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Savona piange la scomparsa di Giovanni Battista Urbani, ex sindaco e senatore

Martedì 4 settembre la camera ardente a Palazzo Sisto, storico esponente del PCI

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Savona. E’ scomparso a Savona Giovanni Battista Urbani, 95 anni, partigiano “Candido”, commissario politico nelle Brigate Garibaldi, esponente di spicco del PCI non soltanto a livello locale, sindaco della città e senatore per ben quattro legislature.

“E’ stato un tenace custode della più limpida memoria della Resistenza, aveva rappresentato per lungo tempo, nel PCI, una genuina interpretazione soggettiva della funzione pedagogica, di vera e proprio “educazione e integrazione di massa”, svolta dal Partito Comunista” lo ricorda Franco Astengo. “Urbani era un raffinato intellettuale dedito agli studi gramsciani, ai quali aveva dedicato importanti lavori soprattutto al riguardo delle questioni dell’educazione e della scuola di cui si era occupato anche a livello nazionale”.

“Nello stesso tempo non aveva mai smarrito il senso dell’appartenenza piena al movimento comunista non perdendo di vista i temi della condizione materiale dei lavoratori, dell’importanza dello sviluppo economico, della materialità della condizione di “classe” da cui far scaturire anche l’orgoglio dell’appartenenza politica. Rendere gli operai orgogliosi della loro appartenenza politica, sviluppare negli intellettuali il senso critico rispetto all’esistente, superare la naturale inclinazione all’autoconservarsi da parte degli apparati: su questi punti Urbani si era sempre misurato fino in fondo con coerenza e capacità di militanza piena”.

“In uno dei frangenti più difficili nella vita del PCI: l’VIII congresso svoltosi all’indomani della tragedia ungherese, membro della commissione politica, aveva saputo prendere una coraggiosa posizione di critica (che per semplicità potremmo adesso definire di “sinistra”) fornendo un contributo molto importante alla definizione della linea politica sulla base della quale poi il PCI avviò la ricerca della “via italiana al Socialismo”.

“Al momento della svolta della “Bolognina” Urbani si schierò per il “No” alla proposta di Occhetto, sviluppando un’intensa azione nel periodo tra i due congressi, XIX e XX, che segnarono la trasformazione del partito. Rimase nel PDS animandone sempre la corrente di sinistra, senza aderire poi al PD e contribuendo ancora alla costruzione di SeL e di Sinistra Italiana nella convinzione della possibilità (innata nella sua concezione positivista nella versione gramsciana dell’ottimismo della volontà) di misurarsi ancora con il tema di una rappresentanza unitaria della sinistra sulla scorta della grande tradizione del comunismo italiano” conclude Astengo.

Nel 2016 aveva dato alle stampe, per Marco Sabatelli editore, “Perché non posso non dirmi comunista”, memorie, scritti e documenti tra il 1944 e il 2016.

E’ stato presidente Provinciale dell’ANPI per un lungo periodo tra gli anni’70 – 90, aveva ricoperto l’incarico di sindaco di Savona tra il 1957 e il 1959, più volte consigliere comunale, assessore, consigliere provinciale era stato eletto al Senato per la prima volta con le elezioni del 1972, confermato nel 1976, 1979, 1983. Nel corso dell’XI legislatura era stato eletto segretario d’aula a Palazzo Madama.

L’ANPI provinciale di Savona, nell’esprimere alla famiglia le più sentite condoglianze, ricorda che martedì 4 settembre dalle ore 9,00 sarà allestita la camera ardente presso la Sala Rossa del Comune di Savona, che alle ore 10:00 sara svolta l’orazione funebre da parte di Bruno Marengo, e che alle ore 11,00 la cara salma sarà portata al cimitero di Zinola.

Da ricordare ancora il ruolo svolto nell’Agenzia Aerospaziale Italiana, un lavoro che lo aveva molto impegnato in una funzione a lui molto congeniale per la visione che aveva sempre sostenuto al riguardo del progresso tecnico come fattore di sviluppo e liberazione dell’umanità.

“Ci ha lasciati una figura tra le più significative della politica savonese dell’intero Dopoguerra. Nella sua lunga vita si è sempre battuto per gli ideali dell’Antifascismo e della Sinistra, con una passione pari solo al rigore intellettuale. Siamo vicini alla famiglia, agli amici e ai compagni di Partito”, commentano il Pd provinciale e il coordinamento comunale, appresa la notizia.

“Abbiamo appreso con grande tristezza la notizia della scomparsa di Giovanni Battista Urbani, partigiano “Candido” , dirigente del PCI, sindaco, senatore e presidente dell’Anpi provinciale. Per tutta la vita ha dato un contributo notevole per portare avanti i valori della resistenza, dell’antifascismo e della democrazia. Esprimiamo il nostro cordoglio e le più sentite condoglianze alla moglie Elisa e ai due figli. La Camera del Lavoro di Savona”, è il cordoglio espresso dalla Cgil savonese.

Ecco il ricordo di Nino Miceli: “Se ne è andato un gigante della politica savonese. Partigiano, commissario politico della Divisione Gin Bevilacqua, sindaco di Savona, insegnante e infine senatore della Repubblica. Comunista, studioso di Gramsci, giacobino. Era un uomo dall’energia inesauribile, colto, polemista incessante. Raramente sono stato d’accordo, am l’ho sempre ammirato ed apprezzato, in particolare per la sua straordinaria convinzione ideologica, oggi quasi una parola incomprensibile, eppure era ciò che ci teneva tutti uniti anche quando la pensavamo in modo opposto…”.

Il circolo savonese dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ricorda: “Strenuo difensore della democrazia, dell’antifascismo, della Costituzione, ha sempre sostenuto la libertà di pensiero e il valore della laicità dello Stato ed è stato promotore del comitato a favore dell’istituzione del testamento biologico. Docente in vari istituti scolastici della città, si è sempre adoperato per trasmettere ai giovani i valori della Resistenza e dell’antifascismo. L’Uaar provinciale di Savona, esprimere alla famiglia le più sentite condoglianze”.

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