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Bucci commissario straordinario e ricostruzione, i commenti politici: “Ora aiuti concreti per Genova e la Liguria”

Altre reazioni dopo la nomina del commissario straordinario per Genova

Liguria. “Era il 18 agosto scorso quando chiesi che per affrontare nel modo più rapido possibile la drammatica emergenza creata dal crollo del ponte Morandi il Governo nominasse il sindaco di Genova Bucci commissario straordinario. Dopo la tragedia del crollo sono passati inutilmente quasi due mesi rispetto alla mia proposta. Oggi abbiamo almeno il nome del Commissario e non nego di essere contento che quella mia indicazione abbia trovato consenso”.

Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia, a proposito della nomina del Sindaco Bucci a Commissario straordinario per la ricostruzione.

“Resta però il nulla del Decreto Genova (niente soldi, nessuna scelta, nessun criterio per la ricostruzione) e l’abbandono di fatto da parte del Governo dei progetti del Terzo Valico e della Gronda. Auguro al sindaco Bucci un buon lavoro e assicuro tutto il sostegno dei parlamentari del Pd per quanto necessario alla sua opera. È evidente, tuttavia, che questo nome non risolve i problemi di Genova, appesantiti dal mutismo della Lega e dalla confusione e dalla voglia per il ‘no a prescindere’ del M5S”.

“Servirebbe una forza e una reazione collettiva della politica che invece, per evidenti ragioni di opportunità politiche in seno al Governo, sino ad ora non c’è e non c’è stata. E questo per Genova e la Liguria è un disastro” conclude Vazio.

“La scelta del sindaco di Genova come commissario straordinario per la ricostruzione era una delle possibilità sul tavolo sin dai primi giorni dopo la tragedia del Ponte Morandi. Così alla fine è stato. Una scelta, quella di Marco Bucci, che rispettiamo, con quello spirito di collaborazione istituzionale che deve essere sempre messo al centro di ogni azione politica, soprattutto in questo momento di grande difficoltà per la nostra città. Al nuovo commissario auguriamo buon lavoro. La priorità ora è il bene di Genova e dei genovesi” affermano in una nota congiunta Alice Salvatore, MoVimento 5 Stelle Liguria, e Luca Pirondini, MoVimento 5 Stelle Genova.

“Al governo sono serviti ben 51 giorni per arrivare a una fra le scelte più logiche e ovvie: a questo punto l’incarico a Bucci sembra una manovra più attinente al calcolo politico che alla reale attenzione per Genova dopo la tragedia di ponte Morandi – dichiara il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino -. Certo: in questi casi la figura del sindaco è preminente, a patto che sia in condizione di agire. Ci auguriamo, quindi, che gli vengano forniti tutti gli strumenti necessari per poter fare il suo lavoro”.

Si riparte dal dato negativo: la delusione del Decreto Genova, che Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria ha già definito una “sconfitta pesantissima per la città”. “Il quadro è molto grave, a partire dalla situazione patita dagli sfollati e dalla carenza di infrastrutture. Ma soprattutto a partire da un decreto ovunque criticato, che produce immobilismo, che non assicura alcuna prospettiva di crescita alla città e che non risolve né i problemi causati dal crollo né quelli precedenti – commenta Pastorino -. Siamo l’unico Paese al mondo in cui il responsabile di un disastro viene esonerato, di fatto, dal pagare immediatamente i danni. Da questa prospettiva, il Decreto Genova è destinato a produrre un’enormità di contenziosi. Con questi presupposti, il lavoro del il primo cittadino si profila molto difficile, in salita”.

“Ci auguriamo che il sindaco Bucci percorra la strada della condivisione con le varie forze politiche e sociali di questa città – conclude Pastorino -. Ci auguriamo, soprattutto, che non si cada nel balletto per cui ciascuno guarda soltanto alla sua parte di riferimento. Genova oggi ha bisogno di lavoro, crescita e mobilità; ha bisogno di vivibilità e di tutela ambientale. In una parola: ha bisogno di sostenibilità”.

“Non è solamente per quei tronconi muti e solitari che ci rammentano quanto poco passa tra la vita e la morte, per le vittime e le loro famiglie, che ancora non hanno ottenuto giustizia, per le famiglie di sfollati che attendono di capire il destino della loro casa e della vita stessa. E non è soltanto la struggente angoscia che ti assale quando sai di doverti recare a Genova per un appuntamento da un cliente, un’udienza in Tribunale, la visita medica presso San Martino, tuo figlio che si deve laureare in Via Balbi o anche solo per tutto quello che costituiva un infinito piacere, dal giro dei vicoli alla visita ad una grande mostra a Palazzo Ducale o al Museo Galata o… Senza sapere quante ore impiegherai, andata e ritorno. Insomma, Genova è, per noi, un punto di riferimento insostituibile” aggiunge il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Valter Sparso.

“Per noi del ponente la mancanza del Ponte costituisce una ferita ulteriore rispetto ad un territorio già gravemente colpito dalla crisi complessa, dalla chiusura di ogni realtà industriale e la conseguente contrazione dei settori annessi, l’aumento della disoccupazione in misura maggiore rispetto alle altre province, oltre ai problemi della sanità e della scuola pubblica”.

“La crisi delle aziende nel nostro ambito, dalla Tirreno Power alla Piaggio, da Mondomarine alla Bombardier, dalla Italiana Coke fino al concordato fallimentare richiesto da Ata, non troverà soluzioni né si può immaginare come le aziende del ponente ligure possano uscire dalla crisi con una cesura così grave che incide direttamente nei trasporti, nei costi e nella fattibilità in una Regione ove il tema “trasporti” era già critico ed asfittico. Le ragioni dei genovesi che chiedevano interventi urgenti ed immediati, il ripristino della viabilità, gli stanziamenti per gli sfollati e le aziende dislocate, etc. sono state… Gelidamente fiaccate dalla lettura del “Decreto Genova”.

“Un nulla rispetto alla immane tragedia che ha tagliato in due una regione, isolata dal resto d’Italia. Anche per il nostro ponente e la provincia di Savona appare indispensabile organizzare una grande attenzione sul tema coinvolgendo la cittadinanza, tutte le istituzioni , le organizzazioni sindacali e di categoria, le associazioni datoriali delle varie categorie economiche affinché si assumano misure serie ed economicamente adeguate all’attuale situazione emergenziale. Il Governo deve assolutamente comprendere che Genova è un ganglio essenziale e vitale dell’economia italiana, e non può liquidare la pratica in questo modo risibile, senza concrete prospettive e una seria programmazione che riguarda almeno l’area Nord-Ovest del paese”.

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