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Pagavano 6 mila euro ad un connazionale per venire ad Alassio e poi venivano sfruttati e ricattati: commerciante bengalese nei guai

L'indagine dei carabinieri è sfociata in quattro arresti: i migranti sarebbero stati costretti a vivere in case sovraffollate e ad aprire attività commerciali

Alassio. Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed estorsione. Sono alcune delle gravissime accuse contestate a cinque cittadini bengalesi che questa mattina sono stati arrestati dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Alassio in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Alessia Ceccardi su richiesta del pm Chiara Venturi.

Secondo l’accusa, la mente del gruppo era un insospettabile commerciante originario del Bangladesh che avrebbe obbligato i connazionali che volevano venire in Italia a pagare circa seimila euro in contanti per partire dalla Libia via mare. Una volta arrivati ottenevano un permesso di soggiorno per motivi umanitari e poi raggiungevano ad Alassio dove, anziché una nuova vita, sarebbe iniziato un incubo. I migranti bengalesi, sempre secondo quanto accertato dai militari, venivano messi a lavorare nelle tante attività commerciali intestate all’indagato ed obbligati ad affittare un posto letto presso una delle abitazioni (sovraffollate) che lui aveva in affitto. Chi tentava di ribellarsi a questo sistema veniva minacciato e perseguito con vere e proprie spedizioni punitive.

L’attività ha preso le mosse dalla denuncia di uno di questi bengalesi, stanco di subire continui aumenti mensili per l’affitto del posto letto, nonché minacce e soprusi.

Tutti i dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà questa mattina alle ore 11.30 presso la caserma del Comando Provinciale Carabinieri di Savona di Via Mentana nr. 3.

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