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Omicidio di Janira, in aula parlano i genitori: “Alessio era geloso e le ha fatto terra bruciata intorno” fotogallery

In corte d'assise famigliari e amici della vittima hanno raccontato del rapporto tra la vittima e Alamia e della sua ossessione per lei

Savona. I genitori, i due fratelli, la cugina e alcuni degli amici che la conoscevano da sempre. Questa mattina è toccato a loro, ovvero alle persone che più le erano vicine, ricordare gli ultimi mesi di vita di Janira D’Amato, ma soprattutto cercare di descrivere il suo rapporto con Alessio Alamia, l’ex fidanzato della ragazza che il 7 aprile del 2017 l’ha uccisa con 49 coltellate nella sua casa in piazzetta Morelli a Pietra Ligure.

I testimoni (chiamati a deporre nel processo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, stalking e violenza privata che si sta celebrando in Corte d’Assise), in riferimento al rapporto tra i due ragazzi, hanno parlato di una sorta di “ossessione” da parte di Alamia nei confronti di Janira ed in particolare della sua contrarietà verso l’esperienza professionale che la fidanzata aveva iniziato in Costa Crociere e che l’avrebbe portata ad imbarcarsi.

Proprio le continue discussioni legate al corso che Janira stava frequentando ad Arenzano, nell’Accademia Ospitalità Italiana Crociere, sono quelle che hanno portato alla fine della relazione tra i due ragazzi: “Lei si aspettava sostegno da lui e non l’ha avuto e quindi l’aveva lasciato” ha spiegato la mamma della ragazza. Dai ricordi dei testimoni emergono due facce contrapposte di Alessio Alamia: il ragazzo apparentemente timido e premuroso dei primi anni di fidanzamento con la vittima e quello capace di gesti violenti come rompere lo schermo del cellulare di Janira, ma soprattutto (come hanno raccontato un collega di lavoro e un’amica) di fare male alla ragazza lasciandole dei lividi sulle braccia.

“Il FORNAIO E L’ULTIMO INCONTRO CON JANIRA”

Tra i testimoni di questa mattina anche Mario C., il fornaio che ha il negozio poco distante da casa di Alessio Alamia, che ha visto la vittima proprio mentre andava a casa del suo assassino.

“Conoscevo Alamia e fino al momento dei fatti avevo un ottimo rapporto con lui e con la sua ragazza. li vedevo spesso andare e venire da casa. Ricordo che durante l’alluvione del 2016 ci avevano anche aiutato a pulire il negozio che si era allagato. Quando avevamo saputo che Janira era stata presa al corso della Costa Crociere eravamo contenti, mentre Alessio si lamentava un po’ di questa distanza e di quello che sarebbe successo. Io gli avevo anche detto di non preoccuparsi. Il 7 aprile ho lavorato ed ero in negozio, ma nel tardo pomeriggio mi ha chiamato un amico per prendere un caffè e così sono andato verso il centro. In quel momento ho incrociato Janira, mi ha salutato a malapena ed aveva una brutta espressione”.

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