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Operazione antidroga in piazza delle Nazioni, il Questore: “Segnale importante alla città” fotogallery

Particolare tecnica investigativa con l'ausilio degli "arresti differiti"

Savona. “Un segnale importante per la città, per la percezione di sicurezza dei cittadini, in un periodo di preoccupazione in alcune aree cittadine come i giardini di piazza delle Nazioni e nella zona antistante della stazione, dove esistono due istituti scolastici”.

spaccio piazza nazioni

Così il Questore di Savona Giannina Roatta ha parlato dell’operazione antidroga condotta dalla polizia savonese con sei ordinanze di custodia cautelare in carcere e quattro provvedimenti di divieto di dimora a Savona e provincia eseguite nei confronti di cittadini di origini centroafricane, tutti richiedenti asilo: cinque erano già ospitati in case di accoglienza della provincia savonese, gli altri senza fissa dimora. Sono in tutto una trentina, invece, le denunce a piede libero.

Nell’ambito dell’indagine, andata avanti per alcuni mesi, è emersa una continua attività di spaccio rivolta anche a molti minorenni, in piazza delle Nazioni. Da lì il nome dell’operazione chiamata “Piazza Pulita”: due etti tra marijuana e hashish sono stati sequestrati dagli agenti in tre mesi, con un centinaio di interventi, ai quali hanno collaborato anche i reparti prevenzione crimine di Genova e Torino.

I pusher solitamente spacciavano in piccole quantità: ricevano l’ordine del “cliente”, poi andavano a recuperare lo stupefacente (che era nascosto tra i cespugli oppure sotto il terreno) e poi avveniva la consegna di droga e denaro tramite una “stretta di mano”. Scambi che, negli ultimi mesi, sono avvenuti sotto gli occhi dei poliziotti che hanno raccolto anche foto e video che documentano la continua attività di spaccio.

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“C’era una situazione di criticità, in particolare per la presenza delle scuole – ha detto vice questore aggiunto e dirigente  della Squadra Mobile Rosalba Garello -. Inoltre, è stato necessario adottare una tecnica investigativa diversa. I pusher dopo ogni arresto diventavano più accorti e attenti, soprattutto spacciavano quantità minime e quindi anche dopo l’arresto in flagranza ed il relativo rito per direttissima venivano rilasciati e riprendevano la loro attività illecita”.

“Per questo abbiamo dovuto alzare il tiro e quindi anche sulla base di direttive centrali della polizia ci siamo rivolti al procuratore per chiedere di poter eseguire degli arresti differiti, ovvero un provvedimento che consente di fare più arresti senza destare clamore, in quanto le misure non vengono appunto eseguite immediatamente: veniva prima fermato l’acquirente per certificare lo spaccio, se c’era una cessione ad un minore scattava l’arresto differito, mentre se era a maggiorenne scattava una denuncia a piede libero. Così facendo abbiamo raccolto materiale probatorio che ci ha permesso di arrivare alle misure cautelari” ha concluso il dirigente della Questura savonese.

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