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Annalisa é un Novellino

Nickname: Annalisa
Registrato dal: 09 maggio 2008
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Annalisa ha scritto il 27 aprile 2010 alle ore 21:59
La cosa scandalosa è che tutto ciò...è a discrezione del personale!!Non esiste ne' una regola, ne' un senso poichè non si assicura un ricambio dell'affluenza alla fasca. Di fatto, chi è entrato alle 19:30 non è certamente costretto ad andarsene dopo 45 minuti scarsi per lasciar posto agli utenti del "turno" successivo. Pertanto in tal modo non si scongiura un sovraffollamento del locale e una più facile fruizione del servizio che, visti i fatti, diventa un disservizio...anche troppo caro.
Annalisa ha scritto il 12 agosto 2009 alle ore 19:21
3 o 5 euro l'ora???non bisogna per forza far riferimento al settore agricolo per riscontrare una situazione di questo tipo. fate due domande a chi fa lavori stagionali (a volte anche no) e che lavora in nero per 3,10 euro l'ora...ITALIANI!
Annalisa ha scritto il 29 maggio 2009 alle ore 20:53
Trovo che sia necessario precisare che le certificazioni ISO si pagano!Teoricamente lo status di "prodotto acquistabile" delle certificazioni ne renderebbe più facile l'ottenimento, è sufficiente pagare. Inoltre, nella nomenclatura si fa riferimento al "parametro internazionale dedicato alla sostenibilità" e sono certa che, come me, molti cittadini si stiano chiedendo quale delle presunte innovazioni savonesi abbia preso l'encomiabile sentiero delle sostenibilità. Un fatto su tutti: una città sulla quale pende dall'anno scorso la minaccia incombente di un destino simile a quello di Napoli sul fronte dei rifiuti, non dovrebbe nemmeno intraprendere l'"annoso" iter che comporta questa certificazione. Non mi metto nemmeno a fare il discorso sulla sostenibilità delle future mega "opere" che Savona e il suo comprensorio si accingeranno presto a compiere (che lo vogliamo o meno). Parlo del semplice smaltimento della nostra rumenta! Partire da lì sarebbe già un buon traguardo per la città, altro che certificazione!
Annalisa ha scritto il 02 aprile 2009 alle ore 12:57
Confermo, è la più cara...
Annalisa ha scritto il 13 marzo 2009 alle ore 21:24
Che bella notizia!
Annalisa ha scritto il 20 febbraio 2009 alle ore 16:15
Perfettamente d'accordo. Inoltre sarebbe davvero molto utile alla CRI e alle P.A. stesse, ahimè sempre in carenza di volontari.
Annalisa ha scritto il 19 febbraio 2009 alle ore 13:29
curiosità? ma si tratta dello stesso giudice della sentenza dell'automobilista unbriaco che travolse il motociclista, uccidendolo?
Annalisa ha scritto il 19 febbraio 2009 alle ore 11:33
due anni? mi auguro che ci pensi qualcun altro al, di fuori della (in-)giustizia italiana, a far sì che questa "persona" non faccia altri danni. Ad ogni modo, a parer mio, è più al sicuro in carcere che fuori.
Annalisa ha scritto il 19 febbraio 2009 alle ore 01:44
Bravissime ragazze!!!!
Annalisa ha scritto il 19 gennaio 2009 alle ore 12:42
Maximo ha pienamente ragione. Inoltre sembra che in Italia questo tipo di aggressioni sia un rito d'iniziazione. La Legge non ci permette di difenderci come siamo costretti a fare. Ripeto "costretti" poichè la situazione, a causa di molteplici fattori, è diventata insostenibile. Se in questo Paese la certezza della pena viene letta come un eccesso di severità, cerchiamo almeno di interpretarla come un aiuto dovuto alla vittima che non si ritroverà davanti il proprio aguzzino dopo poco tempo. I fatti purtroppo ci insegnano che le cose non funzionano così. Viene da pensare che l'unico modo che ha l'aggredito per difendersi o avere giustizia, sia quello di avvalersi a sua volta dell'incertezza della pena...
