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Scandalo al cimitero…

Ancora dibattito sulla polemica infinita della lapide a Savona

Savona. Sto pensano con un sorriso ai gendarmi della memoria che hanno subito un ulteriore stress, dopo la installazione della targa per Giuseppina Ghersi, a causa di una scritta su di un cippo all’interno di un camposanto, quello di Savona. L’iscrizione che li ha tanto scandalizzati, di natura prettamente storica e non politica, ricorda correttamente che fra le forze armate che hanno avuto dei caduti nel corso di azioni belliche della seconda guerra mondiale, ci sono stati fra gli alpini, gli artiglieri, gli autieri, i bersaglieri, i carabinieri etc etc, anche dei reparti delle cosiddette CCNN, camice nere.

E’ una scritta di moltissimi anni fa ed essendo confinata all’interno di un Camposanto, ha un carattere di sacralità come è giusto che sia.

Però si sa che ai gendarmi della memoria salta subito il sangue agli occhi quando pensano, a torto in questo caso, che si sia voluto fare una azione di bieco revisionismo storico e qualcuno, con grande coraggio e dinamismo, ha provveduto ad oscurare con una striscia di nastro adesivo la scritta “Camicie nere”.

Tutto ciò farebbe ridere, se nonché qualcuno, in un impeto di bellicosa vitalità, ha proclamato che l’ideale sarebbe rimuovere quella scritta dal cippo ma, visto che rimuoverla sarebbe un po troppo faticoso, in mancanza di meglio si è reso disponibile a andare al cimitero, raggiungere il cippo che è abbastanza dentro alla cinta muraria e coprirlo sempre con del nastro adesivo, fino a qui si spinge l’eroica azione di questi soggetti da comica finale.

Tornando seri, la storia, qualunque essa sia, nel bene e nel male, non si può cancellare con un rotolo di nastro adesivo e nessuno potrà mai cancellare quelle centinaia di caduti che i reparti militari delle CCNN hanno avuto nel corso di azioni di guerra sui vari fronti della seconda guerra mondiale.

Si potrà discutere delle scelte, ma quelle ossa che riposano dopo aver affrontato il fuoco nemico meritano rispetto.

Sempre seriamente vorrei sapere cosa ne pensa la Procura della Repubblica di Savona di persone che vanno in un cimitero a coprire con un rotolo di nastro adesivo scritte che ricordano caduti in guerra. Se partiamo dal principio che una incisione non ci va bene e quindi la ricopriamo, allora prepariamoci a vedere tanti monumenti di Savona e non solo, coperti e rifasciati come pacchi natalizi, a volte mi domando se alcuni soggetti hanno smarrito l’intelligenza e vagano come oche a cui hanno tagliato la testa, senza meta e senza sosta.

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