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Ponte Morandi, bagarre in Consiglio regionale: “Vergognoso non parlare del decreto”

Salta la discussione sul decreto, approvate due mozioni sulla sanità a seguito dell'emergenza crollo

Liguria. Sul crollo del ponte Morandi non è mancata la bagarre in Consiglio regionale, con la mancata discussione sul decreto Genova: “Una scelta vergognosa che lede la dignità di questo consiglio e fa sì che mentre tutta la città e tutta la Liguria discutono del decreto del Governo totalmente inadeguato che è a tutti gli effetti uno schiaffo ai genovesi, qui non se ne parla” ha detto Giovanni Lunardon dopo che nell’assemblea dei capigruppo M5S e Lega hanno negato il dibattito sul decreto Genova che oggi è stato firmato dal presidente della Repubblica.

Sulla polemica è intervenuto il presidente Toti cercando di mediare: “Non credo sia il giorno per fare il dibattito su questo. Visto che è convocato un consiglio per martedì e nel frattempo il decreto sarà firmato con possibili osservazioni anche da parte del capo dello Stato, non mi sembra che 72 ore cambino il destino della città, credo che discuterne martedì sia il modo giusto e appropriato”.

Oggi in consiglio regionale sono state approvate due mozioni della Lega sull’emergenza sanità a seguito del tragico crollo del Ponte Morandi. “Con il primo provvedimento abbiamo impegnato la giunta a proseguire nell’evidenziare al governo la necessità di una rimodulazione dei parametri del decreto ‘Balduzzi’ nei confronti della Regione Liguria, in considerazione della complessità territoriale e della situazione di emergenza derivante dalla sciagura dello scorso 14 agosto” affermano Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini e Paolo Ardenti, vice capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini.

Nella mozione si rileva che il Sistema Sanitario Ligure è in linea con gli adempimenti dettati dal regolamento sulla definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera ma che Genova e la Liguria, dopo la tragedia, dovranno affrontare grandi difficoltà logistiche e di spostamento dei cittadini liguri del Ponente. “Di fronte a questa drammatica situazione – si legge nel documento – nessuna prestazione ospedaliera rivolta ai cittadini delle zone coinvolte può essere erogata con difficoltà”. Respinto un emendamento presentato da Luca Garibaldi (Pd).

“Con il secondo provvedimento, abbiamo impegnato la giunta a valutare e prevedere la possibilità, per le équipe mediche specializzate dell’Istituto pediatrico Giannina Gaslini, di svolgere attività anche presso altre sedi ospedaliere del territorio del ponente ligure per evitare lunghi percorsi, in condizioni di criticità varia, ai piccoli pazienti”.

Nella mozione si rileva che, a seguito del crollo del ponte Morandi, si possono verificare, a causa della problematica viabilità autostradale da ponente verso Genova, difficoltà a raggiungere l’istituto pediatrico per i pazienti che non versino in condizioni gravi, ma è fondamentale garantire la piena accessibilità per i minori alle cure del personale medico dell’ospedale “Gaslini”.

“Siamo soddisfatti dell’impegno sul territorio del vicepresidente e assessore regionale alla Sanità Sonia Viale. Infatti, il sistema sanitario sull’area metropolitana di Genova e sul Ponente ligure, nonostante le difficoltà, ha dimostrato di saper rispondere in maniera idonea alle emergenze”.

“In un mese e mezzo dal crollo non risultano casi in urgenza ai quali non sia stata data adeguata risposta. Le azioni che ora occorre portare avanti non devono quindi essere indirizzate all’emergenza sanitaria, ma ad abbattere gli spostamenti e rendere più accessibili i servizi sul territorio per i cittadini del Ponente genovese e ligure”.

Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione, illustrata da Valter Ferrando (Pd), e sottoscritta da tutto il gruppo. Il documento era stato presentato come ordine del giorno ed è stato poi modificato in mozione per permetterne la votazione anche in parti separate, alcune delle quali sono state respinte dalla maggioranza. Il dispositivo finale impegna la giunta a verificare con l’ente gestore dell’autostrada A7 la possibilità di utilizzare come casello riservato alle ambulanze un accesso di servizio già esistente a Fondega, nel comune di San Cipriano, per evitare il casello di Bolzaneto particolarmente congestionato. Il documento, inoltre chiede alla giunta di valorizzare il Dea di II livello presso il Santa Corona di Pietra Ligure come punto di riferimento per l’”area ottimale del ponente”. Accolto un emendamento presentato da Angelo Vaccarezza (FI).

Nel dibattito unificato sui provvedimenti sono intervenuti Luigi de Vincenzi e Giovanni Lunardon del Pd, Andrea Melis, Alice Salvatore e Marco De Ferrari del Movimento5Stelle, Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMente Liguria), Angelo Vaccarezza (FI). L’assessore alla sanità Sonia Viale ha replicato illustrando nel dettaglio tutte le iniziative assunte dal piano di emergenza (potenziamento delle attività domiciliari, di diagnostica, per gli anziani, servizi aggiuntivi di automedica) e quelle in programma finalizzate, fra l’altro, a ridurre gli spostamenti dei pazienti.

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