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Manifestazione antifascista a Savona, il Coordinamento: “Le autorità non devono limitarsi a garantire la sicurezza”

La sede di CasaPound in via San Lorenzo potrebbe far deviare il corteo, per il Coordinamento le istituzioni devono agire per ribadire lo spirito antifascista della città

Savona. “E’ inaccettabile che il percorso del corteo sia condizionato dalla presenza di un gruppo che si definisce palesemente neofascista. E’ necessario che le autorità non si limitino a garantire la pubblica sicurezza, occorre un intervento più concreto”. Lo hanno affermato i rappresentanti del Coordinamento Antifascista di Savona, che questa mattina ha incontrato i media per illustrare le ultime novità riguardanti la manifestazione antifascista e antirazzista che si terrà nel pomeriggio di sabato 27 ottobre.

presidio antifascista matitino savona

Sul banco ancora la questione relativa al passaggio del corteo in via San Lorenzo, dove si trova la sede di CasaPound. Questa mattina il Coordinamento ha incontrato ancora il prefetto di Savona Antonio Cananà, che tra oggi e domani comunicherà le prescrizioni della Prefettura per ridurre al minimo i rischi di scontri tra i due schieramenti opposti.

“Rispetteremo le disposizioni delle istituzioni – ha detto il presidente provinciale di Anpi Samuele Rago – ma come è stato detto da altri in altre sedi, noi non siamo d’accordo. Riteniamo inaccettabile che il corteo sia condizionato dalla presenza di CasaPound in via San Lorenzo. A questa manifestazione hanno lavorato e prenderanno parte le associazioni, le Sms, le pubbliche assistenze e le varie realtà del territorio. Durante il corteo ci saranno diverse soste, in occasione delle quali verranno lette, ad esempio, le biografie dei martiri di Madonna degli Angeli e testi legati al tema dall’antifascismo e dell’antirazzismo, cioè le questioni che ci stanno più a cuore. Questa giornata, dunque, sarà un momento di festa e di ricordo e servirà a ribadire quei principi per noi fondamentali. Non pensiamo che ci possano essere pericoli tali da doverci far prendere strade alternative”.

“Tuttavia – ribadisce Rago – questa manifestazione rappresenta una tappa di un percorso molto più lungo, che vuole spingere le istituzioni a farsi carico delle problematiche contro le quali protestiamo. Le autorità, dunque, devono fare la loro parte: non possono essere estranee e non possono limitarsi solo a gantire la sicurezza pubblica durante questi momenti”.

Franco Zunino ha aggiunto: “La presenza di CasaPound è un schiaffo ed una ferita aperta nell’animo antifascista di Savona. A ciò si aggiunge proprio il fatto che la presenza di un gruppo neofascista non permetta il passaggio di un corteo (che si richiama ai valori della Costituzione) in un tratto di strada che da sempre rientra nei percorsi dei cortei che si sono sempre tenuti in questa città. Questo è tanto più intollerabile, perché quanto accaduto in questa occasione potrebbe verificarsi nuovamente in futuro. In questo modo, lo svolgimento di questa sfilata finirà per creare altre tensioni anziché farle diminuire”.

Il corteo, sottolinea Zunino, non è “una manifestazione contro CasaPound ma una manifestazione per ribadire i valori antifascisti di questa città a seguito degli ultimi recenti fatti. E’ inconcepibile che non venga permesso di passare in via San Lorenzo. E’ la seconda volta che ciò avviene e ciò mette a rischio le altre manifestazioni democratiche che potranno svolgersi in futuro”.

Alessandro B. del Coordinamento Antifascista ricorda che “antifascismo e antirazzismo sono valori trasversali e comuni a tutta la città. Perciò riteniamo che chiunque, a qualsiasi schieramento appartenga, può e dovrebbe partecipare se si riconosce in questi valori fondamentali. Se ci sarà un blocco da parte della polizia, noi ovviamente ci atterremo a ciò che ci verrà comunicato. Vorremmo una manifestazione il più partecipata e trasversale possibile. Anche per questo non ci saranno bandiere di partito”.

Il Coordinamento denuncia “la presenza di zone rosse, che storicamente sono fautrici di tensioni”. Ma ciò è anche da imputare alla “scelta assurda di far aprire la sede di un gruppo neofascista a cento metri dalal sede di Lotta Comunista e a cento metri dalla Società Generali. Le zone rosse non aiutano, non hanno mai aiutato, bisognerebbe distendere la tensione invece di crearne ancora di più. Abbiamo cercato di parlare con chi di dovere ma la nostra posizione non è accettata. La presenza di CasaPound porterà a situazioni simili anche in occasione delle manifestazioni del 25 Aprile e del Primo Maggio”.

Fausto Dabove della Cgil chiede di guardare oltre alla questione di CasaPound: “La modifica al tragitto non deve distogliere l’importanza dell’iniziativa né dall’obiettivo generale. La città scenderà in piazza per manifestare determinati ideali. Il tragitto non è stato scelto per essere provocatori, si tratta di un tragitto ‘storico’ dei cortei di questa città. Le istituzioni hanno fatto le loro valutazioni e hanno imposto delle prescrizioni. Non possiamo essere d’accordo, ma rimarremo dentro la legalità e le regole”.

Teresa Ferrando, ex assessore provinciale ed ora presidente di Isrec, precisa ancora che “chi si sente antifascista è invitato a partecipare a fianco delle associazioni e dei cittadini che si riconoscono in questo valore”.

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