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Lapide per le Camicie Nere, il Prc: “Savona non può rendere onore ai criminali fascisti”

"E' dovere del sindaco presentarsi al prossimo consiglio comunale e di spiegare alla cittadinanza il perché di tutti questi grossolani errori"

Savona. “A differenza di alcuni suoi consiglieri di maggioranza che considerano erroneamente i morti tutti uguali dimenticando quali forze e ideali si contrapposero in quel periodo storico, non voglio mettere in dubbio la buona fede del primo cittadino. Ma la sua presenza sabato scorso al cimitero di Zinola per la scoperta della lapide in memoria dei caduti savonesi della seconda guerra mondiale e ricomprendente nell’elenco anche le camicie nere contrasta nettamente con quanto dichiarato in consiglio comunale”. Così Fabrizio Ferraro, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, interviene in merito alla polemica intorno alla “lapide per le Camicie Nere” che in queste ore da divampando nella città della Torretta.

“Durante l’ultimo consiglio comunale – ricorda Ferraro – è stato approvata una mozione presentata dal consigliere Marco Ravera nel quale si chiedeva che l’amministrazione condannasse l’atto vandalico nei confronti della lapide del Forte della Madonna degli Angeli in memoria di sette martiri fucilati dai nazifascisti il 27 dicembre 1943. In quell’occasione il sindaco Ilaria Caprioglio aveva affermato, rispondendo alle critiche, di considerare la Resistenza un ‘patrimonio di valori’.”

Ferraro ricorda che “i volontari della Milizia erano personaggi che meglio di tutti incarnavano la brutalità della dittatura fascista in questo paese, e il loro ricordo non può avvenire in circostanze istituzionali. Questa Repubblica è fondata sui valori della Costituzione antifascista, non su una presunta riappacificazione nazionale di chi combatteva per la libertà e chi invece voleva un mondo totalitario e violento. Forse il sindaco non aveva letto bene l’elenco dei reparti ricordati. E forse non sarà nemmeno presente alla ricollocazione della lapide della Madonna degli Angeli sabato 13 ottobre, perché darebbe fastidio ad alcuni personaggi esaltati di nazionalismo presenti nella non granitica maggioranza di Palazzo Sisto. Ma questo non le toglie il dovere di presentarsi al prossimo consiglio comunale e di spiegare alla cittadinanza il perché di tutti questi grossolani errori”.

Per Rete a Sinistra – Savona che vorrei che riunisce Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile e Sinistra Italiana, si tratta di “un altro episodio di esaltazione del fascismo. L’amministrazione comunale ha preso parte all’inaugurazione di una lapide in cui si commemorano i caduti della Seconda guerra mondiale. Fin qui niente di straordinario. Ma l’eccezione c’è: nell’elenco delle forze armate ricordate compaiono le camicie nere di Benito Mussolini, quelle che distribuivano litri di olio di ricino agli oppositori politici, che incendiavano le case del popolo e le sedi delle organizzazioni cattoliche e che, per tutto il ventennio fascista, sono state protagoniste di numerosissimi spietati omicidi, stragi insieme alle Brigate nere. Collaboranti a pieno titolo con il regime nazista che ha occupato l’Italia per due anni sotto la fantoccia Repubblica di Salò, le camicie nere mussoliniane vengono oggi messe sullo stesso piano dei combattenti militari che morirono su varii fronti e che non erano direttamente legati al fascismo”.

“Savona non può accettare continui sfregi alla sua memoria e storia di città che si è liberata da sola dall’oppressione di due regimi criminali. Le camicie nere questo erano: criminali in tempo di “pace” ed in tempo di guerra”. Il fascismo era e rimane un crimine che va contrastato soprattutto oggi in un montante clima di intolleranza, di ripudio dei valori sociali e di solidarietà che sono propri della nostra Costituzione. Per questo chiediamo al sindaco di Savona di rispondere in consiglio comunale e alla cittadinanza di tale atto e di essere presente sabato prossimo alla posa della targa restaurata che ricorda i martiri antifascisti al Forte della Madonna degli Angeli, per riconnettersi con lo spirito antifascista di cui la comunità savonese non può e non deve fare a meno”.

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