. 1744 .....
...vedremo delle belle scintille....
Alessandro Berta ha scritto il 13 maggio 2009 alle ore 10:19
Le elezioni non possono slittare. Nè il Pdl può ssere riammesso dal TAR prima delle elezioni, né, tantomeno il TAR può sospendere l'esclusione.
L'ha affermato chiaramente il Consiglio di Stato in adunanza plenaria nel 2005 e in una recente sentenza nel 2007 (tutte ovviamente riportate nel manuale a prova di bambino del ministero dell'interno...)
Il Tar infatti non può sospendere l'esclusione dalle liste, ed un ricorso proposto oggi sarebbe irricevibile, infatti l'esclusione delle liste è un atto endoprocedimentale che non può essere autonomamente impugnato fino alla conclusione del procedimento.
L'impugnazione potrà avvenire, quindi, solo ed esclusivamente al termine del procedimento, ossia dopo la proclamazione degli eletti, cioé dopo le elezioni.
La tragedia è che quando si concluderà il giudizio di merito dinanzi al TAR e questo fosse favorevole al Pdl verrebbero annullate le elezioni e occorrerebbe tornare a votare alla faccia dei costi.
Premesso che le regole vanno rispettate ed il luogo di apposizione della autenticazione è essenziale per due diversi motivi: 1) perché le firme possono essere raccolte solo nella circoscrizione provinciale (e questo è attestato dal luogo di raccolta); 2) perché i consiglieri comunali che autenticano possono farlo solo ed esclusivamente per le firme raccolte le comune di propria compentenza (altro elemento per cui il luogo è essenziale).
Ciò premesso è ridicolo che i partiti che hanno una rappresentanza in parlamento debbano dimostrare la propria rappresentanza democratica, cioé di avere un minimo seguito locale per poter partecipare alle elezioni provinciali o regionali.... Cambiamola sta legge và..
Alessandro Berta ha scritto il 12 maggio 2009 alle ore 16:22
per Roberto Bazzano, ho necessità di parlarti, inviami una mail al seguente indirizzo berta.a@uisv.it
grazie
Alessandro Berta

