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Scambiava messaggi con minorenni e le incontrava nel suo negozio: commerciante condannato per aver palpeggiato una 15enne

L'uomo, un 48enne, è stato assolto dal reato di adescamento di minori: secondo la difesa era una delle ragazzine ad essersi infatuata di lui

Savona. Era finito a giudizio con la gravissima accusa di adescamento di minorenni e violenza sessuale perché – questa l’accusa contestata dalla Procura di Savona – tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, aveva scambiato messaggi su Facebook e Messanger con due ragazzine, che all’epoca avevano una 15 e l’altra 14 anni. Un atteggiamento che, secondo il pm Chiara Venturi, un commerciante di 48 anni, titolare di un negozio nel ponente savonese, utilizzava per adescare le due minori. All’esercente, inoltre, veniva contestato anche di aver palpeggiato sul seno e sul sedere, oltre ad averle dato un bacio a stampo, la quindicenne.

Nel pomeriggio di oggi, il processo per questa vicenda si è chiuso con una sentenza di condanna a due anni di reclusione per violenza sessuale in relazione agli episodi di palpeggiamento avvenuti nel negozio dell’uomo. L’imputato è stato invece assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di adescamento di minori, mentre perché il fatto non sussiste dalla contestazione di violenza sessuale relativa all’episodio del presunto bacio.

Il collegio del tribunale ha deciso di concedere la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento di un risarcimento danni di 8 mila euro alla parte civile (ovvero la ragazzina che all’epoca dei fatti era quindicenne e la madre, assistite dagli avvocati Andrea Costa e Michele Parodi).

Il pm Chiara Venturi, che aveva chiesto per l’imputato una condanna a 3 anni di reclusione per tutti i capi d’imputazione, contestava all’uomo di aver scambiato messaggi equivoci con le ragazzine che chiamava “cucciola” e alle quali mandava cuoricini. In un’occasione aveva anche scritto ad una delle due “non è escluso che ti inviti a pranzo o a cena”: un atteggiamento che, secondo l’accusa, aveva lo scopo di arrivare ad incontrare in intimità le minori (cosa che però non si è mai verificata).

Gli avvocati che difendevano l’uomo, gli avvocati Walter Laganà e Chiara Di Leo, nella loro discussione hanno sottolineato come fosse una delle ragazzine, la quindicenne, ad essersi chiaramente infatuata dell’imputato e a mandargli anche messaggi provocanti come quello in cui gli domandava “con me faresti un figlio?”. Un aspetto che, come ha ribadito nella sua discussione, secondo il pm non era rilevante visto che il commerciante, anziché tentare di troncare quella conversazione, aveva dato corda alla minore.

Per conoscere i motivi della decisione del collegio del tribunale bisognerà attendere 30 giorni.

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