Antonio Marotta ha scritto il 25 febbraio 2010 alle ore 15:54
Che pena. Pensate a una festa di matrimonio, una cenetta intima a lume di candela come primo appuntamento o quant'altro. Immaginate la bellezza di cenare in un ristorante in riva al mare, c'è il tramonto, il vociare si abbassa e all'improvviso...trrrrrrr!!! Arriva su un carrellino meccanico il branzino che avevate chiesto!!!
Certamente non faccio parte di quel 90%...
Antonio Marotta ha scritto il 05 febbraio 2010 alle ore 17:30
Non si vorrebbe mai inneggiare alla violenza...ma come dare torto a questi due commenti se, prima di condividerli, ne avevo uguale pensiero? Ma che male fanno questi gattini? Ma che cattiveria è quella di avvelenarli? Guardate il micio nella foto dell'articolo...è bello e contento e non sa che è il suo ultimo pasto. Provate a immaginare così, anche se è certamente una foto di repertorio. Che vigliaccheria, ma tanto è solo un gatto...
Antonio Marotta ha scritto il 02 febbraio 2010 alle ore 13:20
Leggendo la rassegna stampa, risulta che il Nostro, ha rilasciato una stizzita intervista al Secolo XIX, che usa come organo ufficiale per l’annuncio del suo definitivo abbandono al progetto ligure e alla Liguria.
Dall’articolo traspaiono una superbia, una cafonaggine e una boria opportunistica senza eguali, rendendo un’idea perfetta che ci si può fare dell’individuo in oggetto, già in passato distintosi altrove per queste citate doti.
Posso anche ritenere comprensibili gli sfoghi di chi si trova nella condizione di dover abbandonare un progetto, anche se già presentato e nella sostanza uguale, a San Pietroburgo e anche lì bocciato.
Ma non è concepibile che questo novello “furbetto del quartierino” prima spieghi le sue forze, alla pari di un tarantolato, per la Liguria e dopo disprezzi i liguri, definendoli dei borgatari ignoranti e immeritevoli del suo autocelebrato talento. Mi ricorda molto da vicino la fiaba della volpe e l’uva. La morale è identica e, mai come in questo caso, attuale.
Leggete pure, questa intervista esclusiva, e vi accorgerete di che coerenza, già dimostrata altrove, è fatto questo individuo che nei modi e metodi sembra più un ras di quartiere, che un architetto.
In sostanza. Stia calmo, Fuksas: non è la Liguria che non la merita, ma è la Liguria che può fare a meno di lei. E scenda dal quel piedistallo che si è auto assegnato: a questo mondo tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile. Neanche lei.
Antonio Marotta ha scritto il 02 febbraio 2010 alle ore 09:29
Mi viene spontanea una domanda: ma è Fuksas che decide in ogni dove cosa si farà o non si farà? E' lui, dunque, il capo supremo dell'amministrazione savonese? Ad ogni modo un grazie a tutti coloro che si sono mobilitati contro questa bruttura, facendo sentire la propria voce, e un biglietto di sola andata in omaggio all'insalutato ospite...
Antonio Marotta ha scritto il 10 novembre 2009 alle ore 17:49
Speriamo solo che non si faccia venire qualche altra esternazione di dubbio gusto...
Ultimamente la favella gli va a ruota libera. Libera, inopportuna, importuna.
Antonio Marotta ha scritto il 03 settembre 2009 alle ore 10:18
Non posso che complimentarmi con l'iniziativa di Chiara Facco, del resto faccio parte del gruppo da lei creato.
Confesso che è la villa dei miei sogni, perché in fondo questa è Villa Zanelli: una villa da sogno.
Peccato che con il passare del tempo, il sogno si sia tramutato in incubo: tutto chiuso, transennato, degradato.
All'inizio, pensai che si trattasse di una condizione transitoria, di quelle che precedono un restauro, perché una costruzione di così rara bellezza, un biglietto da visita della città, contenente un patrimonio artistico e culturale come pochi, non poteva certamente subire un abbandono totale.
Con il tempo ho scoperto che, invece, di abbandono totale si è trattato. Non ho parole per descrivere la delusione che provo ogni volta che la vedo. Non è così che si tengono le cose belle di una città.
Ed è avvilente constatare che Villa Zanelli è stata vittima della burocrazia, prima, e dei vandali, dopo. Dell'incuria materiale e morale, durante.
Antonio Marotta ha scritto il 30 giugno 2009 alle ore 17:23
...che poi Burlando sia un incapace totale, questo è fuor di luogo. Già uno che prende l'autostrada contromano, e non ha neanche bevuto...almeno quellla del bere era di per sè una scusante!
