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Ponte Morandi, la visita di Mattarella a Genova. Il governatore Toti: “Non si perda tempo sulla pelle dei liguri”

La soddisfazione del governatore ligure per il ritorno a Genova del presidente della Repubblica

Liguria. “Non era scontato il ritorno del presidente a Genova in tempi così stretti dopo le esequie solenni, è tornato oggi in occasione del Salone Nautico per mostrare la vicinanza e l’attenzione del Quirinale per quanto avviene in città”. Queste le parole del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti al termine della visita del capo dello Stato Sergio Mattarella, che si è soffermato tra gli stand del salone per circa un’ora scambiando battute con gli operatori.

Mattarella al Nautico tra yacht e bimbi della zona rossa

Toti, insieme al sindaco di Genova Marco Bucci, ha parlato con il presidente della Repubblica nel corso del trasferimento sulla motovedetta della capitaneria: “Ci ha spiegato di essere molto attento a quanto accade, che occorre grande velocità nella ricostruzione del ponte e che occorre alla cittadinanza può dare un segnale chiaro di efficienza e di efficacia delle istituzioni. Vigili alla con grande attenzione perché tutto si svolga nel più breve tempo possibile. Attende al Quirinale il decreto per visionarlo, quando l’abbia visionato certamente non sarà il Quirinale a rallentare i tempi”. “Se ho parlato con Roma? ho parlato con il Presidente della Repubblica, non posso immaginare più ‘Roma’ di così. Manca solo il Santo Padre” ha aggiunto il commissario per l’emergenza e governatore ligure Giovanni Toti.

“Ormai sono passati 40 giorni – continua Toti – si moltiplicano le indiscrezioni sia sui contenuti sia sui nomi degli eventuali commissari, francamente tutto questo parlare intorno a un decreto di cui non c’è ancora traccia mi sembra una cosa inquietante”. Spero che la situazione si sani al più presto, che il decreto arrivi al Quirinale nelle forme e nei modi concordati nella riunione della settimana scorsa con il primo ministro Conte e che poi si possa passare a discutere concretamente con il commissario di cosa fare attorno a quel ponte perché stiamo perdendo tempo- aggiunge il governatore- ma l’unica cosa che non è consentita a nessuno è giocare con il tempo e la pelle dei genovesi e dei liguri”.

Il commissario per l’emergenza ha ribadito che “per noi la priorità è il ponte. Ci auguriamo che il governo voglia scegliere un commissario straordinario di concerto con noi che possa essere di aiuto. Riteniamo con certezza che si passa con grande collaborazione avere quel ponte in 12-15 mesi. Ogni ora di ritardo dovrà essere nella responsabilità di qualcun altro, noi il percorso lo abbiamo indicato, il lavoro l’abbiamo fatto, adesso tocca al governo fare la sua parte fino in fondo. Non mi sbilancio sui tempi perché stiamo aspettando il decreto da qualche giorno, non mi sembra francamente opportuno sbilanciarmi. Spero che siano le ultime ore”.

Toti ha anche parlato del nodo del commissario: “Il nome che sta bloccando il decreto lo dovete chiedere al governo. Per quanto ci riguarda abbiamo detto tutto quello che riteniamo opportuno il decreto contenga: anzitutto gli aiuti al trasporto pubblico locale, il tema della viabilità il tema delle deroghe ai contratti in essere, il tema degli aiuti alle imprese della zona logistica speciale per il porto come enti locali. Il governo ha deciso di intraprendere la strada del commissario straordinario per la demolizione e la ricostruzione adesso spetta al governo dare delle risposte. Io sottolineo ancora una volta al governo che con grande laicità siamo pronti ad affrontare ogni discussione e ad accettare le scelte purché velocizzano e siano fatte nell’interesse di Genova e non nell’interesse di qualsiasi altra politica ancorché legittima”.

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