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Case vacanze, la Regione pronta a sperimentare un codice identificativo per fermare abusivismo e concorrenza sleale

Ecco la proposta degli albergatori savonesi recepita dall'assessore regionale Gianni Berrino

Savona. Un codice identificativo per le strutture extra-alberghiere in grado di arginare il fenomeno dell’abusivismo e della concorrenza sleale nel mercato turistico. E’ la richiesta avanzata oggi dagli albergatori savonese all’assessore regionale Gianni Berrino, pronto a sperimentare la proposta e fare da apripista anche a livello nazionale.

albergatori codice identificativo

“Abbiamo indicato una contromisura semplice e indolore per modificare la legge regionale del settore – afferma il presidente provinciale degli albergatori savonesi (UPA) Angelo Berlangieri -. L’esistenza di un codice identificativo consente di regolare case vacanze e alloggi affittati ad uso turistico e che deve essere inserito nei portali di prenotazione, come Airbnb o Booking, un codice obbligatorio per l’ospitalità extra-alberghiera e per quanti fanno alloggiare i turisti sul nostro territorio”.

L’idea è quella di far inserire nei portali web, al momento dell’iscrizione e della presentazione dell’alloggio in affitto, un codice identificativo ricevuto dalla Regione, quindi una autorizzazione certificata.

“Questa misura potrà bloccare un abusivismo dilagante e anche arginare episodi di vere e proprie truffe ai nostri ospiti che certo non aiutano ad una immagine positiva dell’accoglienza sul nostro territorio” aggiunge ancora Berlangieri.

“Siamo convinti che il codice identificativo sia essenziale per regolamentare il mercato turistico ed evitare una concorrenza sleale che danneggia le altre strutture ricettive. Dopo anni di proclami e battaglie finalmente c’è la possibilità di avere uno strumento efficace per far emergere il sommerso e dare una risposta positiva a quanti chiedono da tempo il rispetto delle regole nel settore turistico”.

La proposta è stata accolta positivamente dall’assessore regionale Gianni Berrino: “Sicuramente giusta e opportuna ed è nostro interesse portarla avanti con una modifica della legge regionale. L’obbligatorietà di un codice identificativo è sicuramente una misura di regolamentazione e argine ad abusivismo, concorrenza sleale e possibile truffe”.

“Spero che la modifica della legge regionale con l’introduzione del codice non sia poi oggetto di ricorsi e controricorsi da parte di qualcuno, fermo restando l’intenzione della Regione è opportuno sottolineare che servirebbe un quadro normativo chiaro e valido per tutti a livello nazionale”.

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