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Savona, Montaldo in consiglio spara a zero sui vecchi vertici Ata: “Gestione incauta, investimenti ingiustificabili”

Montaldo ha elencato le ragioni che, secondo lui, hanno portato alla tragica situazione attuale"

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Savona. “Ata sta fallendo per investimenti non giustificabili, atti incauti, scelte industriali non sostenibili, sprechi non necessari e carenze organizzative”. Parole e musica di Silvano Montaldo, assessore al bilancio del Comune di Savona, che oggi in consiglio comunale ha attaccato duramente come mai in passato i vecchi vertici di Ata.

Nel mirino dell’uomo dei conti, che sta lavorando al piano concordato che nelle intenzioni dell’amministrazione dovrà garantire la continuità aziendale oltre il fallimento e l’ingresso di un soggetto privato, finiscono dunque (sebbene mai citati) i componenti dei CdA precedenti al cambio del 2016: inevitabile pensare agli ultimi presidenti (Sara Vaggi e, prima ancora, Livio Giraudo) ma anche all’ex direttore Luca Pesce. Montaldo elenca, una a una, le cause che hanno portato secondo lui alla tragica situazione attuale: e il quadro che ne emerge è desolante.

Tra le motivazioni, infatti, elenca “una scarsa patrimonializzazione della società, nata con l’intenzione di fare tanti investimenti ma con un capitale modesto”, ma soprattutto “investimenti che in tutta onestà faccio fatica a giustificare”. Come il park del Sacro Cuore (rivelatosi un flop), quello relativo alla località di Passeggi o quello per il forno crematorio (“un investimento da oltre due milioni per un’azienda già in crisi nera, alla fine non sono riusciti a versare nemmeno 300 mila euro”). Il giudizio è tranciante: “Mi sembrano perlomeno atti incauti, sia da parte di chi li ha fatti che da parte di chi glieli ha fatti fare”.

Un’altra causa, secondo Montaldo, è l’avvio dei cantieri in altri Comuni: “Non contesto la scelta industriale, che poteva avere una sua logica – precisa – contesto il fatto che per fare un simile passo serve una solidità finanziaria. Non si possono avviare nuovi cantieri ‘sulle spalle’ dei fornitori”. E ancora: “Un’altro spreco è avere una sede ‘faraonica’ che ancora oggi pesa sui mutui di Ata. Ce n’era davvero necessità – si chiede Montaldo – o poteva bastare una sede più modesta e meno costosa? Lascio poi a voi ogni valutazione sull’opportunità di avere una sede lussuosa in quella località, in mezzo a una discarica e sopra un depuratore”. Non esattamente il luogo più allettante, ora, per un eventuale acquirente.

Tutti investimenti, tuona, Montaldo, fatti a discapito dell’acquisto di nuovi mezzi: “Così oggi ci troviamo ad avere mezzi vecchi e inadeguati, spesso guasti, con i risultati che sono gli occhi di tutti”. E ancora “le carenze organizzative, evidenti ad esempio nella scarsa chiarezza della situazione finanziaria: in una società che fattura 23 milioni di euro io devo ogni mattina premendo un pulsante poter sapere come sta andando, quando guadagno, quanto perdo e su quali cantieri devo intervenire. Una cosa che prima del 2016 non è mai stata fatta. Ora stiamo lentamente lavorando per ricostruire, ma ovviamente quando un’azienda va in tilt diventa tutto più difficile”.

Da parte della minoranza, però, non sono mancate le critiche anche al CdA attuale. Un esempio arriva da Manuel Meles del MoVimento 5 Stelle: “La gestione dei posti auto di via Saredo è stata perlomeno dilettantistica. Era evidente a tutti che non si sarebbero mai potuti vendere a quei prezzi, in giro c’era di meglio a meno”. Per questo i pentastellati con un emendamento hanno chiesto la rimozione dell’attuale consiglio d’amministrazione, sostituendone i componenti “con persone che abbiano esperienza in management aziendale e risanamento di situazioni simili, come garanzia non solo nei confronti del Comune e dei cittadini ma anche dei fornitori”.

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