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Lapide delle Camicie Nere, il sindaco di Savona: “Chiedo scusa a chi si è sentito offeso”

"Porgo le mie scuse alle autorità civili, militari e religiose intervenute e al prefetto e a tutti coloro che per questo increscioso episodio sono stati colpiti ed offesi"

Savona. “Porgo le mie scuse alle autorità civili, militari e religiose intervenute e al prefetto e a tutti coloro che per questo increscioso episodio sono stati colpiti ed offesi”. Sono queste le scuse formulate dal sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, a tre giorni dal divampare dell’ormai ben noto caso della “lapide delle Camicie Nere” che sta animando il dibattito politico dell’intera provincia di Savona.

Ieri, come noto, il manufatto posto all’interno del cimitero di Zinola è stato ritrovato abbattuto e spezzato ad opera di ignoti. Un gesto condannato da più parti sul quale anche il primo cittadino savonese vuole ritornare: “Torniamo a parlare di una lapide, una lapide con una dicitura che ho già censurato e che oggi, prima che gli incaricati del Comune la rimuovessero, è stata da mani ignote divelta. Mi pare che non sia il momento di commentare o criticare questo gesto, ma di soffermarci sul dolore e lo sdegno che l’intera vicenda ha generato nella comunità”.

“Mi corre l’obbligo ribadire la totale estraneità di questa amministrazione sulla dicitura ‘Camicie Nere’ incisa sulla lapide che nel progetto e nel bozzetto, a noi presentato dalla delegazione di Savona dell’Opera Nazionale per i Caduti senza Croce, doveva contenere l’elencazione dei corpi combattenti nel conflitto e nello specifico: esercito, marina e aeronautica”.

“Nel ribadire l’estraneità di questa amministrazione ritengo, tuttavia, imprescindibile il mio dovere come primo cittadino di Savona, città Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza, di porgere le scuse per il gravissimo fatto verificatosi alle autorità civili, militari e religiose intervenute e in primo luogo al signor prefetto al quale le avevo anticipate, in forma privata, nei giorni scorsi ed alla città di Savona ed a tutti coloro che per questo increscioso episodio sono stati colpiti ed offesi. Questa amministrazione crede nei valori della Resistenza e onora coloro che hanno contribuito in prima persona, con il loro sacrificio, a conquistare la libertà e la democrazia, valori sui quali, come avevo già affermato in più occasioni, noi oggi abbiamo il dovere morale di soffermarci a riflettere, affinché non cadano nell’oblio”.

“Sarà anche mio dovere attivare le verifiche interne all’apparato Amministrativo di questo Comune affinché, per il futuro, certi gravissimi errori non si ripetano”, conclude il sindaco.

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