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“Mandiamo stupratori a casa Boldrini, magari sorride”: Camiciottoli, lunedì via al processo per diffamazione

Il sindaco di Pontinvrea commentò così gli stupri avvenuti la scorsa estate su una spiaggia di Rimini

Pontinvrea. Inizierà lunedì mattina alle 9, nel Tribunale di Savona, il processo al sindaco di Pontinvrea, Matteo Camiciottoli, per diffamazione ai danni di Laura Boldrini.

L’ex presidente della Camera aveva denunciato il primo cittadino leghista dopo che nel novembre 2017 quest’ultimo, su Facebook, riferendosi agli stupri avvenuti un anno fa su una spiaggia di Rimini, aveva proposto di far scontare ai colpevoli i domiciliari “a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso”. Un post che aveva da subito scatenato furibonde polemiche (nel ring finì anche Enrico Mentana, che diede del “cretino” al sindaco), condite da reciproche minacce di querela e culminate effettivamente in una denuncia da parte di Boldrini. Lo scorso luglio quest’ultima aveva annunciato il rinvio a giudizio per Camiciottoli sulla sua pagina Facebook: “Non cediamo alla violenza di chi si nasconde dietro una tastiera. Come vedete, denunciare chi minaccia e diffama, alla fine paga”.

La replica del primo cittadino leghista non si era fatta attendere: “Stupisce come Laura Boldrini canti pubblicamente vittoria per il rinvio a giudizio che il tribunale di Savona ha disposto in forza di un mio post su Facebook di novembre, in aspra polemica per la campagna politica diretta a far passare il principio dell’accoglienza indiscriminata, spesso causa o quanto meno concausa di gravi reati perpetrati da stranieri sul territorio italiano. Suggerivo sarcasticamente di mandare alcuni delinquenti ai domiciliari a casa sua, affermando altresì che ciò potrebbe averla fatta felice. È lapalissiano che tale frase, certamente aspra, non abbia alcun carattere diffamatorio, ma sia solamente una forte provocazione volta a sottolineare l’assoluta assurdità delle tesi portate avanti da anni da Laura Boldrini, a danno dei cittadini italiani. A processo mi difenderò con le unghie e con i denti chiarendo le più che fondate ragioni che mi hanno portato ad una così dura presa di posizione ai danni della presidenta”.

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