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Corte Costituzionale annulla le disposizioni sulla caccia, Bruzzone: “I cinghiali ci mangeranno?”

Mai: "I due commi dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale non fanno decadere la legge regionale"

Regione. “Il titolo vero dovrebbe essere ‘I cinghiali ci mangeranno?'”. Così Francesco Bruzzone, cacciatore e consigliere regionale in Liguria commenta la notizia relativa alla sentenza della Corte Costituzionale in merito ai provvedimenti sulla caccia della Regione Liguria.

“È opportuno evidenziare che il provvedimento di legge della Regione Liguria era inerente non alla caccia in generale, ma al controllo faunistico: c’è differenza. I cacciatori, con senso di responsabilità e attaccamento per il territorio, avevano garantito la loro disponibilità, in caso di eccessiva presenza di ungulati (cinghiali, appunto) a effettuare battute a caccia chiusa, o in zone dove l’attività venatoria è interdetta, al fine di ridurre la presenza di questi animali”, afferma.

“Se in precedenza la norma prevedeva che sul luogo dovesse esserci presente la polizia provinciale, la legge promossa dalla Regione Liguria prevede, data la nota carenza di organico subita a seguito della ‘chiusura’ delle Province, la possibilità che siano presenti, in loro sostituzione, di altri agenti, anche volontari, che abbiano titolo a fare da vigilanza sulla caccia. È su questo che si è espressa contraria la Corte Costituzionale”, prosegue Bruzzone.

“come risultato, da domani in avanti si potranno effettuare battute di controllo solo in presenza di agenti della ex polizia provinciale, i quali sono già in grossa difficoltà a fare tutto il resto. In sostanza, verranno ridimensionate o quasi del tutto annullate le battute di controllo faunistico. Che sia chiaro a tutti: questo non è un provvedimento contro i cacciatori, che continueranno ad andare a caccia nel corso della stagione venatoria e che avevano semplicemente dato la disponibilità a fare un servizio gratuito e volontario per il territorio. È un provvedimento contro la collettività e contro gli enti pubblici, che non potranno più intervenire per arginare l’eccessiva presenza di animali, e i cinghiali potranno scorrazzare liberi e indisturbati, senza controlli, nelle campagne, nei campi, ovunque riusciranno ad andare.”

“Una pessima notizia per la categoria degli agricoltori, ai quali i cacciatori avevano dato una grossa mano”, conclude il cacciatore e consigliere regionale Francesco Bruzzone.

L’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai commenta così la sentenza della Corte Costituzionale: “I due commi dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale non fanno decadere la legge regionale. Siamo già al lavoro per trovare una soluzione e sanare i rilievi della Consulta: a breve affronteremo il tema con le associazioni agricole che sono seriamente preoccupate per le ricadute della sentenza della Corte sulle produzioni locali”.

“I due commi, oggi dichiarati illegittimi – spiega Mai – colmavano il vuoto lasciato dai tagli indiscriminati sul personale della Polizia provinciale, decisi dalla legge Delrio, aggravati ulteriormente dalla sopressione del corpo forestale dello Stato e da una legge nazionale che risale a 25 anni anni fa e che il governo non mette al passo con i tempi. L’introduzione, da parte di Regione Liguria, di soggetti volontari, adeguatamente formati, e quindi anche di cacciatori, per il controllo della fauna selvatica a supporto gratuito degli agenti delle ex Province, si era reso necessario visto lo scarso numero sul territorio degli agenti stessi, a seguito della soppressione degli enti intermedi.

“Con la sentenza della Corte – conclude l’assessore Mai – si prospetta il rischio, soprattutto all’approssimarsi della stagione estiva di maturazione dei frutti e degli ortaggi, di una presenza incontrollata del cinghiale sul nostro territorio e quindi di un grave danno per l’agricoltura e i muretti a secco. Nel prossimo Tavolo verde, ci confronteremo con le associazioni agricole per trovare delle soluzioni alternative attuabili. Certo è che il ruolo dei Comuni si rende ancora più strategico nella prevenzione e nella pulizia delle zone periurbane”.

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