Qui non è questione di destra o sinistra, pardon, PD o PDL, è questione di saper fare le cose prendendo la situazione per le redini, senza addossare i disservizi alle precedenti gestioni e così facendo, prendere tempo...
Antonio Marotta ha scritto il 30 giugno 2009 alle ore 17:02
...dimenticavo, grazie Presidente Ciampi! Sei stato l'unico che ha saputo darci uno scatto di orgoglio, quell'orgoglio sobrio e non pomposo, assente di retorica, di essere Italiani!
Antonio Marotta ha scritto il 30 giugno 2009 alle ore 16:52
Anche se il proposito, potrebbe essere in teoria soddisfacente, finirà come alle solite: un gruppo di amici, in vena di allegria e di nessun danno, finirà con l'essere multato da una pattuglia volante.
Poi, il cittadino esasperato da continui schiamazzi e vessato dalla ritorsione, com'è accaduto qualche tempo fa, che si è visto distruggere il portone di casa dallo schiamazzatore di turno, rimarrà senza soddisfazioone di giustizia data, poichè è regola certa non del comune di Albisola, ma di tutti i Comuni italiani: forte con i deboli, debole con i forti.
Antonio Marotta ha scritto il 30 giugno 2009 alle ore 16:18
Come al solito, il Nostro ha perso un'altra occcasione per stare zitto e, di conseguenza, fare una implicita bella figura.
Ho avuto occasione di interpellare amici esteri: al di là delle solite testate scandalistiche (tipo Der Spiegel con la famigerata P38 posta su un piatto di spaghetti, cosa notoria di parecchi anni fa, anche se i tedeschi dovrebbero avere solo il buon gusto di stare in silenzio), la situazione è tutt'altro che felice. Siamo visti come un Paese di cartapesta, se non peggio. Un Paese che è meglio non descrivere, tanto non si trovino aggettivi per descriverlo. Ma non c'è problema...Lui dice che va tutto bene, anche se c'è una crisi spaventosa, gli operai vanno in cassa integrazione, ma il giorno dopo tutto viene smentito. Sono mesi che Draghi ammonisce su questa disinvoltura di condurre l'economia italiana, ma il Sire dice che va tutto bene. Contento lui...
A tal proposito mi viene in mente Fabrizio Corona: aveva una folla inneggiante quando, una volta scarcerato, roteava le sue mutande dal balcone di casa sua.
Allora mi chiedo: era più scemo lui, a fare una cosa del genere, o erano più scemi quelli che stavano sotto il balcone di casa sua, inneggianti e pronti a raccoglierle?
Meditate, gente, meditate...in fondo non si tratta che di una trasposizione, non di un singolo episodio gossipparo!
Antonio Marotta ha scritto il 17 giugno 2009 alle ore 14:40
Si può anche essere crudeli, giusta o sbagliata che sia, rimane una personale scelta di vita. Ma è la crudeltà gratuita che non ha alcun tipo di giustificazione...
Antonio Marotta ha scritto il 29 maggio 2009 alle ore 16:43
Direi che il commento del sig. Bazzano è molto chiarificatore, nella sua mirabile semplicità. Perchè si tratta di una cosa semplice e fin troppo ovvia: quando si viene investiti di una massima carica, ci si lascia alle spalle il passato e si mettono i panni che la responsabilità del ruolo comporta.
Molti hanno esternato: sobrietà e rigore. Invece, mi pare, questo "signore" sembra non essere mai sceso dalle navi su cui faceva intrattenimento. Ma a rappresentare la propria Nazione, in Patria e fuori, non gli si rende un bel servizio di immagine facendo corna, cucù e altre patetiche amenità di vario genere, su cui sarebbe meglio, e pietosamente, sorvolare.
Un uomo di Stato, con la esse maiuscola, deve esserne il degno e serio rappresentante, non fosse altro in segno di rispetto verso quella esse maiuscola, e la responsabilità del ruolo che comporta.
Certe pagliacciate, lasciamole a Fabrizio Corona e simili che, almeno per il momento, sono semplici cittadini con la vocazione innata alle sbruffonerie.
Ritengo, inoltre, singolare che una persona con un tale carico di procedimenti processuali in corso, a torto o a ragione che siano, possa ricoprire tale carica. Un qualsiasi cittadino, con un centesimo dei procedimenti penali di cui sopra, non potrebbe partecipare neanche ad un concorso municipale per la qualifica di netturbino. E questo, con tutto il rispetto per la categoria.
