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Tentata rapina in ristorante di Vado con pistola giocattolo: l’autore va ai domicilari

L'uomo, un 44enne, davanti al gip ha chiesto scusa per il suo gesto: "Volevo dei soldi per aiutare la mia famiglia"

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Vado Ligure. Il gip Francesco Meloni ha concesso gli arresti domiciliari all’uomo di 44 anni, Massimo Maria Antonio P., che giovedì scorso è stato arrestato a Vado ligure dopo aver tentato di rapinare il ristorante cinese “Shangri-la”, sulla via Aurelia, impugnando una pistola giocattolo.

L’attenuazione della misura cautelare è stata concessa questa mattina, al termine dell’udienza di convalida di arresto. Durante l’interrogatorio l’uomo, che è difeso dall’avvocato Antonio Falchero (oggi sostituito dal collega Paolo Gianatti) ha ammesso le sue responsabilità ed ha chiesto scusa per il suo comportamento: “Volevo prendere dei soldi per aiutare la mia famiglia. Ho sbagliato, non lo farò mai più. E’ stata una pazzia” ha detto il quarantaquattrenne al giudice.

Dopo l’audizione, quindi, Massimo Maria Antonio P. è stato scarcerato (è rimasto in cella tre giorni) e ora dovrà rispettare gli arresti domiciliari a casa insieme ai genitori.

Secondo quanto ricostruito dai militari, l’altra sera, l’uomo ha fatto irruzione nel ristorante col volto travisato e l’arma finta (che, come si vede dalla foto, poteva però sembrare vera) in mano.

rapina shangri-la

A quel punto ha chiesto i soldi della cassa, ma, grazie alla reazione del titolare del ristorante, che lo ha bloccato con l’aiuto di un dipendente e al tempestivo arrivo dei carabinieri, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentata rapina. Gli uomini dell’Arma, davanti al locale, hanno trovato anche lo scooter usato dal rapinatore che aveva la targa coperta con un sacchetto di plastica.

Sempre giovedì scorso, ma nel pomeriggio, a Vado c’era stato un altro tentativo di rapina a danno del bazar cinese “Shopping Jin”. Secondo la testimonianza del titolare (che era riuscito a mettere in fuga il malvivente), il responsbile era armato di una pistola giocattolo: lo stesso tipo di arma sequestrato dai militari. Per questo i carabinieri sospettano che Massimo P. possa essere responsabile anche di questo episodio, ma, al momento, non è stata formalizzata nessuna ulteriore contestazione a carico dell’uomo.

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