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Savona, Saccone contro gli antifascisti: “Mia visita a Casapound? Sono savonesi come gli altri, cosa pensano son fatti loro”

"Ero lì come sindacalista - spiega - nella sede di un partito legalmente riconosciuto. Sono libera di andare dove e quando voglio"

Savona. “C’è chi chiede scusa e si nasconde dietro un dito e si difende. Io no: io sono stata invitata nella sede di un partito a Savona, un partito legalmente riconosciuto con un codice fiscale che accede a finanziamenti pubblici come prevede la legge italiana, un partito riconosciuto tale dalla Repubblica italiana”. Così Simona Saccone Tinelli, consigliere comunale del Gruppo Misto a Savona, risponde alle critiche arrivate questa mattina dal Coordinamento Antifascista a proposito della sua presenza, ieri, nella sede savonese di Casapound.

La sua partecipazione in veste di rappresentante di Ugl ad un incontro sindacale nella contestata sede di via San Lorenzo ha lasciato esterrefatti gli antifascisti: “Una vergogna – ha tuonato questa mattina un portavoce – non solo la visita, ma anche il fatto che un consigliere comunale, un rappresentante delle istituzioni abbia accettato un invito del genere, un invito che arriva da chi si richiama chiaramente ai valori del fascismo, del peggior fascismo con la Repubblica di Salò”. Uno sdegno che si è tradotto in un appello al sindaco, Ilaria Caprioglio, a “prendere provvedimenti”.

Saccone, dal canto suo, difende a spada tratta la propria scelta: “Sono stata invitata come responsabile delle politiche sociali per la Liguria di Ugl, per altro con altri sindacalisti – racconta – E ho perfino scritto sul mio profilo Facebook che ero stata invitata come Ugl nella sede di CasaPound. Non devo nascondere nulla a nessuno e la mia bacheca è pubblica”.

“Abbiamo parlato di sindacato e territorio e criticità dello stesso – spiega la consigliera – sono cittadini savonesi come tutti gli altri che si pagano di tasca loro una sede e quello che pensano sono fatti loro. Non vedo dove sia il problema”.

“Il problema – rincara poi Saccone – è la cattiveria e la voglia di scontro che vedo in chi continua a fomentare con odio le azioni altrui. Io sono una cittadina, e ho il diritto di avere la libertà di andare come sindacalista e come persona dove e quando voglio”.

Commenti

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  1. Scritto da ANTONIO MANTERO

    Anche quello che pensava Hitler erano fatti suoi ?
    DI-MIS-SIO-NI, DI-MIS-SIO-NI!