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Maxi truffa sulle polizze assicurative scoperta a Savona: 5 arresti, 10 denunce

Per alcune compagnie assicurative danno stimato in 70 mila euro al mese

Savona. Falsi assicuratori per un ingente giro di affari, una associazione a delinquere finalizzata alla truffa che è stata scoperta dalla Squadra Mobile della Questura di Savona nell’ambito di una inchiesta di un anno che ha portato a quattro misure di arresti domiciliari e un obbligo di firma per altrettante persone campane e dieci in tutto risultano le persone indagate a piede libero per i raggiri e falsi documentali prodotti per falsificare le polizze assicurative.

Questura savona

L’indagine è partita proprio da Savona a seguito di una querela presentata dal titolare di una agenzia assicurativa che aveva notato alterazioni sospette, tariffe agevolate inoltrate con la compiacenza di alcuni broker. La mente dell’organizzazione era rappresentata da due napoletani, Giuseppe Dario e Vincenzo Spina, privi di titoli per esercitare la professione ma titolari di una agenzia di brokeraggio: da lì il circuito illegale di false polizze, con un danno per alcune compagnie assicurative stimato anche in 70 mila euro al mese, senza considerare una maggiore sovraesposizione sui rischi.

Spostamenti di residenze, in particolare tra Napoli e Caserta, classi di appartenenza modificate, documenti falsificati per assicurarsi la polizza, grazie alla diversificazione delle tariffe delle compagnie assicurative e sfruttando i benefici e la liberalizzazione del settore assicurativo: sono centinaia di polizze finite nel mirino dell’inchiesta, numerosi i casi riscontrati in tutto il nord Italia.

Ecco il modus operandi: i truffatori stipulavano polizie solo via telefono, mandando la documentazione e indicando un nome e cognome fittizio, con l’autovettura che circolava a Caserta e Napoli e non nel savonese.

La truffa messa in atto era difficile da scoprire in quanto veniva sfruttata l’estensione del principio della prima classe, come nel caso di vendite o rottamazioni: le polizze, inoltre, facevano riferimento ad incidenti stradali con importi oltre i due mila euro.

Oltre ai due napoletani, misure restrittive per i fratelli Antonio e Gennario Carbone. Al vaglio della Squadra Mobile e degli inquirenti tutto il materiale sequestrato nel corso dell’indagine a seguito di diverse perquisizioni a carico degli arrestati e degli indagati.

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