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Commemorazione di Ponte Morandi, commozione alla lettura dei nomi delle vittime: “Questi 43 morti siamo tutti noi” fotogallery

Migliaia in piazza tra lacrime e applausi

Genova. La voce rotta dalla commozione, per Tullio Solenghi probabilmente la prova più difficile della sua carriera. Così, con la lettura dell’elenco delle 43 vittime del ponte Morandi, sulle note dell’adagio di Samuel Barber eseguito dagli orchestrali del teatro Carlo Felice, l’attore genovese dà il via alle commemorazioni del pomeriggio una piazza De Ferrari piena di gente. Per ogni vittima una frase, che rende più straziante la lista che nessuno avrebbe mai voluto pronunciare.

Ponte Morandi, un mese dopo, la giornata della commemorazione

Difficile arrivare in fondo senza emozionarsi, soprattutto quando si arriva al nome della vittima più giovane, il piccolo Samuele, otto anni.

Particolarmente provato anche monsignor Nicolò Anselmi, vescovo vicario, che ha preso la parola a nome del cardinale Angelo Bagnasco: “Si può dire che è crollato un pezzo di casa nostra per questo insieme a questi 43 amici siamo morti tutti noi e per lo stesso motivo tutti rinasceremo insieme al nuovo ponte, con l’impegno e il contributo di ogni genovese”.

Toccanti anche i racconti dei soccorritori: “C’era un forte odore di fango, quello tipico delle alluvioni – racconta Alessandro Campora, vigile del fuoco – ma siamo arrivati e abbiamo capito che non era un’alluvione, il ponte non c’era più. C’è stato una attimo di sgomento e subito è scattata un adrenalina in corpo ed è cominciato uno degli interventi più lunghi e difficili della mia carriera” racconta commosso. Un lavoro ininterrotto di giorni, ma anche “la solidarietà dei cittadini, la torta, la focaccia il caffè. Se ci tendiamo la mano tutti possiamo rialzarci e ripartire insieme da questo evento drammatico”.

Marco Gastaldi, sovrintendente della polizia stradale è stato tra i primi ad arrivare sul ponte dopo il crollo “Quando ci hanno chiamato per intervento credevamo si trattasse di un incidente. Quando siamo arrivati sul ponte c’erano molti veicoli sulla parte ad ovest del viadotto che dovevano essere messi in sicurezza. C’erano i lampi i tuoi ma queste persone dovevano essere portate via da li. Ci siamo fatti coraggio e siamo arrivati alla parte crollata, siano al furgone della Basco e abbiamo portato via tutte le persone”.

Oltre 2500 i volontari intervenuti per cercare e soccorrere i dispersi. Tra loro la giovane soccorritrice Cristina Romania: “Quando è arrivata la chiamata nella nostra sede sembrava uno scherzo invece ci siamo ritrovati di fronte a uno scenario surreale, poi siamo corsi tutti, ognuno con la sua divisa” racconta con la voce rotta dal ricordo. Cristina racconta del primo salvataggio: “Tra le macerie c’era incastrata nella sua macchina una ragazza: siamo riusciti a estrarla dalle macerie. Era ferita e urlava, ma in quel momento le sue urla erano una delle cose più belle che potevamo sentire”.

Toccante anche la testimonianza degli sfollati, come Mimma Certo: “Quel mattino pioveva, io dovevo andare a comprare ma pioveva cosi tanto che ritardavo. Poi c’è stato un tuono fortissimo che non finiva mai, poi abbiamo sentito delle urla: a quel punto ho aperto la finestra della cui e ho visto il ponte crollato e ho visto le macchine e ho pensato: speriamo che non siano tutte bare. Ho chiamato mia sorella per dirgli che sono viva e lei non capiva, poi ci siamo tirati dietro la porta e siamo corsi fuori casa”.

Luca Bizzarri, attore, ha letto uno dei racconti legati al ponte che ha ricevuto in questi giorni dopo l’appello fatto anche sui social network, per raccogliere le testimonianze di vita dei genovesi legate al ponte, la nascita di un bimbo che nel 2017 ha avuto tanta fretta di nascere.