Annalisa ha scritto il 02 novembre 2008 alle ore 22:46
I dispositivi acustici e luminosi vengono attivati solo in base alla gravità del paziente, non a discrezione dell'autista bensì previa valutazione dell'operatore del 118 (personale adeguatamente formato) durante la quale è affiancato da un infermiere e da un medico in Centrale Operativa. Non bisogna dimenticare che l'operatore che ci risponde potrà valutare la gravità del caso solo da ciò che gli viene riferito da chi chiama, il quale potrebbe essere il paziente stesso, un familiare o un testimone estraneo. Molto spesso la C.O. riceve chiamate da persone molto agitate le quali non forniscono un giudizio obiettivo su ciò che sta accadendo. L'operatore, quindi, può essere impossibilitato a fornire un codice che sia fedele al 100% alla situazione reale, questo per via delle variabili appena elencate che sono solo quelle tra le più frequenti. Nel caso in cui il paziente oscilli tra un codice verde e un giallo, la valutazione dell'operatore è più probabile che protenda per il codice giallo. Così sarà tra giallo e rosso. L'ambulanza viene mandata sul posto con il codice deciso dalla C.O. (giallo e rosso con sirene e luci blu!). Quando il mezzo arriva sul luogo del soccorso, i militi faranno una valutazione in base a precisi protocolli in atto che potranno confermare o smentire i codici di partenza della C.O. (il famoso codice giallo può rivelarsi un verde o, purtroppo, un rosso). Quando i militi, date le circostanze, devono cambiare il codice che il 118 aveva assegnato loro prima che si arrivasse sul posto, essi devono informare la C.O. che a sua volta autorizzerà o meno il cambio codice. Come si può notare, nulla è lasciato al caso, o tantomeno al libero arbitrio degli autisti che si risparmierebbero volentieri un'uscita in codice rosso. Per ciò che riguarda le assicurazioni, le sirene non manlevano da alcuna responsabilità gli autisti, i quali rispondono in prima persona in caso di incidente. In caso di sinistro, all'autista del mezzo di soccorso viene comunque contestata l'eventuale infrazione al codice della strada, anche se il codice viene infranto durante un'urgenza.
Annalisa ha scritto il 21 settembre 2008 alle ore 18:58
Gentile sig.ra Giuliana, intervengo raramente alle discussioni alle quali non posso dare un contributo informato ma non sono riuscita a rimanere indifferente ai suoi commenti. ***E poi la disabile che non può circolare per le strade della città. Ma stesse a casa.* Lo sforzo per risponderle nella maniera più adeguata è davvero notevole. Sbirciando il suo profilo mi è saltata subito all'occhio l'età che ha dichiarato di avere. Mi sono chiesta immediatamente che esempio possa dare una 50enne alle generazioni più giovani. E' forse così che insegniamo ai figli il rispetto per chi è più sfortunato di noi? ***Caterina ha a sua disposizione tutta piazza Europa per girare con la sua carrozzella.mi pare che basti.* Per un attimo ho creduto che lei stesse parlando di un'area cani piuttosto che di una cittadina a misura d'uomo. A giudicare dalle sue parole, Caterina dovrebbe disporre solo di piazza Europa come sua personalissima finestra sul mondo. ***Se vai alla Coop, ci sono più posti per disabili che per persone normali e per di più i loro posti sono i migliori, più vicini all'ingresso. Stiamo davvero esagerando.* Credo che a questo punto sia doveroso precisare (pensavo che non si dovessero spiegare queste cose a nessuno...non si finisco mai di imparare) che il numero dei parcheggi dedicati ai disabili è regolamentato dal DM 236 all`art. 8.2.3 che afferma che sono previsti posti auto riservati ai diversamente abili in misura minima di 1 su 50 posteggi "normali". Mi sembra logico che nell'area parcheggi di un supermercato, suddetti posti auto siano più vicini all'ingresso per facilitare gli utenti che non deambulano con la facilità di chi può permettersi di fare qualche metro in più per salire in macchina. Ma forse adesso mi risponderà che ai disabili non dev'essere consentito andare al centro commerciale o andare a fare la spesa (se ci riescono!). Ma certo che mi risponderà così visto che, secondo lei, ad Albenga, Caterina (e con lei molti altri) devono accontentarsi di circolare in piazza Europa! Vorrei spendere qualche parola anche sull'eventuale investimento per abbattere le barriere architettoniche che non servono solo ai diversamente abili ma anche al cittadino normodotato che si ritrova a dover ricorrere alle stampelle o alla sedia a rotelle per un breve periodo. A causa di una grave patologia mia madre è affetta da una disabilità motoria molto grave. A 49 anni ha iniziato a dover fare a meno dell'uso degli atri inferiori con due ragazzini da crescere. Le assicuro che non è stato facile per nessuno di noi. Abbiamo dovuto affrontare delle spese ingenti soprattutto i primi tempi, prima che le riconoscessero l'invalidità permanente che le ha concesso alcuni (ahimè pochi) benefici fiscali. Saprà sicuramente, signora Giuliana, che anche lei paga con i suoi contributi le agevolazioni per le invalidità e che anche mia madre(come tutti gli altri lavoratori) ha pagato per anni senza pensare che un giorno avrebbe avuto bisogno di usufruirne. Le cose da dire non si contano, sarebbero troppe. Sono sicura che il caso ci farà incontrare prima o poi, magari sarà una di quelle persone che parcheggiano nei posteggi per disabili perché sono più vicini all'ingresso. Magari ci troveremo lì, a discutere. Ovviamente le auguro di condurre la sua vita esattamente come la conduce adesso. Tuttavia, nel caso contrario, sono certa che ci vedremo in piazza Europa con mia madre che, sono sicura, avrà molte cose da spiegarle. Dimenticavo di precisare che non mi infastidiscono i disabili che mi attraversano la strada, al contrario trovo insopportabili i "normodotati" come lei che si sforzano tanto per sembrare culturalmente portatori di handicap. Spero non sia contagioso. A proposito di privilegi, mi chiedo cosa le manca per farla sentire parte di quella categoria di super-privilegiati che possono contare su quattro arti funzionanti. Non la biasimo, signora. Fossi in lei nemmeno io sarei così soddisfatta vista la testa che sorreggono. Un cordiale saluto a lei e, se posso permettermi, un abbraccio affettuoso al signor Bruno, che non conosco ma al quale mi sono sentita tanto vicina. Annalisa Berruti Mi dispiace di aver occupato la discussione con un commento così lungo (e anche off-topic). Credo che sia stato necessario.
