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Sicurezza ad Albenga, il Pd a Ciangherotti: “Il Comune fa il possibile, l’ordine pubblico non compete ai vigili”

"Albenga ha problemi di ordine pubblico, ma non è il Bronx"

Albenga. “Il consigliere Ciangherotti ritorna ancora sulla questione dell’ordine pubblico ad Albenga evidentemente infastidito dalle critiche mossegli da più parti (e del tutto giustificate ed opportune) seguite alla sua frase, che definire infelice è gentilezza, sul ‘materiale umano’ su cui ‘sperimentare’ taser e tecniche di polizia”. Inizia così l’intervento della sezione albenganese del Pd in merito all’ordine del giorno con cui il capogruppo di Forza Italia Eraldo Ciangherotti ha suggerito al sindaco, Giorgio Cangiano, di chiedere al prefetto di Savona di autorizzare l’uso sperimentale del taser nella città delle Torri.

La proposta aveva scatenato la reazione del deputato Pd Franco Vazio e la successiva risposta dello stesso Ciangherotti: “L’ordine pubblico ad Albenga è diventato ormai emergenza. Lo spaccio avviene a tutte le ore del giorno e della notte da parte di extracomunitari che hanno stretto legami d’affari illegali con la malavita italiana. Non è un discorso di tipo razzista, è una realtà che tiene sotto scacco Albenga. Chiedere più controlli, più sorveglianza, anche la sperimentazione del Teser che, ricordo, arriva oggi in Italia ma è una decisione presa dal ministeri degli Interni quando era guidato da Minniti. Per finire vorrei tornare su una mia frase che ha provocato reazioni piccate ed eccessive. Noi giorni scorsi ho parlato di ‘materiale umano’ riferendomi alla malavita, straniera e locale, di Albenga. Non c’era nessun intento razzista. Sono un medico e in sanità, dall’Università in poi, il termine ‘materiale umano’ è utilizzato normalmente, senza nessun razzismo e, ovviamente, senza nessun richiamo a Mengele come qualcuno, in maniera strumentale ha voluto fare”.

Ora il Pd ribatte: “Per quanto sia difficile vogliamo provare a fare un ragionamento sensato e pacato. In primo luogo nessuno vuole sostenere che ad Albenga non ci siano problemi di ordine pubblico, ci sono, in particolare in certi luoghi ed orari, e generano anche situazioni pericolose, come quelle avvenute negli ultimi giorni. Vanno quindi trattate con la preoccupazione ed il rigore che meritano. Ma con altrettanto rigore va affermato che Albenga non è il Bronx o un luogo pericoloso e invivibile, perché è una città sana ed accogliente, dove si può vivere e circolare generalmente con serenità”.

“La seconda questione da chiarire è ‘chi deve fare cosa’. Crediamo che le amministrazioni comunali che si sono succedute (e questa amministrazione in particolare) abbiano fatto il possibile per dare il loro contributo al mantenimento dell’ordine pubblico, relazionandosi con Prefettura e Questura, creando e potenziando la videosorveglianza, impiegando il corpo dei vigili urbani anche al di là dei compiti istituzionali che dovrebbero svolgere. Se è giusto che la polizia municipale collabori con le forze dell’ordine, sarebbe sbagliato caricare sulla stessa la gestione dell’ordine pubblico”.

“Perché è evidente per tutti che la gestione dell’ordine pubblico compete allo Stato, quindi bisogna smetterla di addossare al Comune responsabilità che non sono sue. Tanto per chiarire non è compito del Comune e dei vigili urbani dotarsi di un cane antidroga (che si chiami Benito oppure Fido) e combattere lo spaccio, che c’è e va combattuto. È un compito preciso della polizia e del ministero dell’interno e siccome in un paese che funziona ognuno deve fare il proprio lavoro il ministro Salvini (che sulla promessa di sicurezza ha costruito il suo successo) faccia la sua parte per mantenere l’ordine pubblico nella nostra città”.

“Infine ci permettiamo di suggerire a chi è ‘in buona’ col ministro una ipotesi di lavoro: in campagna elettorale ha promesso 800 mila rimpatri. Vorremmo chiedergli di rimpatriarne subito una decina da Albenga (le forze dell’ordine sanno senz’altro chi sono) ed il problema dell’ordine pubblico nella nostra città per un discreto periodo di tempo sarà risolto”.

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