Antonio Marotta ha scritto il 15 aprile 2009 alle ore 12:34
Una gratuita e inutile crudeltà. A chi davano fastidio questi poveri gattini? Mi viene in mente quel famoso detto: più conosco gli uomini e più apprezzo gli animali.
Crudeltà per crudeltà li si poteva abbandonare senza chiuderli in un sacchetto, presso qualche giardino o in un vicolo. Poi il destino avrebbe deciso per loro.
Un anno fa mi è capitata una randagina di un mese, malata e isolata dal branco. Ho cercato di fare il possibile per tirarla su, ma era molto debilitata. Alla fine l'ho affidata alle cure della mia veterinaria, con l'intento di restituirla alla sua vita randagia, ma almeno a posto, in condizione di poter affrontare sana la sua vita. Poi, una volta guarita, non ho avuto il cuore di lasciarla andare via e l'ho tenuta con me.
Ma che ne parlo a fare. Molto meglio buttarli da qualche parte chiusi in un sacchetto, una gran bella prova di coraggio e civiltà...
Antonio Marotta ha scritto il 18 marzo 2009 alle ore 17:26
Il sarcasmo di Sudor era fin troppo prevedibile, quindi, almeno da parte mia, nessun equivoco. Personalmente sono poco propenso a subire gli altrui soprusi, specie da parte di chi si crede o si sente, al di sopra delle regole del vivere civile. Siano albanesi, romeni e non. Certo, verso questi ultimi, nutro una insofferenza particolare, dovuta a una elementare regola: non sopporto chi si sente in diritto di venire a comandare in casa mia. Qualcuno mi dirà che sono razzista? E allora sì, sono razzista. E allora?
Ritengo che il problema stia a monte: oggi come oggi, molta gente è diventata litigiosa, prepotente, iraconda, e basta un nonnulla per scatenare violente reazioni. Proprio l'altro giorno mi è capitato un curioso episodio: sceso da un mezzo pubblico, mi sono acceso una sigaretta e, con la coda dell'occhio, mi sono accorto che un tizio mi osservava e mi sono sentito apostrofare ad alta voce con un "che schifo", ovviamente riferito alla mia sigaretta. Che dovevo fare? Dirgli di farsi una carrettata di, chiamiamoli così, affari suoi? E per fare cosa, poi, finire alle mani? Finire in un commissariato per una denuncia per lesioni, nel caso la situazione fosse degenerata?
Mi ripeto, sono poco propenso a subire prepotenze, ma quando si ha a che fare con gente poco normale è meglio evitare di trascendere.
Veramente, veramente non so più dove stiamo andando a finire, e basta ascoltare la cronaca quotidiana nazionale e internazionale per rendersi conto che questo è sempre di più un mondo che sta girando all'incontrario...
Antonio Marotta ha scritto il 17 dicembre 2008 alle ore 17:01
Ci saranno dei giudici a Berlino, come disse il mugnaio di Postdam contro le continue vessazioni del re di Prussia.
Sia come sia, mi sembra che questo possa considerarsi già un bel passo fatto in avanti. E, a questo punto, gli amministratori in oggetto non potranno non tenere conto di questo rifiuto. Almeno si spera!
Antonio Marotta ha scritto il 15 dicembre 2008 alle ore 17:14
In tutta sincerità trovo che questa bagarre lasci il tempo che trova, considerando gli altri e innumerevoli problemi che assillano Albisola e dintorni, non ultima questa pericolosa ondata di maltempo.
Tuttavia se ognuno di noi è libero di esprimere il proprio pensiero, è importante che se ne assuma le proprie responsabilità, anche quelle a venire.
Sarà compito della magistratura valutare se sono punibili le accuse di Gambaretto o censurare e approfondire l'operato pubblico e privato di Parodi.
Si può solo tristemente notare che il confronto con gli avversari politici si basa sempre di più sulla reciproca denigrazione, circostanziata o no che sia.
Usanza che, almeno in Italia, si perde nella notte dei tempi. Spero che molti rammentino la questione Fanfani/Piccioni. Non lamentiamoci se poi, questi ne sono i frutti.
Antonio Marotta ha scritto il 14 novembre 2008 alle ore 17:52
Auguri Eluana...auguri non so di che, ma comunque auguri. Hai un padre semplicemente meraviglioso.
Ps. Che fine ha fatto Ferrara, che durante le elezioni spargeva bottiglie di acqua a destra e a manca? E' proprio vero, passata la festa, gabbato lo santo.