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Savona, furia Pd sulla lapide per commemorare le “camicie nere”: “Scandaloso, si cancelli subito”

La lapide, che ricorda le Forze Armate coinvolte nella Seconda Guerra Mondiale, elenca tra i vari corpi d'armata anche la Milizia volontaria fascista

Savona. “È scandaloso che l’amministrazione comunale di Savona, Città Medaglia d’Oro per la Resistenza, abbia deciso di rendere omaggio alla posa di una lapide in cui le Camicie Nere sono affiancate alle forze regolari dell’esercito italiano”. E’ la netta presa di posizione della Segreteria provinciale del Partito Democratico e del coordinamento comunale di Savona sulla vicenda della lapide, scoperta sabato mattina all’interno del cimitero di Zinola, che elenca le Forze Armate coinvolte nella Seconda Guerra Mondiale.

In quell’elenco, infatti, accanto alle più tradizionali (come Alpini, Bersaglieri o Carabinieri) compaiono anche le “Camicie Nere”, ossia ossia la “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale” creata dal Partito Fascista con l’obiettivo di irregimentare le squadre d’azione in una vera e propria milizia riconosciuta dallo Stato. “Le Camicie Nere, eredi dirette delle squadracce, erano la struttura militare del Partito Fascista – ricorda il Pd – regolarizzata in un secondo tempo solo grazie all’instaurazione dell’infausto regime che tutti ricordiamo”.

“È vergognoso che una Istituzione democratica come il Comune di Savona renda omaggio a una organizzazione di quel tipo – tuonano i democratici, riferendosi alla presenza del sindaco Ilaria Caprioglio alla scopertura della targa – È una offesa per tutti coloro che hanno combattuto per la democrazia in questo Paese e per tutti coloro che oggi credono nella libertà e nella Repubblica democratica fondata sulla Costituzione”.

La realizzazione della lapide è un’iniziativa dell’Opera Nazionale Caduti Senza Croce, che con due targhe (quella appunto con l’elenco dei corpi combattenti e una con la lista dei teatri di guerra) ha ampliato un piccolo complesso monumentale già esistente. Ma sul banco degli imputati è destinato a finire il Comune: “Chiediamo che la scritta in onore delle Camicie Nere venga rimossa quanto prima – annunciano dalla segreteria provinciale – Per questo fine ci mobiliteremo a tutti i livelli istituzionali, a partire dal Consiglio Comunale nel quale il gruppo Pd presenterà un’interpellanza sull’argomento”.

Mauro Righello, presidente dell’associazione provinciale del Pd, aggiunge: “Spero fermamente che, non solo la città tutta, ma anche le associazioni d’Arma ed i comandi in essere delle forze armate riportate sulla lapide (Alpini, Autieri, Bersaglieri, Carabinieri, Carristi, Finanzieri, Genieri, Marinai, Aviatori, Paracadutisti, ecc.) prendano formalmente distanza da questo gesto inqualificabile che accomuna, nell’elenco marmoreo inaugurato dal sindaco di Savona, militari e camicie nere”.

I consiglieri regionali del Pd ligure Giovanni Lunardon e Luigi De Vincenzi definiscono l’accaduto “un fatto gravissimo, che ferisce un’intera comunità e che il Gruppo regionale del Partito Democratico condanna con forza. È inaccettabile che una città come Savona, medaglia d’oro della Resistenza, sia stata offesa in questo modo dal suo primo cittadino”.

“Non è possibile che le istituzioni democratiche celebrino le camicie nere che, durante il regime fascista, si sono macchiate di ogni nefandezza, torturando e uccidendo civili inermi e partigiani che si battevano per la libertà. Non siamo disposti a tollerare una vergogna come questa. I fascisti non meritano alcuna celebrazione. Savona è una città fieramente antifascista. Il sindaco Caprioglio, che ha riservato, sabato mattina, tutti gli onori a questa vera e propria schifezza, chieda scusa ai savonesi e rimuova la lapide”.

Non meno “tranciante” il giudizio del Pd ligure, secondo cui si tratta di “una brutta pagina per Savona, un’offesa per la storia e la memoria della città, Medaglia d’oro al Valor Militare per la Resistenza. Non possiamo che giudicare negativamente e condannare l’iniziativa, promossa dall’Opera Nazionale Caduti senza Croce e avvallata dal sindaco Caprioglio presente alla cerimonia di inaugurazione, di intitolare anche alle camicie nere una lapide, posta all’interno del cimitero di Zinola, commemorativa dei militari dispersi e caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ancora una volta, purtroppo, ci troviamo di fronte al pericoloso tentativo di legittimare e onorare le gesta e la figura di chi si schierò con il regime fascista. La pietà per i morti non può essere una scusa per riscrivere la storia e cancellare ogni distinguo tra i protagonisti da una parte e dall’altra di un periodo drammatico e sanguinoso per il nostro paese. Ci impegneremo, attraverso i nostri rappresentanti sul territorio e gli eletti in Consiglio comunale, affinché si faccia chiarezza su quanto accaduto e perché quella scritta, che accomuna le camicie nere ai caduti delle forze armate, venga al più presto rimossa”.

Federico Larosa, Bruno Larice ed Maria Elisabetta De Gaudentis di “Articolo 1” sostengono che “citare anche gli appartenenti allo squadrismo fascista nella città di Savona è un insulto per tutti. Alla cerimonia di scopertura erano presenti le autorità, tra cui il prefetto Antonio Cananà e il sindaco Ilaria Caprioglio, eletta tra le fila del centrodestra: a loro chiediamo spiegazioni e scuse immediate e la rimozione della lapide. L’inclusione nell’elenco delle Camicie Nere (il cui nome è ‘Milizia volontaria per la sicurezza nazionale’ fondata dal fascismo nel 1923 per irreggimentare le ex Squadre d’azione e diventata nel 1924 la quarta forza armata italiana) ha indignato noi e tutto il mondo antifascista savonese e non basta aver coperto con del nastro in modo artigianale la scritta della vergogna”.

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