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Consiglio regionale, Rossetti (Pd): “Chiarezza e risposte sui titoli degli educatori socio-sanitari”

Dibattito questa mattina nell'assemblea ligure

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Liguria. “Servono risposte chiare sulla delicata questione dei titoli necessari a svolgere l’attività di educatore professionale in ambito socio sanitario. Oggi in Regione ho chiesto qualche delucidazione all’assessore Viale, visto che parliamo di una vicenda cogente, che rischia di avere conseguenze molto pesanti sui lavoratori, gli utenti e i servizi. Ma le risposte che mancano sono ancora tante, pur trattandosi di una questione molto urgente”. Così il consigliere del Pd ligure Sergio Rossetti oggi in Consiglio regionale, nel corso del quale ha illustrato una interrogazione sul tema.

“Ho chiesto alla Giunta quali misure intenda intraprendere in vista dell’approvazione del nuovo Manuale di Accreditamento e Autorizzazione per garantire i livelli occupazionali di coloro che, pur non avendo titolo, svolgono da molti anni le funzioni di educatore. Dalle risposte ottenute in aula abbiamo saputo che a novembre dovrebbero partire i corsi universitari abilitanti. La notizia è positiva, la valuteremo nel merito”.

“Rimaniamo preoccupati per la fase transitoria che riguarda circa 1300 operatori educativi liguri che, da anni, in alcuni casi da decenni, operano senza avere i titoli che le nuove norme nazionali richiedono. Il tessuto sociale ligure non può fare a meno di queste persone e della loro esperienza tecnico-professionale maturata nel tempo”.

“L’assessore oggi non ha fatto chiarezza sul loro destino. Da oggi all’acquisizione dei corsi abilitanti la Regione deve tutelare la loro presenza in ambiente di lavoro con atti chiari e tempestivi”.

“Proponiamo a Viale di confermare nel Manuale di Autorizzazione e Accreditamento la figura del Tase (il corso per tecnico animatore socio-educativo) garantendo non solo coloro che ne hanno conseguito il titolo, ma anche coloro che vi risultino iscritti, assicurando così a queste persone di esercitare l’attività con un titolo, riconosciuto da Regione, in piena sicurezza”.

“Inoltre proponiamo di introdurre anche i principi di salvaguardia presenti nella norma nazionale sui corsi abilitanti. Così come nulla si è detto sui corsi equivalenti che devono essere regolamentati in conferenza Stato-Regioni e che consentirebbero di uscire dall’attuale sistema confuso e precario”.

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