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Abolita per decreto la legge nazionale per la lotta al punteruolo rosso, preoccupazione dei Verdi savonesi

Il portavoce Gabriello Castellazzi: "Ora i Comuni si devono arrangiare da soli"

Savona. I Verdi della provincia di Savona esprimono forte preoccupazione in merito al decreto firmato dal ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio il 3 agosto e divenuto operativo nei giorni scorsi con cui viene abolita la legge nazionale per la lotta al punteruolo rosso.

Il decreto recita: “Considerato che, nonostante le misure stabilite dalla decisione n° 2007/365 CE, dalle indagini annuali condotte dagli Stati membri, risulta che l’organismo (Punteruolo rosso) sia ormai diffuso in gran parte del territorio europeo, di conseguenza, non si ritiene più possibile impedire la sua ulteriore introduzione e diffusione nella maggior parte del territorio dell’UE, quindi dal 1° ottobre 2018 è ‘abrogato’ il DM 7/2/2011 recante misure di emergenza per il controllo del punteruolo rosso delle palme”.

Questo decreto, registrato il 24 settembre e che seguiva le decisioni della Commissione Europea n° 2018/490 del 21 marzo 2018, acquisiva anche il parere favorevole della Conferenza Permanente per i rapporti tra Stato e Regioni diventando così operativo.

“Si sta creando un incredibile vuoto normativo in quanto sono di fatto abrogate le norme relative alla lotta ‘obbligatoria’ al punteruolo – afferma il portavoce dei Verdi savonesi Gabriello Castellazzi – Non sono più obbligatorie le segnalazioni, alla Regione, delle palme malate e, come conseguenza, il Servizio Fitosanitario Regionale non potrà più emettere prescrizioni di abbattimento né svolgere le azioni di coordinamento, in quanto tutte le pratiche dovranno adesso essere svolte solo a livello comunale con norme inserite nei propri regolamenti”.

La Regione Liguria ha già avvisato tutti i Comuni di prevedere con proprie norme l’effettuazione di “abbattimento e triturazione fine del materiale infestato in modo da non permettere una diffusione indiscriminata del punteruolo”.

“Ricordiamo cosa diceva il DM 7/2/2011 – prosegue Castellazzi – ‘I Servizi Fitosanitari Regionali notificano ai Comuni i piani di azione che provvedono all’attuazione degli interventi, danno la massima diffusione della pericolosità dell’insetto (il punteruolo) indicando le tecniche di lotta, prevenzione e cura(che sono obbligatorie, pena sanzioni). Le Regioni possono stabilire inoltre interventi di sostegno’. Adesso i Comuni sono abbandonati a loro stessi e se non si coalizzeranno potranno perdere in breve tempo quello che resta del loro patrimonio di palme”.

“I Comuni dovranno trovare le risorse per la profilassi anche coloro che hanno atteso troppo tempo per effettuare gli interventi ed oggi vedono distrutti i loro viali a mare. Risorse che oggi dovranno essere trovate comunque perchè una palma morta può cadere, uccidere i passanti e vedere incriminati gli amministratori – conclude il portavoce – È noto che le spese di abbattimento obbligatorio di ogni pianta malata si aggira tra 1500 e 2000 euro. Poi ci sono i costi per la preparazione del terreno e la nuova piantumazione. La profilassi concordata tra Comuni è a questo punto obbligatoria, perchè il “punteruolo” non conosce confini, e sarebbero certamente meno costosi gli appalti”.

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