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Grande successo per “Pietra su Pietra”: la cena benefica per finanziare un ambulatorio in Val Polcevera

L'assessore Rembado: "Un'iniziativa unica che unisce solidarietà e aggregazione"

Pietra Ligure. Grande successo per la cena benefica “Pietra Su Pietra”: oltre 1.000 persone presenti all’iniziativa organizzata in segno di solidarietà e aiuto dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Tavolate stracolme con molte persone in coda in attesa di sedersi per prendere parte all’evento.

cena pietra su pietra

“Siamo davvero molto orgogliosi: insieme alle moltissime associazioni pietresi abbiamo creato un’iniziativa unica che unisce solidarietà e aggregazione – hanno dichiarato il sindaco Dario Valeriani e l’assessore comunale Daniele Rembado -. Un esempio di collaborazione che siamo certi potrà rappresentare anche per il futuro un momento di unione per tutta la nostra straordinaria comunità, che compatta riesce sempre a raggiungere grandi risultati”.

Nei prossimi giorni si procederà alla rendicontazione del ricavato. Presente alla serata il prefetto di Savona e Alessio Conti della Croce rossa rivarolerse, che ha ringraziato Pietra per la sua vicinanza. Infatti, la cena benefica servirà a finanziare il progetto di un nuovo ambulatorio presso la pubblica assistenza genovese.

PROGETTO – La caduta del ponte, oltre ad aver causato 43 vittime e numerosi feriti, ha determinato la netta divisione della città, motivo per il quale, per spostarsi dalla val Polcevera verso i principali ospedali cittadini (Villa Scassi, Galliera e San Martino), è necessario utilizzare l’autostrada da Genova Bolzaneto a Genova Ovest, Genova Est o a Genova Nervi, allungando i percorsi di quasi 20 chilometri in media (1000 chilometri in più al mese in totale); considerando il traffico creatosi per le diverse modifiche viarie e in relazione all’ingente numero di veicoli che utilizzano la viabilità ordinaria anziché quella autostradale, la tempistica varia dai 30 ai 60/90 minuti nelle ore di punta. Questa situazione causa un enorme disagio per le fasce più deboli della popolazione che si trovano a dover affrontare percorsi disagevoli e con tempistiche estremamente più dilatate. La lontananza dagli ospedali causa nei pazienti notevoli stress e fatiche fisiche, spesso creando veri e propri aggravamenti dei già precari stati di salute. Mentre per le urgenze è possibile evitare il traffico, utilizzando i sistemi di emergenza (sirene e lampeggianti), mentre per i servizi ordinari come visite mediche, esami, radiografie, ecc. è necessario seguire la viabilità ordinaria con le criticità testé rammentate.

Grazie alla posizione centrale della sede della P.A. Croce Rosa Rivarolese, nel cuore della delegazione di Rivarolo/Certosa la più colpita dal crollo e dai disagi che ne sono conseguiti, essa ben si presta a diventare punto di riferimento per tutti i cittadini bisognosi di servizi ambulatoriali. Il progetto prevede la creazione di un ambulatorio per professionisti pubblici e/o privati ove effettuare le principali visite mediche e terapie realizzando un ambiente idoneo dotato della strumentazione di base necessaria, una reception per l’accoglienza dell’utenza e uno studio da dedicare a colloqui psicologici e/o altre necessità. Detto ambulatorio verrà messo a disposizione sia di privati sia della locale Azienda Territoriale Sanitaria al fine di dare la possibilità alla popolazione colpita dal crollo di effettuare le prestazioni sanitarie in un centro vicino a casa. L’ambulatorio verrà accreditato Alisa e insieme a ASL e all’AST di competenza verranno individuate quali specialità mettere a disposizione della Cittadinanza, in base alle carenze presenti in Valpolcevera. Il progetto è stato inizialmente finanziato dagli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, ma vista la portata del progetto, e l’eventuale acquisto di macchinari e di elettromedicali, la spesa da affrontare sarà ingente e siamo alla continua ricerca di nuovi benefettori o enti che vogliano contribuire al progetto.

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