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Contributi alle società sportive di Savona, Scaramuzza: “L’eccellenza viene decisa dal campo”

Alla luce delle poche risorse a disposizione, si è scelto di premiare le manifestazioni. E l'assessore precisa: "Le nostre tariffe sono ridicole"

Savona. Da molti anni, si è fortemente ridotta la possibilità da parte dei Comuni di elargire contributi alle società sportive. Queste ultime, di conseguenza, hanno dovuto fare i conti con una minore disponibilità di risorse, ritrovandosi costrette a proseguire le loro attività grazie alle quote dei tesserati e ai pochi sponsor.

Maurizio Scaramuzza

Sono finiti i tempi dei contributi “a pioggia” e nessun Comune fa eccezione, ma la situazione assume un particolare risalto a Savona, per l’elevato numero di associazioni sportive che vi hanno sede. Nella giornata di ieri il presidente del VBC Savona di pallavolo ed allenatore del Liguria Hockey Club, Carlo Colla, ha lanciato un appello al Comune, chiedendo contributi per le società sportive, reputandoli necessari per la loro sopravvivenza.

Maurizio Scaramuzza, assessore allo sport del Comune di Savona, spiega che, con l’attuale situazione, non è più possibile dare una mano alle società che fanno fatica, se non con contributi mirati all’organizzazione degli eventi, premiando i più meritevoli. “L’eccellenza viene decisa dal campo in primis. Sono cambiati un pochettino i valori e purtroppo anche le forze economiche del Comune – sottolinea Scaramuzza -. Prima si decideva, e io non discuto quello che facevano le precedenti amministrazioni, di dare contributi comunali a determinate realtà sportive. A Savona abbiamo più di cento associazioni sportive dilettantistiche, tantissime molto meritevoli non hanno non solo mai ricevuto un euro ma neanche venivano ricevute in Comune. Quindi secondo me non sembra una cosa corretta il dover dare soldi a tutti quanti, anche perché non li abbiamo; se dovessimo dare due o tremila euro ad una società sportiva, poi giustamente le altre si lamenterebbero. Secondo me è da cambiare il criterio di valutazione“.

Il nuovo criterio, pertanto, non è investire sulle società ma sulle manifestazioni che fanno. “Intanto perché la manifestazione in sé porta persone, lo sviluppo del turismo, il lavoro in tutta la città e la città ad essere conosciuta a livello nazionale e internazionale – spiega l’assessore -. Ad esempio vorrei ricordare il Meeting Ottolia che, con pochissimi soldi da parte del Comune di Savona, grazie alla presenza di Filippo Tortu ha dato una visibilità enorme alla città di Savona; credo che questo sia un esempio sul quale bisogna lavorare e incrementare ancora di più”.

In molti casi, però, sono le società sportive a curare la manutenzione degli impianti. “Devo dire che tutte le società sportive, dalla prima all’ultima, fanno un lavoro immenso verso i ragazzi e nel sociale, levando i ragazzi dalle strade. I nostri impianti, grazie alle nostre società sportive, sono pieni di ragazzi di tutte le età. Però devo dire che l’attacco che mi è stato portato stamattina, bonariamente, da un amico sul fatto che io dovrei levare le tariffe, secondo lui ed altri esose, per il Comune di Savona, vorrei ricordare che qua ho l’elenco che spiega come per un bambino fino ad 11 anni una palestra costa 4 euro all’ora. Si arriva al massimo agli 8 euro all’ora: veramente un prezzo ridicolo. Quando vengono società da fuori che mi chiedono i prezzi degli impianti, si mettono a ridere…” conclude Scaramuzza.

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