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Giacomo Dodino è campione italiano amatori di MTB Superenduro

Dodino, che è di Borgio Verezzi, ha vinto l'ultima prova nel cuneese, conquistando così la classifica generale del campionato

Borgio Verezzi. Giacomo Dodino ha vinto il campionato italiano amatori di mountain bike, nella categoria Superenduro. Con la prova di domenica a Priero, dove si è corsa l’ultima tappa del campionato italiano bike Superenduro 2018, Dodino ha conquistato la classifica generale del campionato.

La vittoria di Priero, unita agli ottimi risultati nelle precedenti tappe del circuito, gli ha permesso di aggiudicarsi il titolo di campione italiano nella classifica assoluta Amatori; Dodino ha ottenuto un terzo posto a Sanremo, la vittoria a Calestano e una quinta piazza a Canazei.

Giacomo Dodino, che corre per il team Marchisio, vede la possibilitа il prossimo anno di affacciarsi al professionismo in questo sport: sta preparando l’ultima sfida stagionale, l’Enduro World Series a Finale Ligure, che lo vedrа competere e confrontarsi con i migliori atleti al mondo di questa disciplina.

Ecco il suo racconto dell’esperienza che l’ha portato alla vittoria del campionato:

Rieccoci qua, dopo circa un mese di “pausa” dalle gare. Terminato agosto e passato il caldo torna il Superenduro con l’ultima tappa di stagione a Priero. La località non ha bisogno di presentazioni essendo stata luogo di gare di enduro sin dagli albori della disciplina.

Qui si decidono le sorti del campionato Superenduro, si tirano le somme su una stagione intera, fatta di sacrifici, impegno e tanti allenamenti: insomma non è una gara da prendere alla leggera.
Chi mi ha seguito in questa mia prima stagione da Race Insider, sa che al momento sono secondo nella combattuta classifica assoluta Amatori, avendo perso la maglia di leader a Canazei a causa di una prestazione non troppo brillante e qualche problema tecnico.

La partenza, di una gara che si preannuncia molto tirata, sarà questione di secondi se non di decimi spuntarla, in tutte le categorie.
Il meteo finalmente sembra favorevole non servono gomme da fango questa volta, il terreno è leggermente più bagnato rispetto a quando avevamo provato i trail ma il grip resta comunque ottimo.
Le ps sono caratterizzate dal flow, rilanci pedalati e parti veloci dove la linea e la precisione fanno la differenza.

Il grip sulla ps1, una costante ricerca di aderenza e scorrevolezza… poesia!
Ho preparato la gara nel dettaglio, mi sono concentrato nelle prove sulle due ps che si ripetono due volte la 1/5 e la 2/6, la prima speciale è fondamentale essendo la più lunga e la più pedalata” me lo ripeto in testa fino alla partenza.
Di solito vi ho abituato con gare partite male e corse in recupero… questa volta no. Sono partito subito forte e ho vinto la ps1.

È la prima volta che parto così bene e la cosa non mi dispiace, i distacchi sono ravvicinati, ma questo già lo sapevo, l’importante adesso è continuare così senza fare errori.
Dopo una breve risalita si arriva in cima alla ps2 più corta, veloce e guidata.

Appena partito in una sezione molto stretta in mezzo agli alberi mi si sgancia un piede ed entrando in rotazione con il busto aggancio un ramo che mi strappa la maglia, ne esco carambolato con la sensazione di aver perso tempo, e nella foga di recuperare salto una linea che avevo visto nei video di prova, finendo a curvare lungo fuori traiettoria.

Nonostante questi due errori faccio segnare il terzo tempo di speciale perdendo solo 0.6 secondi, mantenendo così stretta la prima posizione.

Risalendo verso la ps3, proprio quando la gara sembrava aver preso la piega giusta, ecco i crampi, fortissimi e inaspettati: non mi erano mai capitati dei crampi prima della metà di una gara. Cado letteralmente disteso sull’asfalto con i quadricipiti contratti al massimo e, non riuscendo quasi a muovermi, resto lì fermo in attesa che qualcuno mi aiuti ad alzarmi.
Dopo aver bevuto tutta la borraccia ed essermi rimesso a camminare salgo spingendo in cima alla speciale preoccupato, riuscirò a finire la gara così? Come faccio ora a spingere? Se mi parte un crampo così in ps?
Tutte domande a cui non so rispondere e cerco solo di pensare alle ps3 che per fortuna è la più corta e con poche parti pedalate.

C’è poco da fare, appena partito sento di non poter più spingere come avevo fatto prima, la gara ora è in difesa.
Cerco di guidare pulito cercando di non fare errori, chiudo 5° in ps3 e 4° in ps4 anche nella ps5 che avevo vinto (era la ps1) non riesco ad andare oltre un 5° posto, perdendo gli ultimi secondi preziosi.
Sono ancora in testa prima dell’ultima speciale, ma il distacco si è ridotto drasticamente a 1sec sul secondo e meno di 3 secondi dal quinto posto.

Un passaggio sulla ps4 cercando la linea facendo scorrere la bici.
Manca solo l’ultima speciale e tutto potrebbe ribaltarsi, da primo passare a quinto e perdere anche il campionato non riuscendo a guadagnare abbastanza punti. Ma non è con questa mentalità che avevo preparato la gara, sono ancora in testa e il desiderio di fare bene è più forte del male alle gambe, nella ps2 avevo fatto due grossi errori, avevo del margine, devo solo non sbagliare.
Parto deciso dando fondo alle ultime energie, esco veloce dal boschetto e senza esitare entro forte nella linea che avevo sbagliato prima.

Il passaggio cruciale n ella ps2/6
Sento di aver fatto bene ma non si sà ancora il risultato, al finish tutti ci guardiamo intorno, 5 piloti racchiusi in 3 secondi dopo 27 minuti di gara La tensione è palpabile mentre si aspetta l’annuncio del vincitore.
Ed ecco Enrico prendere il microfono: “Il vincitore della Ps6 con il tempo di 3:44 è Giacomo Dodino”
Ho Vinto! Non ci credo obbiettivo raggiunto! In questa intervista tutta l’emozione di avercela appena fatta:

Il podio categoria Amatori di questa Priero Superenduro
Secondo a 3’22″ di distacco Alberto Stopani, del team Ancillotti, e terzo Matteo Carrubba a 4’05″ di distanza.

Un minimo di ringraziamenti ci vogliono: ringrazio i miei sponsor per la fiducia e il supporto e ringrazio tutti voi per avermi seguito da vicino durante queste gare incitandomi sempre con ottimi commenti, spero di esservi stato di aiuto anche durante le prove e di avervi trasmesso un po’ della passione che si prova quando si cerca di scalare un traguardo che all’inizio sembra sempre troppo grande!
La stagione comunque non è finita c’è ancora la “gara di casa” l’ EWS a Finale Ligure dove spero di rivedervi in molti a fare il tifo sulla DH uomini!“.

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