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Decreto per Genova, Pd: “Non è stato scritto col cuore, è stato fatto coi piedi”

La richiesta: "Toti e Bucci convochino le forze economiche e sociali ed i parlamentari per riscriverlo"

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Genova. “Ogni volta che Toninelli apre bocca ci chiediamo cosa abbiamo mai fatto di male per meritarci un ministro come lui. Oggi, di fronte alla sacrosanta protesta di cittadini e commercianti della Valpolcevera, il titolare dei Trasporti ha chiesto ai genovesi, esasperati e sfiduciati dopo due mesi di promesse vane, di non contestare il decreto perché ‘è scritto col cuore’. Strano: a leggerlo avevamo pensato fosse stato scritto con i piedi. E la cosa più assurda è che ci sono voluti ben 50 giorni per produrre un testo totalmente inadeguato”. Così il Gruppo Pd Regione Liguria, la segreteria Pd Liguria, il Gruppo Pd Comune di Genova e la Segreteria Pd Genova commentano il decreto governativo per il capoluogo ligure dopo il crollo del ponte Morandi.

“La manifestazione di questa mattina, a cui tutto il Partito Democratico ha partecipato, ha messo in evidenza due esigenze urgenti: il governo deve smetterla con le chiacchiere e bisogna iniziare al più presto a riscrivere il decreto. Ci aspettiamo che Bucci e Toti facciano seguito agli impegni presi nelle sedi istituzionali e convochino un tavolo con le forze economiche e sociali della città, aperto anche ai parlamentari liguri di tutti gli schieramenti per concorrere alla modifica di questo testo del tutto insufficiente. Non l’hanno ancora fatto e visto che il tempo stringe – gli emendamenti vanno presentati entro giovedì – è bene che i due commissari si sbrighino” proseguono dal Partito Democratico genovese.

“Un segnale evidente della sofferenza della città e della contrarietà al decreto del nulla sono state le contestazioni, durante il corteo, ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Non si possono prendere in giro i cittadini dichiarandosi, nelle sedi istituzionali, pienamente soddisfatti di questo pessimo decreto e poi pretendere di manifestare con i genovesi quando chiedono di cambiarlo” concludono gli esponenti del Pd di Genova.

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