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I Magazine di IVG.it - Per un Pensiero Altro

… il subliminale …

Per un Pensiero "Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

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Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista?
Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.

“Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto “G” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo”.

Non so se Isabel Allende abbia mai letto la fiaba che stiamo analizzando, ma la sua riflessione ci riporta nel cuore della vicenda, infatti, come abbiamo visto in chiusura dello scorso appuntamento, Cappuccetto Rosso è arrivata a casa della nonna dove trova nel letto un lupo con vestaglia e cuffietta e, mirabile dictu, non lo riconosce come la fiera appena incontrata nel bosco, comincia piuttosto a notare alcuni elementi estetici con curiosità: che occhi grandi, che zampe grosse, ma il lupo non si scompone, sostiene il paradossale dialogo giustificando le insolite sembianze al fine di vedere meglio la nipote, di meglio accarezzarla, il dialogo, ovviamente, non può proseguire all’infinito, infatti alla notazione circa le dimensioni della bocca, forse infastidito dalle critiche, il lupo replica “È per mangiarti meglio” e si risolve ad inghiottire “tutta intera ed in un solo boccone” la piccola ingenua.

Resta il fatto che la stessa cosa avrebbe potuto farla al momento dell’incontro nel bosco, appare quindi ancora più strano che nessuno si chieda mai ragione di tanto procastinare così come del perchè la fiera abbia prima indotto alla trasgressione la fanciulla, o anche del motivo per cui abbia intavolato la paradossale conversazione, quello che è certo è che, una volta abbondantemente saziato il suo enorme appetito, il lupo decide di rimettersi nel letto, sempre travestito da nonna, per una pennichella post prandiale. Ora, poichè l’attento lettore mi sta aspettando al varco in quanto la mia tesi circa il maschile feroce e pericoloso ed il femminile vittima ingenua non può reggere al seguito della fiaba, mi riferisco al cacciatore che è onesto e buono, devo precisare che la fiaba medioevale terminava con la morte di nonna e nipote.

La morale, che sempre c’è una morale, era chiara: bambina, non sei stata alle regole, hai determinato la morte della nonna e la tua, l’insegnamento mi sembra inequivocabile. Ma ecco che diversi secoli dopo Perrault, e solo successivamente i Grimm, trova indispensabile aggiungere una diversa conclusione, già, come accettare l’idea di un maschio così infame e, ancor più grave, ambiguo? Il maschile del XVII secolo, il potere oramai consolidato nella forma dello stato, avvertiva l’urgenza di sottolineare i propri lineamenti più utili e positivi per tutti, anche nei confronti dei più fragili, dei più deboli, quelli non mai rappresentati nelle istituzioni come il femminile … e non solo! Eppure la vicenda conserva un aspetto che, a mio vedere, perpetua l’assurdo che non viene mai notato: proseguiamo. Per una qualche oscura ragione, mentre il lupo se la dorme della grossa, la mamma in compagnia del cacciatore, frequentazione intorno alla quale per rispetto della privacy non chiediamo nulla, raggiunge la casa della nonna dove trova il “bello addormentato”.

Ora, cosa c’è di normale nel fatto che il cacciatore apra la pancia del lupo facendone sortire vive e vegete le due vittime? Perchè il lupo non si sveglia? Quale anestetico avrà mai impiegato l’abile cacciatore per realizzare quello che, mi sembra evidente, è il primo cesareo nella storia della chirurgia? Caro lettore, questo è niente, già, perchè il cacciatore a questo punto non uccide e non lascia vivere il lupo, infatti, seguendo una logica quantomeno criptica, gli riempie la pancia di pietre per poi ricucirla, quindi sereno se ne va per recitare il suo ruolo di protettore, e ben sappiamo che il termine allude ad un preciso rapporto tra uomo e donna. E il lupo? Può mai concludersi così l’intera vicenda? Mentre le tre donne si allontanano con il nuovo eroe per lascir concludere al narratore “e vissero tutti felici e contenti”, il lupo finalmente si sveglia e … ma questo lo analizzeremo la prossima settimana.

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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