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Studio epidemiologico sui tumori in Valbormida, comitati e associazioni chiedono un incontro pubblico

La richiesta avanzata agli assessori regionali Sonia Viale e Giacomo Giampedrone

Valbormida. Un incontro pubblico per divulgare e aiutare la comprensione dello studio effettuato dall’unità operativa complessa di epidemiologia dell’ospedale San Martino di Genova sulla mortalità e sulle dimissioni ospedaliere dei comuni della Valbormida nei comuni di Altare, Cairo Montenotte, Carcare, Cosseria e Dego. E’ questa la richiesta avanzata da alcuni comitati ed associazioni valbormidesi agli assessori regionali Sonia Viale e Giacomo Giampedrone.

Il Comitato Sanitario Locale della Val Bormida, la sezione savonese del Wwf, Progetto Vita e Ambiente, il dipartimento Val Bormida dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Are Valbormida hanno inviato all’assessore regionale alla sanità e all’assessore regionale all’ambiente una lettera aperta con cui “a tutela della salute dei cittadini” chiedono alla Regione Liguria di fissare “quanto prima un incontro pubblico riguardante lo studio epidemiologico. Riteniamo di particolare importanza la comprensione e la divulgazione di questo studio e, come peraltro indicato nello studio stesso, ne sollecitiamo un approfondimento, un aggiornamento e un’estensione a tutti i comuni della Val Bormida”.

Lo studio contiene anche un’analisi ed il riepilogo dei dati riguardanti l’incidenza dei tumori tra i cittadini della Valle.

“Inoltre, non limitandoci alla richiesta effettuata dal sindaco di Cairo Montenotte Paolo Lambertini che con lettera del primo agosto richiedeva intervento in merito ai dati epidemiologici limitatamente al solo biennio 2011-2012, riteniamo necessario che tale studio non debba essere mirato solo all’identificazione delle anomalie statistiche di mortalità e di morbilità ma soprattutto alle cause delle stesse estendendolo per il dati di mortalità con i dati anagrafici comunali fino al 2017”.

Con una seconda lettera, i gruppi invitano i sindaci dei comuni valbormidesi a “sottoscrivere” la richiesta ini quanto “responsabili della salute della comunità locale”.

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