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Chiuse le procedure di licenziamento per 15 lavoratori degli appalti ferroviari della Boni che lavorano per Trenitalia

E' stato sottoscritto un contratto di solidarietà con percentuali di sospensione diverse per unità produttiva e legate al numero di esuberi

Liguria. Nella serata di ieri è stato sottoscritto l’accordo per la definizione della chiusura, con esito positivo, delle procedure di licenziamento degli addetti alle pulizie dei treni regionali dipendenti della società Boni, che riguardavano 15 lavoratori degli appalti ferroviari di Genova, Savona e Sestri Levante, aperte il 10 luglio scorso. Lo annunciano i segretari di Filt Cgil Laura Andrei, di Fit Cisl Francesco Bottiglieri, di Uilt Uil Oscar Matarazzo, di Ugl Franco Zolezi e di Salpas Orsa Adele Borio.

“Al fine di evitare le lettere di licenziamento è stato sottoscritto un contratto di solidarietà con percentuali di sospensione diverse per unità produttiva e legate al numero di esuberi, da ridurre a valle degli esodi che saranno incentivati secondo i criteri previsti da un precedente accordo territoriale sottoscritto a maggio scorso – spiegano i sindacati – Questi esuberi, generati dagli eccessivi ribassi d’asta, si aggiungono ai circa 20 pulitori di Ventimiglia, ormai in ammortizzatori da oltre 36 mesi, quindi ad imminente rischio di esaurimento, viste le previsioni di legge dei jobs act”.

“Le notizie di aumenti di volumi di attività di pulizia sui treni regionali, conseguenti agli incrementi di produzione chiesti dalla Regione a Trenitalia per l’emergenza ponte, ad oggi risultano infondate. Quindi la richiesta dell’assessore di sospendere le procedure è caduta nel vuoto. Non è nemmeno dato sapere se, quando finalmente sarà emanato il decreto di urgenza per l’emergenza ponte, con le risorse forse previste per il trasporto locale sarà possibile riassorbire gli esuberi degli appalti ferroviari , o finanziare gli ammortizzatori esauriti”.

“Se inoltre le società del gruppo Fsi continueranno a utilizzare atteggiamenti irresponsabili verso gli appalti ferroviari, accettando ribassi eccessivi per risparmiare sui costi delle pulizie, e se non arriveranno risposte serie dal Ministero del Lavoro sul rifinanziamento dei contratti di solidarietà, i lavoratori del settore saranno costretti al terzo sciopero nazionale, dopo quelli già effettuati il 20 luglio e il 24 settembre”, concludono i rappresentanti dei lavoratori.

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