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Carambola mortale sulla Torino-Savona: compagno della vittima rinviato a giudizio fotogallery

Nel terribile schianto era morta Veronica Moretto, mentre la figlia era rimasta gravemente ferita: secondo l'accusa l'auto dove viaggiavano aveva urtato un camion

Savona/Altare. Nell’agosto del 2017 sulla A6, all’altezza di Altare, si era verificato un terribile incidente stradale nel quale aveva perso la vita un mamma di 32 anni, Veronica Moretto, che viaggiava insieme alla figlia (rimasta ferita) sull’auto guidata dal compagno, uscito quasi illeso dallo schianto. Proprio il conducente dell’auto, Antonio Martiello, carabiniere in servizio a Saliceto, questa mattina è stato rinviato a giudizio per omicidio stradale e lesioni stradali gravissime dal gip Alessia Ceccardi.

L’uomo non ha scelto di essere giudicato con un rito alternativo e, di conseguenza, il prossimo dicembre inizierà il processo a suo carico davanti al giudice monocratico.

Secondo quanto ricostruito durante l’indagine (coordinata dal sostituto procuratore Vincenzo Carusi, l’Alfa 159 sulla quale viaggiava la coppia si era ribaltata dopo che, mentre era in fase di sorpasso, aveva urtato un’autocisterna per – questa la conclusione del consulente del pm Marco Sartini – un errore di manovra del conducente e non per la velocità eccessiva.

A quel punto l’auto si era ribaltata diverse volte e Veronica Moretto e la figlia di 10 anni, che secondo gli accertamenti tecnici non indossavano le cinture di sicurezza, erano state sbalzate fuori dall’abitacolo. Un urto violentissimo che, purtroppo, non aveva lasciato scampo alla giovane mamma nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori. La figlia, invece, aveva riportato un trauma addominale ed era stata ricoverata all’ospedale Gaslini, inizialmente in prognosi riservata.

Quel giorno la coppia stava tornando a casa, a Saliceto, dopo un periodo di vacanza. Veronica Moretto, che faceva la commessa nell’outlet di Mondovì, era molto conosciuta in Valbormida per aver lavorato in passato in un bar a Cengio.

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