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Lettera di Comilva e Libera Scelta Liguria alla Regione: “Sui vaccini clima di incertezza, si deliberi contro le sospensioni da scuola”

"La nostra regione, già colpita dal tragico crollo del ponte Morandi, si sta confrontando con ulteriori tensioni sociali sul tema dei vaccini"

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Liguria. Una lettera aperta al Consiglio e alla Giunta della Regione Liguria, per chiedere “di deliberare immediatamente contro le sospensioni, le espulsioni e le non ammissioni dai nidi e dalle scuole dell’infanzia regionali per l’anno scolastico 2018/19”. Ad inviarla l’associazione Comilva ed il gruppo spontaneo Libera Scelta Liguria.

Di seguito il testo integrale.

Scriviamo questa lettera aperta in rappresentanza degli aderenti ai due gruppi, che nella nostra regione operano a sostegno della libertà di scelta vaccinale e terapeutica e per la difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. La nostra regione, già colpita dal tragico crollo del ponte Morandi e dai conseguenti gravi impatti economici e sociali che stanno mettendo a dura prova i cittadini, si sta confrontando con ulteriori tensioni sociali. Le difficoltà riguardano il tema dei vaccini e in particolare dell’esclusione scolastica dei bambini da 0 a sei anni che hanno intrapreso un percorso di recupero vaccinale in adempimento alla legge.

La confusione generata dalle reiterate circolari del Ministero, dalla preannunciata e poi smentita proroga per l’anno scolastico in corso, dal recente “Milleproroghe” e l’inutile conferma che anche per quest’anno scolastico si potrà presentare l’autocertificazione, dai continui annunci contradditori e soprattutto le equivoche e difformi interpretazioni della legge stessa (L. 119/17), stanno creando un enorme disagio non solo a numerose famiglie liguri e ai loro bambini, ma a intere comunità scolastiche. In questo clima di incertezza, disordine e caos, il rischio di commettere abusi e violazioni è altissimo e purtroppo queste situazioni si stanno già verificando e presto daranno origine a contenziosi.
Vorremmo ricordare che in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico il ministro dell’istruzione Bussetti ha dichiarato: “A scuola si costruisce il futuro, consapevoli del passato e attenti al presente. Si combattono i pregiudizi, si impara il rispetto per le idee degli altri”. E “la scuola è la più importante delle comunità”.

E il ministro Grillo, soltanto pochi giorni fa, ha affermato pubblicamente che l’obbligo vaccinale sia opportuno solo per il morbillo, mentre “per altre patologie è sufficiente la raccomandazione, per esempio per l’esavalente.”

Considerati gli impegni assunti dalle forze di governo, sia nel periodo pre-elettorale, sia nei primi mesi di attività (fino almeno ai primi giorni di agosto), e alla luce di queste recenti dichiarazioni, è davvero difficile non pensare a coloro che, certi di poter garantire continuità al percorso scolastico dei propri figli, si trovano inaspettatamente nella paradossale condizione di mettere a repentaglio il proprio posto di lavoro per accudire i bambini rifiutati dalla comunità scolastica.

Bambini le cui famiglie, ben lungi dal contestare il ruolo storico delle pregresse campagne vaccinali, chiedono semplicemente e legittimamente cautela, ponderazione, oculatezza nel continuare o nell’iniziare il programma vaccinale; chiedono risposte adeguate alle loro domande, ai loro dubbi. Chiedono esami e screening pre-vaccinali.

Fra questi bambini vi sono anche fratelli e sorelle di danneggiati da vaccino, figli di danneggiati da vaccino, bambini affetti da patologie per le quali il medico specialista sconsiglia la vaccinazione, bambini il cui percorso vaccinale è stato momentaneamente sospeso o rallentato
dalla famiglia a seguito di precedenti episodi di reazioni avverse, bambini le cui famiglie soffrono di gravi e invalidanti patologie che potrebbero comportare controindicazioni alla vaccinazione.

Un percorso vaccinale, il loro, di grande responsabilità e consapevolezza che non può essere stigmatizzato o condizionato da minacce e atti infondati da parte di dirigenti scolastici e ASL, in un clima da inquisizione.
Siamo tutti ben consapevoli, inoltre, che la problematica della convivenza fra vaccinati, non vaccinati e soggetti a rischio non possa risolversi escludendo i bambini non vaccinati o parzialmente vaccinati dalla comunità scolastica, ma vada affrontata in maniera cosciente, analitica e rigorosa predisponendo idonei protocolli.

Tutto ciò premesso e considerato che:
• il Consiglio regionale in data 14 novembre 2017 ha approvato l’ordine del giorno col quale
«impegna la giunta ad assumere tutte le iniziative ritenute opportune, a livello istituzionale e politico, affinché possano essere superate le ulteriori criticità della legge 119 del 2017 di conversione del decreto sulle “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” nelle parti riguardanti le misure coercitive e le sanzioni, per garantire a tutti i bambini e alle loro famiglie la possibilità di esercitare il diritto all’istruzione», consentendo a tutti i bambini giungere a conclusione dell’anno scolastico 2017/2018 nel rispetto di quanto sancito dalla Costituzione Italiana;
• nella nostra regione, già a febbraio 2018, i dati di copertura vaccinale regionale, fonte Istituto Superiore di Sanità ( http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/dati_Ita.asp#polio ) erano superiori al 95% per la vaccinazione esavalente e superiori al 90% per il vaccino MPR;
• le soglie raggiunte, oggi certamente ancora superiori grazie alla campagna di vaccinazione obbligatoria protrattasi da febbraio alla data odierna, appaiono del tutto tranquillizzanti e idonee a scongiurare pericoli per la salute collettiva;
• è già stato depositato dal Governo in carica ed è già in discussione un disegno di legge volto a sostituire l’obbligo vaccinale indiscriminato con un obbligo flessibile, da imporre solo in caso di determinate condizioni epidemiologiche (https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/50461.pdf);
• è imprescindibile sollevare gli Istituti Scolastici dall’onere gravoso della verifica della documentazione vaccinale, anche alla luce della confusione generata dalle reiterate circolari del Ministero nonché dalla preannunciata e poi smentita proroga per l’anno scolastico in corso, che di certo non ha agevolato l’instaurarsi di una prassi omogenea su tutto il territorio regionale, creando barriere e disparità fra un quartiere e l’altro anche solo a distanza di pochi metri;

per consentire a tutti i bambini pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, concorrendo a eliminare disuguaglianze e barriere economiche, culturali e territoriali,
CHIEDIAMO ALLA REGIONE LIGURIA DI DELIBERARE IMMEDIATAMENTE CONTRO LE SOSPENSIONI, LE ESPULSIONI E LE NON AMMISSIONI DAI NIDI E DALLE SCUOLE DELL’INFANZIA REGIONALI PER L’ANNO SCOLASTICO 2018/2019.

In fede,
Associazione COMILVA Onlus – Coordinamento regione Liguria LIBERA SCELTA LIGURIA

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