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Assolto dall’accusa di stalking dell’ex moglie, ma per tre anni non ha potuto avvicinarsi ai figli

All'uomo era stato imposto un divieto di avvicinamento alla donna ed ai loro bambini, la svolta nel processo proprio dopo la deposizione della presunta vittima

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Savona. Era stato denunciato per stalking dall’ex moglie e per questo motivo per più di tre anni non ha potuto avvicinarsi né a lei né ai loro figli a causa di una misura di divieto di avvicinamento. Ieri, però, al termine del processo le accuse di aver “perseguitato” la donna contestate ad un quarantenne residente nel ponente savonese sono cadute e lui è stato assolto perché il fatto non sussiste.

I fatti per i quali l’uomo (che era assistito dall’avvocato Camilla Fasciolo) è finito a giudizio risalivano ai primi mesi del 2015 quando, al termine di una separazione difficile, era stato appunto denunciato dalla ex moglie per stalking (reato che punisce chi provoca ansia, timore o costringe la vittima a cambiare le proprie abitudini). Poco dopo la denuncia, anche alla luce delle tensioni dovute alla separazione, al quarantenne era stato applicato quindi il divieto di avvicinarsi ai figli e alla ex moglie, se non in un contesto protetto. Misura che è rimasta in piedi fino al maggio scorso quando è decaduta per il decorso dei termini.

La svolta processuale, dopo che nella prima udienza (nel 2016) era stata tentata una conciliazione delle parti, è arrivata soltanto nel maggio scorso quando in aula è stata sentita la presunta vittima. A sorpresa, però, l’ex moglie ha spiegato di non aver mai temuto per la propria incolumità, né di aver avuto paura dell’uomo, ma piuttosto che era infastidita nel vederlo vicino  alla fermata dello scuolabus dei figli oppure di incontrarlo per strada.

Per questo, anche alla luce dell’esito del dibattimento, ieri l’uomo è stato assolto con formula piena ed ha visto finire un’odissea durata tre anni durante la quale non ha potuto avvicinarsi ai propri figli se non in presenza di estranei.

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