Il sindaco Marco Bucci ripercorre i primi attimi, ma guarda anche avanti: “Oggi siamo qui, onoriamo 43 vittime, ricordiamo una città ferita, una tragedia per le famiglie, per la nostra città. Erano le 11.40 ero in macchina quando mi hanno avvisato, ci sono stati 10 minuti in cui non sapevo proprio cosa fare, ma dopo ci siamo messi intorno a un tavolo a ragionare, tutti insieme abbiamo cominciato a lavorare, alle 12.03 abbiamo aperto l’emergenza. Alla prima conferenza stampa di fronte a tutti ho detto che la città non è in ginocchio, era il momento giusto, la città è forte, ha coraggio, ce la farà a tornare ancora più bella di com’era prima. Da quel momento, non certo per merito mio, è iniziata una gara di solidarietà. Abbiamo fatto tutto in pochissimo tempo, inaugureremo la nuova strada la prossima settimana, grazie ai genovesi, che hanno lavorato tutti per lo stesso obiettivo. Faremo il possibile per fare in modo che gli sfollati possano riprendersi le loro cose”.

E’ stata poi la volta del governatore della Liguria Giovanni Toti: “Io giuro che questa città riavrà il suo ponte, costi quello che costi, perché non è solo un ponte ma è il simbolo di una città di una regione e di un paese che guardano al futuro con coraggio. Lo meritano quelle 43 persone che saranno ricordate sempre e le molte centinaia di migliaia di genovesi che ci credono: ricostruiremo un ponte bellissimo e sarà il risultato di tutti, prima di tutto di tutti voi che siete qui stasera. Grazie Genova”.

“Abbiamo iniziato con 43 nomi di persone che non ci sono più – ha detto il presidente Toti iniziando il suo intervento – e siamo in questa piazza per chiedere per loro verità e giustizia. Ma c’è un altro nome che vorrei fosse presente in questa piazza, si chiama Pietro, è nato ieri e quando ho conosciuto suo papà Gianluca stava in una camera dove sta ancora al San Martino per le ferite riportate. Ai soccorritori e ai medici che lo hanno estratto dalle macerie e curato ha continuato a dire: ‘Devo vivere per veder nascere Pietro’. E questo, oggi, deve essere il grido di questa piazza: Genova deve vivere per i tanti Pietro che sono nati ieri, che nascono oggi e nasceranno domani e hanno diritto a vivere in una città sicura e prospera. Dobbiamo essere orgogliosi di tutte le cose fatte fino ad oggi, in questo mese dalla tragedia: ci siamo rimboccati tutti le maniche, abbiamo costruito strade, consegnato case a tutti coloro che ne avevano bisogno, rimosso le macerie dal torrente Polcevera, passo dopo passo, con la concretezza e la determinazione dei liguri, della gente che va per mare e sa bene quanto può essere pericoloso essere velleitari, sbagliare vento e rotta. Vi ho sentito vicini e vorrei ringraziarvi tutti, non solo chi è salito sul palco: i vigili del fuoco, le forze di sicurezza, i volontari, i medici e gli infermieri degli ospedali”.

“Tutti si sono messi a disposizione chiedendo come potevano dare una mano per ripartire. Genova – ha proseguito il governatore – ha già imboccato la rotta giusta. Questa è per Genova la piazza degli eventi solenni, di quelli allegri e di quelli tristi. Quando vogliamo stare insieme ed essere una sola famiglia. È la piazza dei giuramenti e delle grandi battaglie. È la piazza in cui nel 1979 vennero celebrati i funerali di Guido Rossa e la città giurò che il terrorismo non avrebbe vinto. Oggi siamo qui per ripetere un giuramento: io giuro, e voi lo giurate con me, che questa città riavrà il suo ponte, costi quello che costi, perché non è solo un ponte ma è il simbolo di una città di una regione e di un paese che guardano al futuro con coraggio. Lo meritano quelle 43 persone che saranno ricordate da quel ponte e le molte centinaia di migliaia di genovesi che ci credono: ricostruiremo un ponte bellissimo e sarà il risultato del lavoro di tutti. Grazie Genova”.

E in chiusura, fuori programma, anche il premier Conte, arrivato in città per parlare del decreto elaborato ieri durante il consiglio dei ministri: “Avevo detto che sarei tornato, ed eccomi qua, non a mani vuote” ha esordito sventolando il testo del provvedimento”.

“Abbiamo pensato misure per sostenere le persone e le aziende coinvolte – ha ricordato il premier – e per la viabilità di Genova per i suoi abiatanti e per la portualità”.

Nel testo di ieri non è stato citato il nome di quello che sarà il commissario per la ricostruzione: “Non c’è, ma la mia promessa è che entro dieci giorni dalla firma del provvedimento lo nominerà con decreto del presidente del consiglio”, come aveva anticipato ieri.

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