Annalisa ha scritto il 01 settembre 2008 alle ore 19:07
Pensiero utopico: vorrei che questi report servissero a scoraggiare chi ancora si mette al volante credendo di essere così invincibile da diventare anche invulnerabile a incidenti stradali causati sempre più spesso da guidatori che hanno alzato il gomito . Visto che purtroppo questa gente non si preoccupa degli effetti della loro negligenza a livello umano (leggi morti e feriti), forse è bene puntare su una "campagna" fatta da report da questo tipo. magari il pensiero della patente ritirata o del mezzo sequestrato farà desistere chi non si fa impressionare da report ben più drammatici. Naturalmente è un'utopia
Annalisa ha scritto il 28 agosto 2008 alle ore 16:00
Che bello sentire che certe cose accadono sul serio.
Annalisa ha scritto il 15 agosto 2008 alle ore 18:15
Grandissimo
Annalisa ha scritto il 08 agosto 2008 alle ore 20:42
Se non sbaglio una volta andava tanto "di moda" la multa che puniva i conducenti di motorini "troppo rumorosi"(o forse dovrei dire con marmitte non perfettamente a norma). si diceva che la polizia municipale fosse in grado di stabilire l'avvenuta infrazione con la misurazione dei decibel. Vista la dimensione del fenomeno mi viene da pensare che tale multa non sia più in voga infatti, in un paio di anni, si è moltiplicato il numero di piccoli centauri (il più delle volte minorenni) in sella a motorini super-veloci e super-rumorosi...senza contare il modo in cui vengono condotti...
Annalisa ha scritto il 06 giugno 2008 alle ore 18:33
Grazie mille!! Uno studente, nel caso voglia permettersi il lusso di fare una nuotata nella piscina comunale, può anche "sottoscrivere" un abbonamento per 15 ingressi in libera balneazione sborsando 53 euro (95 se gli ingressi sono 30). Forse un pò troppo non solo per gli studenti.La convenienza è tanta se si fanno due calcoli ma l'importo è sempre troppo alto. In fin dei conti gli aumenti vertiginosi degli ultimi 2 o 3 anni giustificano solo in parte l'aumento dei costi di gestione e tuttavia occorre ricordare che non c'è stata alcuna miglioria sostanziale a livello di struttura (vedi la vasca). Ancora grazie
Annalisa ha scritto il 26 maggio 2008 alle ore 17:30
Grazie!!!Di via Olivetta non si occupa mai nessuno! ;)
Annalisa ha scritto il 24 maggio 2008 alle ore 19:17
io li ho visti al S.Corona proprio oggi. Un'idea carina...in quel contesto!l'idea non è male ma difficile controllare una volta istituiti questi parcheggi...e poi magari saranno contenti quegli automobilisti che non riescono a resistere alla tentazione di parcheggiare in un posteggio per disabili pur non essendone autorizzati...avranno qualche parcheggio in più dove poter sostare...
Annalisa ha scritto il 20 maggio 2008 alle ore 14:54
Sarebbe opportuno occuparsi di faccende più serie
Annalisa ha scritto il 15 maggio 2008 alle ore 14:57
ma basta??? a quanto pare invece d'informazione di questo tipo non se ne fa mai abbastanza
Annalisa ha scritto il 09 maggio 2008 alle ore 22:35
Che bello sapere che c'è qualcuno che crede ancora nel senso civico. Al giorno d'oggi questa notizia sembra quasi una favola. complimenti al pensionato