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Gabriele Gravina è il nuovo presidente della FIGC

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Eletto a quasi unanimità. Questo lo ha sancito l’assemblea elettiva che si è tenuta oggi lunedì 22 ottobre all’Hilton Rome Airport di Fiumicino, dove si sono riuniti i delegati in rappresentanza di tutte le componenti insieme ai vertici dello sport e del calcio italiano.

Gravina, candidato unico, è stato eletto il 97,20% dei voti, al termine del primo ed unico scrutinio. Si è conclusa così la gestione commissariale affidata a Roberto Fabbricini. In un clima di (apparente) pacificazione generale, ci sarà un posto al sole per tutti: Sibilia vicario, la Serie A avrà la vicepresidenza con Gaetano Miccichè. Ulivieri manterrà la guida del settore tecnico, gli arbitri conserveranno le loro prerogative in consiglio. I calciatori avranno un ruolo probabilmente al Club Italia e gli ex presidenti (Abete, Carraro, Tavecchio) saranno ascoltati come “vecchi saggi”. E persino Claudio Lotito (in teoria incandidabile) potrà restare in Federazione.

“Oggi il calcio italiano può finalmente ripartire con Gabriele Gravina. – ha affermato con grande soddisfazione il Presidente della LND Cosimo Sibilia – Ma è giusto ricordare che siamo arrivati a questo appuntamento perché il 73% dei delegati ha sottoscritto, il 18 maggio scorso, una richiesta di celebrazione dell’assemblea federale. Delegati coraggiosi poi definiti ribelli. Oggi torniamo nella nella casa comune, quale deve essere la FIGC, con la consapevolezza che la Lega Nazionale Dilettati sarà protagonista del rilancio”.

L’assemblea federale è stata presieduta da Mario Pescante, membro onorario del CIO, con il direttore generale della FIGC Michele Uva nel ruolo di segretario. Tanti gli ospiti di prestigio che hanno onorato l’appuntamento elettorale: il presidente FIFA Gianni Infantino, il direttore delle competizioni UEFA Giorgio Marchetti, il presidente del CONI Giovanni Malagò ed il rappresentante del Governo Simone Valente oltre agli ex presidenti federali Antonio Matarrese, Franco Carraro e Giancarlo Abete.

Nessuna rivoluzione, quindi, anzi: l’obiettivo dei prossimi due anni (il mandato durerà fino alla fine del quadriennio olimpico, al 2020) sarà normalizzare la federazione, mettendo un po’ di ordine fra giustizia sportiva, regole e ruoli federali. Il pallone ha bisogno di riforme radicali, quelle che non sono state mai fatte nell’ultimo decennio, Gravina si accontenterà di rimettere insieme i cocci. Almeno per cominciare.

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