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Savona, atto vandalico contro simbolo della Resistenza. Rifondazione: “Il Comune condanni questo ignobile atto”

"La memoria dei martiri della Resistenza e gli stessi principi costituzionali sulla quale si il nostro Stato non meritano di essere ridotte in questo modo"

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Savona. “La federazione di Savona del Partito della Rifondazione Comunista chiede che il Comune di Savona condanni senza se e senza ma questo ignobile atto, poiché la memoria dei martiri della Resistenza e gli stessi principi costituzionali sulla quale si il nostro Stato non meritano di essere ridotte in questo modo”. Lo chiede Fabrizio Ferraro, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, commentando l’atto vandalico avvenuto a Savona alla Madonna degli Angeli, uno dei luoghi simbolo della Resistenza nella città della Torretta.

“Non c’è pace per i martiri della Resistenza – dice Ferraro – Poche ore fa, come si apprende dagli organi informativi, vandali ignoti ma di ovvia connotazione politica, hanno fatto letteralmente a pezzi la targa commemorativa (da pochi mesi rinnovata e già in anni passati ‘vittima’ di piccole discariche abusive ai suoi piedi) del barbaro assassinio di 7 patrioti e martiri savonesi avvenuto per mano dei nazifascisti il 27 dicembre 1943 al Forte della Madonna degli angeli come rappresaglia verso gli attacchi partigiani”.

“Il ‘Natale di sangue del 1943’. Così viene ricordato quel tragico evento della storia savonese. Ma il loro sangue ha contribuito a liberare questo paese dal fascismo e dall’occupazione tedesca. Chi oggi compie atti del genere, anche solo con semplice superficialità, si qualifica da solo, e non c’è minimizzazione che tenga.In un paese dove abbondano i richiami all’odio, dove l’emergenza occupazionale con annessa mattanza di morti sul luogo di lavoro e la soglia di povertà assoluta tocca 5 milioni di persone la fanno da padrone, è nostro dovere vigilare su quanto accade e non sottovalutare il ritorno di certe comportamenti squadristi che distruggono i ceppi e le targhe commemorative di chi ha sconfitto il nazifascimo”.

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